MINISTERO DIFESA - AERONAUTICA MILITARE ITALIANA

Frecce Tricolori - sorvolo su città di Trento 25/5/2020

Ho letto l’intervento del Segretario della CISL Medici Dottor Nicola Paoli, e sono esterrefatto. Le mascherine che ho fatto produrre le ho prima sperimentate io stesso, e parlando per un’ora al telefono e pesando con la bilancia di precisione prima e dopo i due strati di cui è composta la mascherina, ho notato che lo strato interno verso la bocca ha aumentato in modo sensibile il proprio peso, mentre il peso dello strato esterno è rimasto pressoché invariato.

Questo mi fa capire che è in grado di fermare le piccolissime gocce di saliva che emettiamo parlando, tossendo o starnutendo, e in questa fase mascherine certificate non si trovano da nessuna parte addirittura mancano in molti ospedali in Italia.

C’è da prevedere che la situazione non migliorerà in quanto l’epidemia si sta espandendo in modo esponenziale in tutto il mondo e quindi avremo le mascherine con cui rifornire ospedali, case di cura e operatori sanitari, ma difficilmente a breve si potranno avere per la popolazione.

Il Dottor Paoli sostiene che avendo il virus una dimensione di 170 nanomicron può facilmente passare nelle maglie del cotone a doppio strato che ha fori enormemente più grandi.

Io vorrei ricordargli (ma questo lo sa qualsiasi studente che abbia sostenuto l’esame di biologia) che i virus non viaggiano liberi nell’aria come il pulviscolo atmosferico, ma sono nei liquidi biologici e in particolare anche nella nostra saliva.

Il cotone doppio strato è in grado di fermare queste piccolissime gocce di saliva che emettiamo quando parliamo, che hanno una dimensione sensibilmente più grande rispetto al virus. E’ chiaro che non è un dispositivo perfetto e non esiste nessuna mascherina che sia sicura al 100%, anche perché è praticamente impossibile realizzare una completa aderenza tra i bordi della mascherina e il nostro viso soprattutto quando parliamo.

Nel mio paese, ho notato che almeno il 50% delle persone che entrano nella bottega o nella farmacia sono sprovviste di mascherina. Se avessero quello che ho fatto produrre per loro, avrebbero una protezione sicuramente superiore al niente.

Nel volantino con cui le accompagno è chiaramente spiegato che le persone devono rimanere a casa, devono uscire soltanto per necessità importanti (spesa, medico, farmacia) e comunque anche se sono dotati di mascherina non devono sentirsi completamente protetti e devono stare distanti di almeno un metro dalle altre persone.

All’età di 18 anni (ahimè 41 anni fa) ho fatto il corso per infermiere generico e a quell’epoca in sala operatoria le mascherine erano in cotone doppio strato sterilizzate tutte le volte, e non mi risulta che ci fossero più infezioni post-operatorie rispetto a oggi.

Evito qualsiasi polemica che non mi sembra opportuna in questo momento, ma vorrei solo ricordare che essendo io di origine lombarda e avendo in quella regione i miei figli e la mia famiglia, mi rendo ben conto della situazione che c’è lì e tutto quello che ha un significato positivo per evitare di avere la stessa situazione qui da noi, a mio parere deve essere fatto.

 

*

Dottor Pierangelo Villaci

Sindaco e Farmacista di Segonzano (Tn)