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PAOLO VERGNANO * MASCHERINE COVID E SIGARETTE: « IL SITO DEL MINISTERO DELLA SALUTE CITA TESTUALMENTE, “SONO ATTRIBUIBILI AL FUMO DI TABACCO DA 70.000 A 83.000 MORTI L’ANNO »

Le mascherine e il fumo: antitesi sanitaria. In Italia, ogni anno, muoiono circa 80.000 persone all’anno di malattie direttamente legate a fumo.

Il sito del Ministero della Salute cita testualmente: “sono attribuibili al fumo di tabacco dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 ed i 65 anni di età. Inoltre, la mortalità e l’incidenza del carcinoma polmonare sono in aumento tra le donne, per le quali questa patologia ha superato il tumore allo stomaco, divenendo la terza causa di morte per neoplasia, dopo il tumore al seno e al colon-retto.”

Questi dati, sono sicuramente sottostimati. Molte persone muoiono di carcinomi o tumori non direttamente legati al fumo, perché non fumatori, ma che si sviluppano decenni dopo aver respirato il fumo passivo.

Il fatto che il 25% dei decessi, ovvero 20.000 persone all’anno, sia concentrata tra i 35 e i 65 anni e che sia in aumento tra le donne, dovremmo mettere in allarme chiunque, dal Ministero ai Sindaci. In questi giorni di convulse e spesso contraddittorie dichiarazioni dei vari sindaci italiani, spiccano le prese di posizione, bipartisan, riguardo l’uso delle mascherine.

Se un sindaco, giustamente, si preoccupa di una malattia virale, del tutto scevra dalle abitudini comportamentali del singolo se non per l’unica forma di protezione fino ad oggi proposta, ovvero la mascherina, che provocherà circa 60.000 morti in Italia nel 2020, con una mortalità media di 80 anni, tanto più dovrebbe preoccuparsi di un comportamento innaturale, personale e volontario che ha ricadute sul singolo e su chi gli sta intorno e che provoca quasi il doppio dei morti: il fumo.

Fino a ieri, pensare che un sindaco potesse far approvare una delibera contro il fumo nelle aree pubbliche era semplicemente impossibile. Oggi, non solo la normativa lo prevede, ma molta popolazione chiede che le regole sull’uso della mascherina siano valide per tutti….quindi anche per i fumatori.

Non me ne vorranno i miei clienti fumatori, perché sanno che un operatore sanitario non può che consigliarli di smettere di fumare, non me ne vorranno amici e conoscenti.

Ma leggere di sindaci, nel nostro Trentino, che invocano maggiore uso della mascherina, anche nei luoghi pubblici, senza che firmino una delibera per vietare di fumare in pubblico e in ogni area da loro gestita, trovo sia il massimo del populismo.

Dove loro non hanno competenza, danno consigli e chiedono restrizioni, dove hanno potere non lo usano.  Certo, le elezioni sono vicine, irritare i fumatori non aiuta ad essere rieletti (magari in Provincia)…e anche nel 2020 più di 100.000 persone moriranno grazie al fumo.

 

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Paolo Vergnano