“Ciclabili: il sindaco si arrampica sugli specchi – Quando venne presentato il progetto di Via Dante fui tra coloro che si astennero dal commentare.

La sperimentazione di convivenza tra pedoni, cicli e auto nella stessa strada era troppo importante per essere approvata o contrastata sul momento.
Ricordo che quella idea venne all’assessore in seguito alla conferenza che feci approvare nel 2015 sul tema della mobilità sostenibile. L’inviato della Giunta, olandese, ci spiegò come fosse possibile la convivenza delle tre modalità di spostamento.

Ricordo però, come fosse ieri, che ci illustrò delle vie secondarie di accesso a singoli quartieri e non vie di attraversamento come, appunto, Via Dante.
Leggendo le parole del Sindaco, risulta evidente che la sperimentazione abbia ottenuto dei risultati.

Il primo è che l’utilizzo di questa modalità non è applicabile a vie che sono ritenute di attraversamento dai cittadini. Via Dante, oggi, è questo, seppur in modalità di bassa velocità e di accesso al centro storico. Che i cittadini non siano in grado di coesistere è però falso, e in questo il Sindaco sbaglia. Via Mazzini e Via Garibaldi, con Via Mercerie fino a Piazza Malfatti, ne sono un esempio.

Certo, qualche volta si riscontra qualche insofferenza o mal interpretazione di tutti. Ma di qui a vietare tali strade a specifiche categorie ce ne vuole. Qualche ciclista va troppo veloce? Forse. Qualche automobilista non si ferma allo stop di Via Roma? Quasi tutti. Qualcuno usa il pass per traversare la città usando il centro storico? Certamente. Ma questo non può essere un valido motivo per vietare a tutti di utilizzare tali vie.

Comunicare meglio, indicando, per esempio, di tenere una velocità prossima al passo d’uomo per i ciclisti e introdurre la norma per far utilizzare la via più breve per raggiungere il proprio stallo/garage/abitazione alle auto, sarebbero due provvedimenti semplici e risolutivi.

Per Via Dante, risulta d’obbligo suddividere fisicamente la carreggiata dalla ciclabile e il marciapiede. Semplici pali di acciaio, eleganti e sicuri, che indichino chiaramente ai ciclisti il percorso e impediscano alle auto di invaderla, renderebbero più sicura e fruibile la via, con un costo limitato. Inoltre sarebbe d’obbligo un raccordo di segnaletica orizzontale tra la ciclabile oltre Via Cavour, che oggi è utilizzabile solo se si pensa allo strabismo ciclistico.

Per quanto riguarda le ciclabili cittadine, devo ricordare al Sindaco che questa Giunta non ha inciso in modo significativo nei percorsi ciclabili. Se qualcosa è stato fatto a Marco, probabilmente per una maggiore sensibilità territoriale dell’Assessore, nulla è stato fatto nelle altre Circoscrizioni, pur in presenza di innumerevoli petizioni.

Non si confondano rifacimenti di ciclabili esistenti, o raccordi di qualche decina di metri, con un piano di mobilità. Siamo a fine consiliatura e possiamo dire che per migliorare la mobilità cittadina la Giunta sia riuscita solo a rifare l’esistente, spesso peggiorandolo.

Quindi mi pare inutile che si voglia scaricare la responsabilità delle scelte, incoerenti e caotiche, sui cittadini, solo per “lisciare il pelo” a qualche mugugno sui social cittadini.

 

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Paolo Vergnano
Consigliere comunale Forza Italia

 

 

 

 

Foto: di archivio