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PAOLO MARIO BUTTIGLIERI * RELAZIONI DI COPPIA: « SE NON SIAMO CONSAPEVOLI CHE SIAMO I GESTORI E CI IDENTIFICHIAMO CON IL CORPO E LA MENTE, NON RIUSCIREMO A COMBINARE NIENTE DI BUONO »

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15:59 - 29/12/2021

Spesso le donne si chiedono perché l’uomo di cui sono innamorate non le cerca come loro vorrebbero. Qualcuna pensa che c’è qualcosa che non va in lei. Qualcuna pensa che l’uomo è distratto da qualche altra donna. Qualunque cosa pensi la donna la realtà è che l’uomo non la cerca come lei vorrebbe essere cercata.

Quando un guerriero perde la battaglia, se non vuole perdere quella successiva gli conviene rispondere a due domande: una cosa c’era in me che non andava e cosa c’era nell’altro che invece andava.

Un uomo è fatto di mente e corpo. L’individuo è il gestore di quel corpo e di quella mente. Se prima non siamo consapevoli che noi siamo i gestori e ci identifichiamo con il corpo e la mente, non riusciremo a combinare niente di buono. Come se un pilota si identificasse con l’auto che guida. Se accadesse sarebbe una follia. Identificarsi con lo strumento che si usa è una malattia mentale…molto diffusa. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: disturbi psicofisici e problemi relazionali e quindi sociali.

In altre parole che “guida” il nostro corpo o siamo noi o sono gli altri. È il meccanismo della delega. Come quando votiamo un nostro rappresentante, sarà lui a decidere e non più noi. La maggior parte delle persone guida il proprio corpo e la propria mente senza aver fatto la scuola guida e quindi senza la patente. E quando gli viene chiesto di esibire la patente mostra ingenuamente la carta di identità, cioè il nome di quel corpo e di quella mente.

Molti pensano che la scuola sia la scuola guida della vita. In realtà a scuola si impara solo a farsi guidare dagli altri, da chi è più forte di noi, a partire dall’insegnante. L’insegnante ci dice cosa dire e cosa scrivere. E se non diciamo e scriviamo quello che vuole lui ci punirà. Impariamo ad obbedire, a non esprimere quello che pensiamo e che vorremmo fare ma a fare e pensare quello che ci ordina chi comanda.

Sul lavoro saremo obbedienti, nelle chiese anche, e nella vita delegheremo le decisioni a chi indossa l’abito del comandante. Ma tornando alla domanda che si pongono le donne sull’uomo di cui sono innamorate la prima cosa da chiarire e se queste donne sono consapevoli di gestire il proprio corpo e la propria mente e di conseguenza, se non ne sono consapevoli, ignorano che è l’uomo di cui sono innamorate a gestire il loro corpo e la loro mente. Non solo.

La cosa più drammatica è quando, come nella maggior parte dei casi, l’uomo di cui sono innamorate non è consapevole di gestire il proprio corpo e la propria mente. In altre parole sia la donna che l’uomo non sanno guidare e quindi insieme non potranno essere d’aiuto l’uno all’altro, ma andranno velocemente a farsi del male. Un bambino quando sale in macchina sa che non sa guidare, un adulto non solo non lo sa ma crede ingenuamente di saper guidare, anche se non ha mai fatto la scuola guida e ricevuto la patente.

So di non sapere diceva Socrate. Ma tutti hanno creduto che scherzasse ed invece era vero, perché tutti allora come oggi credono di sapere.

 

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Paolo Mario Buttiglieri

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LETTERE AL DIRETTORE

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