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ON. BIANCOFIORE * CANDIDATURE SINDACO TRENTO: « IO CREDO CHE LA COALIZIONE SIA IN GRADO DI EVITARE DOLOROSE SPACCATURE SCOMMETTENDO SULLA PIÙ CLASSICA DELLE SCELTE, LA TERZA VIA »

Caro Direttore, credo sia necessario fare un po’ di chiarezza nelle divisioni emerse in questi ultimi giorni nella coalizione di centro destra che sostiene il Governo provinciale, in merito alla candidatura a sindaco di Trento.

Sorvolo sul consueto profluvio di insulti che mi sono stati rivolti, solo per aver sensibilizzato il mio partito e auspicato la replica di quella stabilità affettiva della coalizione di centro destra, che ci rende invincibili perché è un sentimento comune ai nostri elettori.

In genere, gli uomini ossessionati dalle donne, ne sono pieni i trattati di psicologia, hanno dei noti problemi che dovrebbero preoccuparsi di sottoporre a psicanalisi.

Per la cronaca, l’ultima volta che mi sono candidata in Trentino – e con le preferenze, 16.800 residenti a Sud di Salorno, hanno scritto il mio cognome sulla scheda elettorale.

Coloro che in barba anche ai principi costituzionali vorrebbero imbavagliarmi, magari solo perché donna, non sono mai arrivati  ad un decimo di quel mio clamoroso consenso. Da altoatesina, ringrazio ancora i trentini per tanta fiducia e amore, profondamente  ricambiato.

Forza Italia grazie all’intuizione del Presidente Berlusconi, è il partito che ha fondato il centro destra e io che ne faccio parte dal 1994, sono cresciuta col mito della coalizione unita, tant’è che non è un mistero che mi batta anche a livello nazionale per una federazione del centro destra che assuma le sembianze della nazionale politica degli italiani.

A maggior ragione nella mia terra. A tal proposito, in nessun mio intervento, ho mai messo in discussione la candidatura dell’Avv. Baracetti, che non conosco e al quale però – consiglio non richiesto – suggerirei di non debuttare con scomuniche ad amici della coalizione che hanno partecipato a costruire la storica vittoria provinciale.

E mai nessuno ha messo in discussione che la scelta spetti – numeri alla mano,  alla Lega.  In quanto dirigente nazionale, ma espressione del Trentino Alto Adige, è stato chiesto da più parti  il mio intervento per salvaguardare la coalizione appunto, in quanto  il candidato prescelto non riscontrava l’appoggio del plenum dell’alleanza.

E,-  dall’interno del mio partito, perché le candidature emerse per i comuni di maggior rilievo non sono mai state discusse dagli organismi provinciali e regionali preposti alla decisione. Per il nostro Statuto infatti, il coordinatore regionale non è padre e padrone, siamo un partito liberale nelle idee e nei modi  e- qualora non si trovi la quadra negli organismi locali, il problema viene  addirittura sviscerato sui tavoli nazionali.

Se ai miei tempi io avessi assunto decisioni senza confrontarmi con i miei dirigenti, mi avrebbero tolto la pelle di dosso.  Lo Statuto di Forza Italia, facilmente consultabile perché pubblico e on line, prevede infatti che il coordinatore regionale nomini i dirigenti del comitato regionale e del consiglio regionale, non il coordinatore provinciale che a tutt’oggi è per nomina nazionale mai revocata, un commissario- nella figura dell’Avv. Maurizio Perego.

Gli organigrammi regionali  previsti dallo Statuto -a sei mesi dalla nomina del nuovo coordinatore non sono ancora stati completati , ma soprattutto facendo parte io stessa come membro del comitato di presidenza iscritta in regione, sia del comitato regionale che del consiglio, anche dopo la cessazione della mia autosospensione- posso testimoniare- mai consultati.

E come me può testimoniarlo  l’altro parlamentare eletto del territorio sotto le insegne di FI, la senatrice Testor, indotta ad un’amara scelta o il capogruppo in consiglio comunale proprio a Trento Zanetti o il vice sindaco di Torbole Masato ecc. Lo Statuto in FI è la bibbia e tutti noi, specialmente i dirigenti nazionali come me o il sen. Gasparri, siamo tenuti a rispettarlo e a dare per primi l’esempio.

Mi auguro pertanto che il coordinatore regionale voglia colmare queste lacune, anche in qualche modo giustificabili per il lockdown e convocare un’immediata riunione regionale per pronunciarsi su quelli che lo Statuto indica come “fatti politici importanti che riguardano l’ambito regionale”. A Bolzano siamo uniti come un sol uomo e pronti ad offrire il miglior governo del cambiamento alla città, ora non ci si può far sfuggire per incomprensibili scaramucce,  la storica vittoria del capoluogo regionale, come da auspicio dei trentini.

Io credo che la coalizione nel suo insieme- sia in grado di evitare dolorose spaccature scommettendo sulla  più classica delle scelte: la terza via. La Lega è al timone della provincia e dell’alleanza, sono certa che con la disponibilità , il rispetto e la gioia di tutti, sarà in grado di individuare la strada migliore, innovativa  e diretta verso palazzo Thun.

A conferma che noi siamo affetti stabili, pre e post Lockdown, come amano ricordare-  a ragione- Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

 

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Michaela Biancofiore,

parlamentare e membro del coordinamento di Presidenza di Forza Italia