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LETTERE AL DIRETTORE

MICHIL COSTA * TERRITORIO E OSPITALITÀ: « IL FUTURO DEL TURISMO È, ACCOGLIENZA – EDUCAZIONE – BELLEZZA / OCCUPARSI DELL’ALTRO DEV’ESSERE UN PIACERE »

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05.05 - sabato 01 ottobre 2022

Il Futuro del Turismo: accoglienza, educazione, bellezza. Una perfetta ospitalità può provocare reazioni negative se l’accoglienza non è sincera, bendisposta, attraente, consapevole? Certamente sì.

La sincerità è fra tutti il requisito essenziale. Chi si sente davvero accolto, nel modo più sincero e vero, è più collaborativo e darà il meglio di sé per cercare di superare le eventuali difficoltà o cogliere al volo le opportunità dalle condizioni nelle quali si è venuto a trovare. Chi viene solo ospitato si sente in qualche modo tollerato e cercherà di sfruttare la situazione a suo vantaggio.

L’ospitalità deve implicare in tutto e per tutto il concetto di accoglienza, che non è servilismo nei confronti dell’ospite che paga, né autoritarismo nei riguardi dei collaboratori. Ospite è tanto chi ospita, quanto chi viene ospitato.

Occuparsi dell’altro dev’essere un piacere. Questo è il succo dell’accoglienza. Solo così saremo in grado di trasformare il dipendente in collaboratore e le risorse umane in relazioni umane. In questo modo il turista torna a essere un viaggiatore. Sensibile, curioso, rispettoso, voglioso di conoscenza. E in questa dimensione dell’ospitalità accogliente, in viaggio si mette anche colui che ospita, pur rimanendo sulla soglia della propria casa. In tutto questo dobbiamo metterci l’amore, che è vita vera, cioè verità.
Fare l’albergatore è un mestiere, ma essere albergatore è una missione; non è solo un’esperienza di ospitalità, è una scoperta delle radici dell’umanità. In tutto ciò sono decisivi i concetti di bene comune e di bene totale.

Il bene totale è la somma dei beni individuali, mentre il bene comune è il prodotto degli stessi, cioè una moltiplicazione. Il bene comune è indissolubile, perché solamente assieme è possibile conseguirlo. Il bene comune è frutto della relazione del singolo con il resto della comunità.
L’ultimo trend nel mondo del turismo suggerisce dei passi avanti verso un lavoro d’insieme attraverso una nuova forma di associazionismo tra strutture alberghiere e nel comparto dell’extra-alberghiero. Non più villaggi turistici quindi, ma una maggiore penetrazione del turismo nella comunità e un maggior coinvolgimento dei collaboratori nel mondo finora riservato agli ospiti. Ad esempio nelle nostre Case nel cuore della Val d’Orcia e delle Dolomiti i nostri collaboratori e i loro familiari possono usufruire a prezzi agevolati dei servizi normalmente riservati agli ospiti.

Nella missione dell’albergatore o albergatrice contemporanei è incluso anche l’educare culturalmente i collaboratori e le collaboratrici, come gli stessi ospiti. Il futuro del turismo passa necessariamente attraverso una formazione professionalizzante che sappia fornire ai collaboratori maggiori conoscenze di psicologia e formazione umanistica. Allo stesso tempo l’albergatore o l’albergatrice devono trasmettere all’ospite, non più cliente, l’energia positiva di un rapporto profondamente umano.

Più che sull’imposizione di doveri, l’educazione al buon turismo deve basarsi sulla trasmissione di valori positivi. Perché i valori rimangono, persistono anche dopo un’esperienza di studio o di lavoro. Le buone maniere nelle nostre Case sono un valore prezioso, essenziale, fondamentale. Insegnando solo nozioni tecniche sforneremo solo semplici esecutori. Chi lavora nell’ospitalità dev’essere, viceversa, un agente culturale del territorio, e il suo punto di riferimento centrale, per non dire assoluto, deve essere la bellezza. Un concetto di bellezza che parta da gesti semplici e da cose vere, così come dalla tutela del territorio in cui vive ed esercita la sua professione.

Senza trascurare il fatto che in gran parte gli ospiti viaggiatori di oggi e sempre più quelli di domani, lo dicono i sondaggi se c’è bisogno di confermarlo, scelgono una meta in base a criteri di responsabilità sociale, che si manifestano nel come l’albergatore tratta i suoi collaboratori e si adopera nel tutelare l’ambiente in cui vive. Tutto ciò per ribadire un concetto semplice: la speculazione e lo sfruttamento non recano, oggi più che mai, alcun vantaggio economico. Anzi, sono forieri di desolazione e distruzione, di quel FuTurismo che dobbiamo lasciarci alle spalle una volta per tutte e quanto prima.

 

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Michil Costa

Corvara (Bz)

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