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LETTERE AL DIRETTORE

MASÈ (LA CIVICA) * TRENTINO – VOLONTARIATO: «NECESSARIA UNA NUOVA LEGGE, PER COSTRUIRE NUOVE PROSPETTIVE»

Scritto da
18.01 - domenica 2 giugno 2024

Gentile direttore Franceschi,

 

allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano “l’Adige“, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.

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Vanessa Masè

Consiglio Provincia autonoma Trento (La Civica)

 

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Volontariato: una nuova legge per costruire nuove prospettive. Parlare di volontariato in Trentino può apparire semplice e, a uno sguardo superficiale, quasi scontato. Questo perché le volontarie e i volontari, e con essi le associazioni o gli enti del Terzo Settore nei quali gli stessi operano, sono talmente ben inseriti nel tessuto vivo della nostra Provincia e talmente e costantemente attivi da apparire come la normalità.

Tutti noi sappiamo, invece, quanto eccezionale sia la preziosa opera che essi portano avanti e quanto le loro azioni fungano da collante sociale, compartecipando a tenere unite comunità e paesi, riaffermando anche tradizioni e quei legami di mutuo aiuto e prossimità che altrove appaiono in crisi o sono già scomparsi.

Nel mio ruolo di consigliera ho avuto, ed ho, la fortuna di potermi confrontare con molte realtà di volontariato; pertanto, ho ritenuto opportuno intervenire non solo al dibattito che la scelta di Trento come capitale Europea del Volontariato per il 2024 ha contribuito a riattivare sulla necessità di migliorare e dare prospettiva a tutto il nostro Terzo settore, ma anche portare le tantissime segnalazioni dei volontari con i quali mi sono confrontata ad un livello di utilità maggiore, preparando un disegno di legge apposito, semplice ma credo e spero incisivo, capace di attualizzare, ampliare e rafforzare tutto il Terzo settore provinciale nel suo insieme.

Nella progettazione si è pensato a medio-lungo termine, spiccando, idealmente, un salto verso l’avvenire del volontariato che non sia calato dall’alto, bensì disegnato assieme ai territori e agli attori trentini, con lo sguardo oltre la nostra Provincia Autonoma verso il livello regionale ed euro regionale. Abbiamo infatti la necessità di operare con azioni tangibili, prendendoci sempre più attivamente cura del volontariato con il volontariato e di ascoltare e operare in sinergia con quante più realtà possibili, lasciando sempre aperto il confronto con i territori.

Spesso, infatti, il rischio per chi fa il legislatore è quello di pensare alla norma e alla sua efficacia, tralasciando, certo involontariamente “un toccare con mano” i territori e i loro bisogni che invece è sempre molto bene tenere presente per capire umori, sensibilità, cambiamenti e bisogni reali. Proprio per questo, si è scelto di partire, letteralmente, dalle origini, chiamando in causa le Pro loco, le piccole associazioni e i rappresentanti dei domini collettivi presenti sul territorio provinciale. Realtà quali, ad esempio, Asuc, Magnifiche Comunità, Consortele, Regole, che fanno capo a molte comunità e sono vere e proprie culle millenarie di autogestione, coesione, socialità, presidio e cura del territorio.

Si tratta di esperienze antiche da cui partire, rilanciando quei principi e quel senso di unità e appartenenza che fa dei legami sociali trentini una base di mutualità e vicinanza al prossimo efficace e sempre necessaria e attuale. Leggendo il ddl si può notare come lo stesso abbia di certo risvolti certamente ideali ma anche, e soprattutto, pratici, non andando, per scelta, a stravolgere l’esistente – ma a modernizzarlo, sostenendo l’opera delle associazioni del Terzo settore a partire da un ascolto meticoloso, il quale rispecchia la presenza capillare di migliaia di associazioni presenti in ogni valle, e proponendo un uso intelligente e strategico dell’Autonomia applicata al volontariato.

Pertanto, da un lato vengono garantite coinvolgimento e partecipazione e dall’altra perseguita una semplificazione burocratica atta a non appesantire troppo l’azione dei volontari che spesso rischia di essere fortemente frenata da adempimenti e produzione di documentazioni eccessive, e si sottolinea la necessità di procedere ad azioni di co- progettazione e co-programmazione tra Ente Provincia e mondo del volontariato ai vari livelli. Vengono stimolati e supportati la cittadinanza attiva, la valorizzazione degli enti locali a tutti i livelli e il proficuo confronto in chiave di visione, cooperazione e sinergia con la Provincia autonoma di Bolzano.

Il rapporto con Bolzano – e con il Tirolo – in ottica sovra provinciale e a livello di Regione Europea, sottolinea l’importante, a mio avviso, volontà di riconoscere e promuovere anche in Trentino le buone pratiche operate dai nostri vicini esportando le nostre, col fine ultimo di una crescita parallela condivisa.

Parimenti, sul versante interno si guarda con estrema attenzione al rapporto esistente tra Provincia, Trento città, le comunità di Valle e i Comuni, auspicando l’emergere dei protagonismi territoriali in una rete di scambio e proficua cooperazione con il Centro per i Servizi del Volontariato. Il proponimento è quello di connotare sempre più la Provincia Autonoma di Trento come un approdo sicuro per la variegata galassia delle associazioni provinciali. Questo il motivo per il quale, come si evince dal testo della legge proposta, si intendono attività di volontariato tutti quei servizi resi dai cittadini in modo continuativo, senza fini di lucro, attraverso prestazioni personali, volontarie e gratuite, individualmente o in gruppi, svolte sul territorio provinciale, tramite anche l’organizzazione di cui il volontario fa parte, per il perseguimento delle finalità di carattere sociale, civile e culturale anche se non iscritte al registro unico del Terzo settore. Si è optato per questa possibilità perché occorre tutelare tutte le espressioni del volontariato – anche le più piccole e meno attrezzate – con il fine di tenere vivo un tessuto associativo, anche micro, che da sempre caratterizza la socialità resiliente della realtà montana. Non vi è evento o manifestazione in Trentino in cui il volontariato non abbia parte attiva, intrecciando esperienze e persone nell’organizzazione; Volontariato ambientale (cacciatori, plastic free) sociale (volontari nelle case di riposo, distribuzione pasti o accompagnamento di persone con disabilità) culturale (filodrammatiche, cori, bande) sanitario, senza trascurare VVFF volontari, nuvola o carabinieri in congedo solo per fare alcuni esempi.

L’ottica è, e deve essere, quella dell’inclusione di esperienze e risultati in un’opera continua di miglioramento e crescita, rispecchiata anche dalla volontà di istituire il Consiglio Permanente del Terzo Settore e convocare con cadenza biennale l’Assemblea provinciale del volontariato sempre aperta anche all’Alto Adige. In conclusione, la proposta che porto avanti e che spero possa incontrare anche l’interesse dei colleghi consiglieri è quella di una integrazione al sostegno e alla promozione del Terzo settore in Trentino, valorizzando il più possibile il già ottimo esistente e aprendo con dinamicità alle molteplici possibilità di sviluppo che già bene si intravedono.

 

 

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