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MARGHERITA COGO * LEGGE ELETTORALE – PREFERENZA DI GENERE: « ESISTE UNA RESPONSABILITÀ STORICA DELLE DONNE NEI CONFRONTI DELLE DONNE? »

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15:33 - 25/10/2021

Oggi siamo qui per esprimere la nostra ferma contrarietà alla modifica della legge elettorale relativamente all’introduzione delle 3 preferenze, perché rappresenta un arretramento, un’involuzione rispetto ai principi e allo spirito della nostra Costituzione che s’ispirano al raggiungimento della parità. È un dato inconfutabile che l’espressione delle preferenze non sia generalizzata. L’elettore preferisce votare un partito e solo una parte, non maggioritaria, di elettori sceglie anche i propri rappresentanti e basta confrontare il numero delle preferenze, con i voti che un partito ottiene.

Ciò che fa la differenza è l’abilità dei candidati nel convincere gli elettori ad esprime la preferenza ed in questo gli uomini sono specialisti nell’accordarsi tra loro ed organizzare le cosiddette “cordate” e le 3 preferenze sono uno strumento decisamente utile a rafforzarli. Certo si potrebbe dire che è sufficiente che anche le donne utilizzino le “cordate” al femminile, ma non è così semplice, in un ambiente culturale come il nostro che ancora considera la parità di genere come un vezzo “femminista”. Ma il femminismo è lavoro e studio, scoperta e ricerca, è volontà di raggiungere la parità di diritti non solo formali ma sostanziali.

Negli anni Settanta e Ottanta, le donne hanno combattuto e ottenuto risultati, ora noi dovremmo saper gestire e custodire quelle conquiste, e non dilapidarle con questa mancanza di consapevolezza del percorso compiuto dalle donne e con questa ignoranza storica. È anche necessario un maggior attivismo delle donne all’interno dei partiti, mentre invece si assiste ad una sorta di adozione di logiche piegate al volere maschile, non si spiegano diversamente le poche proposte femminili delle ultime elezioni comunali e regionali e delle candidature che stanno avanzando anche qui in Trentino, tutte declinate al maschile.

Ma il tema su cui è opportuno riflettere è quello relativo alla responsabilità storica che una donna, con ruoli politici, ha nei confronti delle altre donne. È merito o demerito loro se vengono fatti passi in avanti o se si retrocede sul piano della parità. Sono ancora troppe le disuguaglianze esistenti per non lottare e fare in modo che le priorità della politica cambino “verso”, perché c’è un’oggettiva sottovalutazione maschile dei problemi che riguardano il benessere collettivo e dunque la parità.

C’è sempre altro di prioritario rispetto alla gratuità degli asili nido o alla parità salariale o alla promozione delle carriere femminili. È certamente faticoso per una donna, politicamente impegnata, sostenere tesi volte al raggiungimento della parità di genere, perché minano la solidità del potere maschile, maggioritario nei partiti. La modifica che serve alla nostra legge elettorale provinciale è la correzione della composizione della Giunta Provinciale, infatti: “l’art. 8 della L.P. 5 marzo 2003, n.2, laddove disciplina la composizione della Giunta Provinciale, non fa riferimento alla necessità di una composizione tale che contempli la presenza dei due generi.”

 

Senza esagerare si può dire che tale norma contrasti con i principi costituzionali e sarebbe urgente tale adeguamento. “Non vi può essere … un solo passo sulla via della democrazia, che non voglia essere solo formale ma sostanziale, non vi può essere un solo passo sulla via del progresso civile e sociale che non possa e non debba essere compiuto dalla donna insieme all’uomo, se si voglia veramente che la conquista affermata dalla Carta costituzionale divenga stabile realtà per la vita e per il migliore avvenire d’Italia”. E ancora che “nessuno sviluppo democratico, nessun progresso sostanziale si produce nella vita di un popolo se esso non sia accompagnato da una piena emancipazione femminile”. Queste sono le parole di Teresa Mattei, una delle poche donne Costituenti, espresse nel 1947.

È passato quasi un secolo e purtroppo sono decisamente attuali.

 

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Margherita Cogo

Già Presidente Giunta Regionale Trentino Alto Adige – Südtirol

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LETTERE AL DIRETTORE

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