PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (12ma puntata format Tv)

Noi crediamo che non possa esserci futuro senza prima studiare ed onorare degnamente il passato. Perché è solo grazie al passato che possiamo vivere il presente e progettare quel che sarà del nostro divenire.

Trento, a nostro avviso, dovrebbe dedicare maggiore spazio e memoria alla figura del suo grande figlio Alcide De Gasperi che, con doverosa umiltà, tante e tanti di noi considerano un esempio politico a cui tendere e cui fare riferimento nell’analisi delle grandi difficoltà di oggi, sia nazionali che internazionali.

Simbolicamente, proprio per tale motivo, abbiamo scelto di cominciare la nostra campagna elettorale con un atto ed una proposta che considereremmo un orgoglio per la nostra città: proporre e chiedere di intitolare a De Gasperi piazza Venezia, il luogo in cui a Trento sorge la sua statua.

Credevamo, al di là della fisiologica contesa politica fatta inevitabilmente anche di polemiche, che su questo specifico terreno di proposta concreta avremmo riscontrato una condivisione, o almeno un sereno dibattito nel merito.

Abbiamo purtroppo invece ricevuto in cambio stizza, nervosismi, e financo polemiche personali un po’ stupefacenti.

La domanda è: perché? La risposta è che un certo mondo sociale ha ritenuto e ritiene di essere l’unico depositario della memoria e della figura di De Gasperi. E tuttavia il suddetto mondo, così geloso di tali autoconferite prerogative, poco o nulla ha fatto finora di concreto per tributare il necessario, doveroso omaggio all’insigne statista.

Chiedere ciò che in altre città già sarebbe da tempo stato realizzato, invece di rallegrare, ad una certa politica trentina crea fastidio, tanto da venir considerato alla stregua di un atto di lesa maestà.

Addirittura il notaio Paolo Piccoli, conosciuto come persona equilibrata e stimato professionista, ha fatto parlare persone che non ci sono più, attribuendo a De Gasperi frasi nei miei confronti che a suo dire lo statista pronuncerebbe se fosse ancora in vita. Una sconcertante caduta di stile, quella di Piccoli, non sappiamo se dovuta al disagio di far parte della coalizione di sinistra assai poco moderata di Ianeselli; o, più semplicemente, se si sia da parte sua trattato solo di un deprecabile momento di arroganza.

Sappiamo però, con certezza, una cosa, e la diciamo con gentilezza e con il sorriso: a questo livello non scenderemo mai.

E al di là dei vittimismi e delle polemiche e del linguaggio della politica politicante, invitiamo a una proposta semplice: per noi a Trento piazza Venezia deve diventare piazza De Gasperi: glielo dobbiamo, ed è, a nostro avviso, davvero il minimo sindacale in termini di riconoscenza e di rispetto.

La domanda, caro Piccoli, caro Ianeselli, è: voi siete favorevoli o contrari? E, se siete favorevoli, perché tanto livore?

 

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Marcello Carli