Intervista a Marina Mattarei

- ex Presidente Federazione Trentina della Cooperazione -

Accordo Italia-Qatar. Pericoloso varco per il proselitismo dell’islam radicale. Il Governo italiano ha siglato un accordo con il Qatar che sancisce la possibilità per lo Stato asiatico di finanziare facoltà universitarie, borse di studio progetti culturali e attività di insegnamento della lingua araba in Italia. Tale accordo implica, a nostro avviso, la necessità di un’analisi sulle conseguenze che esso potrebbe portare con sé. Se infatti è innegabile che sia possibile stipulare accordi con qualsiasi Paese straniero, è vero anche che in casi come quello in esame ciò possa comportare dei problemi più importanti di quanto si possa immaginare.

Sappiamo che il Qatar è una delle nazioni che finanziano l’organizzazione dei Fratelli Musulmani, che intendono perorare la causa politica della religione islamica, inserendosi nelle strutture di Stati democratici come il nostro per mettere in atto delle modifiche sostanziali che riportino ad un Islam delle origini, da essi ritenuto vera e giusta guida dell’agire politico-amministrativo. L’accordo siglato garantisce al ricchissimo Paese orientale i canali per entrare ed operare nel tessuto sociale e culturale italiano, con delle teste di ponte di rilevante peso come Università e fondazioni. Progetti quali l’insegnamento della lingua araba segnano, secondo noi, molto più che una normale diffusione di una lingua estera. Fungono da primi, ma decisivi passi, di una sommersa ma sempre più rilevante, influenza islamica nella vita di un Paese dalle solide e storiche radici cristiane.

Non vi è infatti dubbio alcuno che sin da epoca romana, l’Italia abbia visto attecchire in maniera crescente la religione cristiana, che ha dato forma e connotati ad una civiltà moderna, pluralista e tollerante come quella che noi stessi viviamo nell’oggi. Non dimentichiamo poi che la sfera politica dell’Italia ha visto sin dal XIX secolo movimenti di ispirazione cattolica, e poi la lunghissima e iconica storia della Democrazia Cristiana, indiscussa leader nell’agone politico del Novecento, nonché baluardo contro la possibile ascesa al potere dello spettro comunista.

Una società come quella italica, fortissimamente permeata dalle consuetudini e dalle pratiche della religione cristiana, vero trait d’union del tessuto connettivo quotidiano della nostra esistenza, rischia quindi nel prossimo futuro (o forse già nel presente) di essere disgregata al suo interno da una strisciante islamizzazione, che on può che partire dalla diffusione della lingua. Inoltre, il fatto che il Qatar disponga di somme ingentissime, fa sì che enormi risultino le sue possibilità di creare dei capisaldi culturali, che vadano poi a estendere la loro azione al propagare le peculiarità della religione e della vita islamica, quali la considerazione perlomeno discutibile, della condizione e del ruolo donna nella società, condizione di assoluta inferiorità e priva dei diritti fondamentali riconosciuti alla persona nelle società evolute occidentali.

Tutto ciò ci riporterebbe da un lato indietro di secoli rispetto ai giusti progressi che la società italiana ha fatto, pur tra mille esitazioni, dall’altro ci esporrebbe pericolosamente a delle derive di tipo autoritario, venate di accenti imperialisti, che nocumento infinito porterebbero per noi tutti. Siamo certi che sarebbe poi troppo tardi per tornare indietro, una volta che l’Islam si fosse radicato magari anche con sue proprie liste nei consigli comunali e regionali.

Non va tralasciato di ricordare che per sua natura, tale religione punta al proselitismo continuo e quasi forzato. Pensiamo che la civiltà millenaria di cui l’Italia è culla, non possa piegarsi di fronte a scelte scellerate come quella del Governo Conte, che dimostra ancora una volta una mancanza di visione ed una inadeguatezza clamorosa nell’affrontare le sfide del mondo di oggi, specie in campo di politica estera.

Purtroppo, le teorie progressiste e di estrema sinistra, giocano ancora una volta il ruolo di motori di decisioni che rischiano di trascinarci verso un oscurantismo ed un regresso politico-culturale cui tutti dobbiamo fortemente opporci.

 

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Gabriella Maffioletti
Vice coordinatrice Forza Italia Trentino