PROVINCIA AUTONOMA TRENTO
Covid-Free (27ma puntata format Tv)

NO al Referendum per il taglio dei Parlamentari.

Qualcuno ha detto che il taglio dei Parlamentari è un treno che non va da nessuna parte. L’immagine rispecchia il mio pensiero e quello dei Verdi del Trentino, da sempre difensori dei diritti civili, della rappresentanza democratica, della Costituzione. Portare i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200 corrisponde al taglio del 36,5 % dei parlamentari, un’enormità! Questo Referendum, purtroppo, si è andato definendo più come un proclama, un assunto dato così per certo da non rendere neppure necessaria una campagna elettorale che possa definirsi tale. Infatti il Sì sta vivendo, più che di vita propria, per contrapposizione alla campagna elettorale del NO, che finalmente nelle ultime settimane ha mosso molte teste pensanti: cittadine e cittadini che hanno a cuore la democrazia e che stanno capendo la portata di quanto andremo a votare il 20 e il 21 settembre. La rivoluzione americana utilizzò uno slogan mai così attuale:” No taxtation whitout representation” che è considerato l’emblema e lo spirito che animò i futuri Parlamenti delle nostre moderne democrazie.

Ora un sentimento diffuso, populista e individualista, superficiale e poco informato, stimola molte persone, purtroppo anche a causa della brutta immagine che il nostro Parlamento spesso ci consegna, a delegittimare la Costituzione dei diritti e dei doveri. La bella Costituzione che però dovrebbe garantire attraverso il Parlamento e la sua azione legislativa scuola pubblica di qualità, lavoro per tutti, sanità pubblica di eccellenza. Domande e garanzie che non si possono esaudire solo o in modo maggioritario con quella democrazia diretta, che anche noi Verdi auspichiamo e sosteniamo, ma non certo a spese della democrazia rappresentativa di cui dovrebbe essere un fondamentale complemento. In realtà votare Sì non ci garantirà dai famigerati listini bloccati che fanno comodo un po’ a tutti e che sono davvero un deteriore strumento di privazione del diritto di voto dei cittadini, non più liberi di scegliere veramente i propri rappresentanti e costretti a subirli passivamente dai partiti di riferimento.

Né garantirà la qualità degli e delle elette. Poco infatti non è sinonimo di meglio. Gli assenteisti tanto deprecati e i parlamentari fannulloni continueranno a non fare ciò per per cui sono stati eletti, a percepire emolumenti esagerati, a godere di assurdi privilegi. Ecco ciò su cui si doveva e poteva intervenire!

E che dire della tanto decantata Rete che, molto più moderna e al passo coi tempi, dovrebbe garantire una reale partecipazione diretta? Piattaforme dunque al posto del Parlamento, ormai desueto e inutile per qualcuno. I poteri forti andranno a nozze, così le lobby e la tanta famigerata Casta, e perché no?, anche le organizzazioni mafiose criminali sempre fiorenti nel nostro paese e spesso conniventi con una politica disinvolta e corrotta, che ha sin troppo a cuore il proprio territorio di provenienza, purchessia.

Migliorare le nostre istituzioni democratiche certo si può, ma non certo limitandole e abolendole! Ci saranno Regioni anche molto popolose come l’Umbria con rappresentanze risibili e insignificanti: tre parlamentari! E vi sembra possibile che un deputato possa rappresentare, se passasse il Sì, 153.685 cittadini e un senatore 301.223? Ricordo che la nostra Costituzione prevedeva un deputato ogni 80 mila abitanti ( o frazioni superiori a 40 mila) e un senatore ogni 200mila abitanti. E non tiene il confronto con gli altri Stati Europei, che se passasse il taglio dei parlamentari avrebbero in ogni caso per la gran parte più rappresentanti di noi, perché come ha detto qualcuno “non stiamo parlando del tasso di inquinamento, da diminuire, ma del tasso di democrazia”.

I tanto decantati risparmi saranno pari allo 0,007 per cento, cioè l’equivalente di un caffè al giorno per un anno per ogni italiano. La quantità sembra essere ormai diventata la misura prevalente di ogni cosa, di una idea, una persona, una misura legislativa. Pensieri semplici, per lo più suggeriti dai social, a fronte di una complessità che riguarda milioni di persone e la qualità della loro vita. A farne le spese saranno i piccoli partiti, quella bio-diversità di storie, identità, sogni e obiettivi che contrasta fortunatamente il pensiero unico, e poi le donne e i giovani. Chi ha pochi mezzi economici e poca voce per accreditarsi nelle segreterie dei partiti. Chi per la sua condizione di svantaggio di partenza è già poco motivato a mettersi in gioco, a lottare per le sue idee e per il bene di tutte e tutti, nelle aule parlamentari, facendo della buona politica uno stile di vita e di pensiero. E’ questo che vogliamo? Spero di no. E allora che vinca il NO!

Diciamone altri di Sì! Investiamo sulla cultura politica, sulla formazione delle giovani generazioni, sulla legalità diffusa. Sull’idea che la politica non è una “cosa sporca” ma il necessario compimento delle nostre vite. Qualunque cosa noi facciamo.

 

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Lucia Coppola, portavoce dei Verdi del Trentino