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LORENZO RIZZOLI * ELEZIONI TRENTO: « NO AL “FARÒ SIA IL PARLAMENTARE CHE IL CONSIGLIERE”, BASTI PENSARE ALLE ASSENZE DI MARTINA LOSS NEL CONSIGLIO COMUNALE DEL CAPOLUOGO »

Come molte persone mi pongo un quesito: come mai parlamentari, assessori regionali e consiglieri provinciali si candidano alle prossime amministrative di settembre 2020? Si legge di Vanessa Cattoi (parlamentare) come candidata Sindaco di Ala, di Claudio Cia (assessore regionale) come candidato consigliere a Trento, di Devid Moranduzzo (consigliere provinciale) come candidato consigliere a Trento, eccetera.

Certo, nomi che possono aiutare la lista a crescere le preferenze, ma sappiamo certamente che, se venissero eletti, difficilmente rinuncerebbero ad incarichi più prestigiosi (penso che Moranduzzo non lascerebbe il consiglio provinciale per tornare in quello comunale, oppure che Cattoi lasci il parlamento per fare il sindaco di un piccolo comune qual’è quello di Ala. Le dichiarazioni di restare in tutti e due gli ambienti, in caso di esito positivo, mi fanno pensare.

Nel mio lavoro (sono dottore commercialista), noto diversi colleghi con un numero infinito di incarichi; reputo ciò sbagliato e non troppo professionale, in quanto per svolgere un incarico occorre avere il tempo necessario da dedicare ad ogni singolo incarico. Così la politica: essere parlamentare e consigliere comunale contemporaneamente fa sì che uno dei due incarichi non venga svolto con la massima attenzione, ma si rischia di essere consigliere in un incarico ed un “numero” nell’ altro.

Quindi la chiacchierata “farò sia il parlamentare che il consigliere comunale” non la condivido per nulla (basti pensare le numerose assenze della consigliera Martina Loss in consiglio comunale di Trento da quando è stata eletta al parlamento a Roma).

La colpa di tutto ciò è dei partiti politici che non si impegnano a creare una nuova classe dirigente ed una nuova classe politica: è possibile che il Patt presenti ancora il consigliere Alberto Pattini, che siede da 30 anni in consiglio comunale? E’ possibile che nuovi partiti (ad esempio, Italia Viva) partecipano alle prossime amministrative per confermare due consiglieri uscenti con esperienza ventennale (se non di più) in consiglio comunale? Dove è la novità che tanto viene sbandierata?
Un partito è nuovo se propone non solo idee nuove, ma candidati nuovi.

Oggi ci viene presentata una coalizione, dal nome Sì-amo Trento, che ha un nuovo nome (non si chiama più centrosinistra autonomista), un candidato sindaco non riciclato (anche se ha ricoperto il ruolo di segretario della Cgil, e quindi sempre nel mondo politico), ma il resto è uguale a prima.

Sul fronte del centro e della destra, invece, noto molti aspetti nuovi ed interessanti. Penso che il signor Ianeselli possa dormire, ma non troppo tranquillo. Se a marzo era certo di vincere al primo turno con grande margine sugli avversari, oggi, non lo do vincente al primo turno e questo grazie alla coesione che vedo nelle altre coalizioni; coesioni che non sono “accordi politici con il candidato sindaco” (come hanno fatto diverse forze politiche della coalizione Sì-amo Trento), ma accordi politici tra partiti e questa è politica!

 

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Dottor Lorenzo Rizzoli

 

 

 

Foto: archivio Agenzia Opinione