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GIANNANTONIO RADICE * GOVERNO: « MATTEO RENZI NON HA ANCORA CAPITO CHE LA CREDIBILITÀ SI ACQUISISCE GOCCIA A GOCCIA, MA SI PERDE A LITRI »

Renzi e i “tarallucci e vino ”. Non illudiamoci, l’attuale panorama politico, particolarmente debole e barcollante, non produrrà la caduta del Governo e ci costringerà a subire ancora l’incapacità e i balbettii di chi ci amministra. Matteo Renzi e Italia Viva sono sul piede di guerra, questa volta, vorrebbero farci credere, più decisi che mai; non cederanno, ci dicono, e provocheranno la crisi di Governo se non saranno accontentati in tutte le loro richieste che mirano a bloccare alcuni provvedimenti anticostituzionali e illiberali. Dal palco della protesta il leader di I.V. tuona con argomentazioni razionali e convincenti contro atteggiamenti governativi che mirano ancora di più ad accentrare poteri decisionali e di gestione, escludendo quindi parti importanti del Paese.

Gli interessi in gioco sono enormi e poterli controllare in modo autonomo e senza “noiose e allargate propositive soluzioni” favoriranno solo interessi utili a mantenere il proprio potere e pertanto saranno discriminatori. Le attuali forze, unite in coalizione ma di fatto in continuo conflitto, non cedono reciprocamente il passo e da consumati pokeristi nascondono le loro reali carte in attesa di quelle dell’avversario. Apparentemente i giochi sono fatti; il Governo non cederà e Renzi toglierà la fiducia ritirando i propri Ministri. Questo sulla carta.

Ma Matteo Renzi ci ha abituato ad avere inesauribili scorte di tarallucci e vino e ad essi ricorrerà anche in questa occasione. E pensare che prima d’essere colpito dalla “Sindrome distruttiva Dalemiana” era riuscito a convogliare su di sé un consenso e un favore amplissimi; poi è rimasto vittima di una sopravalutazzione del proprio ego che lo ha indotto a commettere una serie continua di errori senza che gli stessi lo abbiano indotto a rivedere le sue tattiche costringendolo, per sopravvivere politicamente, a combattere anche giuste e condivisibili battaglie, abbandonate però quando bastava percorrere l’ultimo miglio.

L’insuperabile e costante 2,5%-3% rapprresenta la plastica testimonianza. Le astuzie, che poi non si sono palesate tali, di proporre un referendum (con promesse non mantenute legate al suo futuro polico) con spunti condivisibili ma con l’introduzione di altri assolutamente inaccettabili, l’iniziativa all’interno del PD che ha determinato la nascita del Governo Conte 2 e parallelamente la fondazione di un proprio partito senza i risultati di consenso sperati, la filippica oratoria contro il Ministro Bonafede alle prese con la fiducia parlamentare poi confermata con l’assenso proprio di Matteo Renzi e Italia Viva, rappresentano chiari indizi su quanto accadrà fra qualche giorno ancora una volta e contribuirà ad aumentare quell’alone di già scarsa attendibilità di cui gode.

Matteo Renzi insomma non ha ancora capito che la credibilità si acquisisce goccia a goccia, ma si perde a litri.

 

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Giannantonio Radice