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FRANCESCO AGNOLI * SACRO CUORE TRENTO – DIBATTITO MERLER/SCHUSTER: « I GIORNALI E FRANCO IANESELLI DELLA CGIL RIPETEVANO CHE LA DOCENTE ERA STATA “LICENZIATA”, NIENTE DI PIÙ FALSO »

Intervengo nel dibattito tra l’avvocato Merler e l’avvocato Alexander Schuster, candidato di + Trento viva a sostegno di Franco Ianeselli, in quanto ex insegnante del Sacro Cuore. Quando nel giugno 2015 scoppiò la vicenda vissi da vicino quei fatti. Pochi lo ricordano, ma suor Eugenia Libratore morì solo due mesi dopo, il 6 settembre 2015: gli attacchi continui logorarono definitivamente il suo cuore, già compromesso.

Suor Eugenia era stata massacrata senza pietà, per giorni e giorni, sui media, accusata di aver discriminato una docente in quanto lesbica.

I giornali, l’avvocato Schuster, Franco Ianeselli della CGIL e l’Associazione radicale Nuovi Diritti ripetevano, nei titoli, che la docente era stata “licenziata”. Niente di più falso. La verità, da tutti riconosciuta, è che non le fu rinnovato l’incarico, come del resto anche a numerosi altri docenti nella medesima situazione. Ciò era nelle facoltà della scuola, tanto più che si trattava di docente non abilitata e senza contratto a tempo indeterminato!

Ricordo bene i fatti anche perché allora scrivevo per i quotidiani Avvenire e Foglio e fui più volte consultato: dissi sempre che si trattava evidentemente di una montatura ad opera di persone avverse al Sacro Cuore per motivi ideologici, cioè per il suo carattere di scuola privata-paritaria e cattolica.

Allora il ministro Stefania Giannini e il governatore Ugo Rossi, entrambi in una maggioranza di centro sinistra, dopo opportune indagini compresero che di trattava di una strumentalizzazione politica, e di fatto non procedettero contro la scuola (anzi, cercarono di proteggerla, per quanto possibile, benchè in modo silenzioso, per evitare di finire anche loro nel tritacarne delle polemiche). Precisamente il ministro Giannini dichiarò: “Se ci trovassimo di fronte a un caso legato ad una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità”. Ma non seguì alcuna azione da parte del ministero! Seguirono, invece, articoli di docenti universitari di diritto del lavoro scandalizzati per l’assurdo quanto rumoroso linciaggio.

Vorrei ricordare due cose: anzitutto che la motivazione del mancato rinnovo non è mai stata esplicitata (era in ogni modo indimostrabile, non essendoci nè alcun testimone, né alcun testo scritto); in secondo luogo che il Sacro Cuore è un ente di tendenza che, in quanto tale, ha tutto il diritto di scegliere i suoi dipendenti anche in base alle loro convinzioni personali. Esattamente come la CGIL, che può licenziare, per esempio, un dipendente che abbracci pubblicamente un credo politico incompatibile (ad esempio un neonazista).

All’epoca alcuni ex alunni e docenti si dichiararono pronti, purtroppo inutilmente, a testimoniare che non era stato l’orientamento sessuale della docente a decretare il mancato rinnovo del contratto, ma alcune sue posizioni, non compatibili con l’indirizzo della scuola, assunte in classe durante alcune lezioni.

Sia come sia, si arrivò ad una strana condanna: il Sacro Cuore dovette risarcire la docente con una somma di 40 mila euro, e devolvere 10 mila euro anche alla Cgil e all’associazione radicale Certi Diritti!

Guarda caso, però, non si impose il reintegro della docente, come sarebbe stato normale se davvero vi fosse stato un ingiusto licenziamento. Oggi la causa è pendente in Cassazione, per cui non è affatto detta l’ultima parola.

Voglio però concludere ricordando che a sollevare quella tempesta, con l’appoggio di Franco Ianeselli, fu, non per caso, l’avvocato Schuster: si tratta della stessa persona che si batte da anni per legalizzare l’utero in affitto (che lui preferisce chiamare, molto elegantemente, “maternità surrogata”). Qualcosa che ripugnerebbe certamente a suor Eugenia e che per fortuna ripugna anche al diritto italiano, e a non poche lesbiche (su questo tema fortemente in scontro con l’Arcigay).

 

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Francesco Agnoli

senza qualifiche politiche