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DOTTOR ROBERTO PERGHER * FACOLTÀ MEDICINA – TRENTO: « LA MANOVRA DELLA GIUNTA SEMBRA UN’ARMA DI SPOSTAMENTO DI MASSA DAI REALI PROBLEMI DELLA SANITÀ TRENTINA »

A leggere il proliferare di interventi su facoltà di medicina a Trento mi chiedo se questo non serva invece a tenere lontano la gente dai veri problemi della sanità trentina. Come ha ben detto Sonia Brugnara della CIMO nei giorni scorsi il problema attuale di nuovi medici specialisti non si risolve con una facoltà medica a Trento da iniziare il prossimo anno. I medici, ovunque avvenga la loro formazione, vanno dove hanno interessi professionali maggiori e quindi il nodo, semmai, è come garantire ciò. Un anno fa la Giunta Provinciale parlava di “efficientamento” della sanità e di tagli di 120 milioni.

La Giunta è impegnata ad enfatizzare la mancanza di medici e la necessità di una facoltà medica, come se ciò risolvesse il problema alla radice. Si è creato una dinamica relazionale a tre, i due opponenti sono il polo culturale dell’Università e il Polo politico della giunta, l’osservatore partecipe o non partecipe a seconda della puntualizzazione che ne viene fatta è il Polo gestionale dell’Azienda Sanitaria. La manovra innescata dalla giunta sembra quindi sempre di più un’arma di spostamento di massa dai reali problemi esistenti nella sanità trentina, alzando una cortina fumogena sui numerosi nodi da affrontare.

La facoltà si può fare con calma coinvolgendo Bolzano e la Regione e immettendola sul percorso del nuovo ospedale trentino avendo cura che la struttura, l’organizzazione e la tecnologia dello stesso siano fin d’ora pensati come strumentazioni universitarie in grado di attirare medici preparati e di offrire opportunità nuove che un smart-hospital potrebbe offrire. Ma fino ad allora rischiamo di fare scelte improprie, costose, di basso respiro e di bassa qualità. Alcune cose le vorrei esprimere:

1) Molto impropria mi sembra la colonizzazione di Padova proposta dalla giunta e la domanda essenziale è che mi pongo è quanto le fondamenta della nostra autonomia siano anche le fondamenta delle imprese culturali che andiamo a pianificare. E’ preferibile una casa costruita sulle fondamenta della nostra storia o un fragile prefabbricato importato da altri territori ? In questo senso anche l’ideologia politica del partito di governo sempre meno autonomista e sempre più sovranista non lascia intravvedere esiti positivi per la salvaguardia del nostro territorio. Meglio a mio modo di vedere una crescita più lenta ma stratificata sull’esperienza della nostra Università che un salto nel buio che ancora non ci appare come luce.

2) “Efficientamento” è a mio avviso “efficientamento” di salute oltre che di risorse economiche. Quindi dovremmo chiederci come il sistema trentino salvaguardia la salute della nostra cittadinanza rispetto anche ad alcuni assi come centro-periferia e alta tecnologia-interventi di base. Ci potremmo quindi chiedere se alcuni interventi di alta tecnologia come ad es. la gestione in sicurezza dei parti vadano centralizzati per evitare il ricorso ad inappropriati interventi chirurgici come i cesari che minano sia la salute attuale che le opportunità di gravidanze future della donna oppure se sia importante presidiare la cronicità e la disabilità sul territorio con percorsi di salute che valorizzino di più figure come ad es. gli infermieri di famiglia o comunità e altre figure sanitarie già in essere. Oppure ci potremmo chiedere se l’efficace presidio ad alta tecnologia strumentale ed organizzativa rivolto agli interventi di emergenza sia molto più importante che non la presenza capillare delle singole unità mediche dei medici di guardia sul territorio che da soli non potrebbero con efficacia rispondere alle fasi acute.

3) Alcuni indirizzi della giunta attuale sembrano rispondere ad un “efficientamento” dei desideri dei singoli campanili piuttosto che di “efficientamento” che abbiano come presupposto i dati scientifici. E’ importante però informare, che al di la delle apparenze che la poca efficacia scientifica avrà come prezzo una riduzione di salute delle persone, pensiamo ad esempio al dibattito sull’efficacia preventiva delle vaccinazioni che spesso esita in fake news senza alcun fondamento.

Per concludere direi che dobbiamo tutti farci prendere meno dalla impellenza di “facoltà subito” e piuttosto dare avvio ad un processo complesso che ci porti col tempo ad offrire uno strumento innovativo alla cultura scientifica italiana, facendo perno sulla costruzione del nuovo NOT e sulle opportunità che questa costruzione può dare. Ritorniamo invece a confrontarci con la giunta attuale sui veri nodi che stanno arrivando al pettine che sono nodi che rimandano a scelte efficienti ed efficaci, a priorità, e a innovazione organizzativa e che nel medio periodo nulla hanno a che fare con una nuova facoltà di medicina.

 

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Roberto Pergher

(medico presso Apss del Trentino -ndr)