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DOTT. MERLER * ELEZIONI TRENTO 2020: « CI DOVRÀ ESSERE UN PATTO FORTE TRA CARLI ZANETTI ED IL CANDIDATO DEL CENTRODESTRA PER SCONFIGGERE CHI PARTE CON IL FAVORE DEL PRONOSTICO, L’EX SINDACALISTA CGIL IANESELLI »

Le architetture delle coalizioni sono sempre state il corollario del potere politico dei partiti anche se in questa campagna elettorale per le comunali di Trento possiamo soffermarci sull’avvento di alcune varianti che non possono definirsi solo formali.

La prima è la quella riferita alle Liste che definirei “civiche” a sostegno dei vari candidati alla carica di Sindaco. Contenitori omnibus in cui si candidano persone delle società civile e altri personaggi che avendo avuto un pregresso storico in partiti tradizionali di quell’area politica o persino in aree opposte a quella, si riaffacciano alla vita politica cercando di non schierarsi apertamente per un’ideologia ben definita.

Beninteso, non ci vedo nulla di strano perché in fin dei conti devono essere i leader delle varie coalizioni ad essere i primi garanti della linea politica. Queste liste credo però che potrebbero diventare paradossalmente persino più forti – in termini di consenso reale –  dei partiti strutturati ed entrare in contrapposizione con questi creando delle fibrillazioni interne alle singole coalizioni.

E’ una scelta politica che da un lato si giustifica con il fatto di avere all’interno della coalizione persone di riconosciuta competenza e autorevolezza, ma al contempo portano con sé anche il difetto di poter vedere pregiudicati ab origine i delicati equilibri interni.

Si, proprio l’equilibrio delle coalizioni che è sempre facile da riuscire a mantenere durante la campagna elettorale, ma è molto più ostico da conservare post elezioni e soprattutto per tutta la durata della consigliatura.

I motivi sono vari: il risultato elettorale non soddisfacente di uno o più partiti anche della coalizione che alla fine risulterà vincente perché è chiaro che le percentuali di consenso si riverberano anche sui posti da assegnare nella costituzione della nuova Giunta comunale.

Un vulnus che mi pare possa essere individuato nella coalizione favorita di SiAmo Trento dove per citare due partiti, PATT e Trento Viva ( Italia Viva alla trentina per intenderci), hanno sempre affermato di aderire alla coalizione come sostegno “esterno”. Una finzione politica peraltro facilmente smentibile dalla struttura stessa della scheda elettorale dove dovrà essere ben chiaro all’elettore per chi sta votando, per quale Sindaco e per quale coalizione.

La domanda è questa: in caso di debacle elettorale del PATT o di Trento Viva come si comporteranno questi partiti? Mi verrebbe da dire che non ci dovrebbero essere problemi per il nuovo Sindaco che potrebbe fare scelte radicali premiando principalmente le forze politiche più forti, ma potrebbero anche nascere subito delle fibrillazioni nella maggioranza difficilmente gestibili.

Il centrodestra di contro pare non stia molto meglio. Qualcuno si è spinto ad affermare che oggi sia diviso in tre parti: il centrodestra in composizione classica con Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e la Lista Uniti per Trento con Merler, l’area di Marcello Carli con Agire, UDC e la Civica Rinascimento ed infine Si Può Fare e Popoli Liberi di Primon con Silvia Zanetti. In questo caso la problematica evidente è la ricomposizione del centrodestra in caso di ballottaggio perché penso che prima del voto sia ormai impossibile vedere l’unificazione delle tre diverse anime.

In base ai risultati e nel caso in cui ci sia invece un secondo turno dovuto al mancato raggiungimento del quorum superiore al 50% da parte di una delle coalizioni ci dovrà essere un patto forte tra Merler – Carli e la Zanetti per cercare di sconfiggere quello che parte con il favore del pronostico, l’ex sindacalista della CGIL Ianeselli. Una sorta di rivincita del bipolarismo relegato in secondo piano, ma pur sempre dirimente principale della contesa politica.

Non credo che alla gente interessino però neanche molto queste disquisizioni che sono invece la vera essenza della governance dei partiti perché solo se hai assessori o se al contrario ne hai meno di altri, la tua forza politica cresce o diminuisce proporzionalmente.

L’aspetto più preoccupante, ma anche il più importante, è che chiunque riesca a vincere sia in grado di mantenere nel tempo salda la maggioranza, i venticinque consiglieri o comunque quella maggioranza che ti permetta di governare per cinque anni.

La città con tutte le problematiche che dovranno essere affrontate dalla politica ha bisogno di un governo che garantisca stabilità e continuità per i prossimi cinque anni senza rimanere ostaggio dei veti incrociati dei partiti o delle aspettative inattese di singoli consiglieri eletti che magari puntano solamente al posto in Giunta perché questo è un film già visto nella scorsa consigliatura che non ci possiamo più veramente permettere.

 

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Dott Andrea Merler
Esperto in materia di sicurezza sul lavoro