Fino ad oggi abbiamo assistito a due situazioni totalmente contrastanti nella vita politica della città di Trento in questa prima fase di preparazione alle prossime amministrative TRENTO 2020. Ci sono forze politiche che si sono collocate da una parte ed altre da altre parti, ma gli spostamenti sono stati dettati da “emozioni” contrastanti. Da un lato c’è chi ha avuto PAURA e dall’altro c’è chi ha avuto CORAGGIO.

La PAURA è stata la caratteristica di alcune forze politiche del centrosinistra autonomista (PATT e UPT) che, per paura di cambiare, hanno deciso di non spostarsi di un centimetro rispetto alla loro posizione.

La paura di essere criticati dal mondo più estremo della loro coalizione ha vinto e, pertanto, hanno deciso di rimanere in coalizione con forze politiche ben distanti da loro; hanno deciso di sostenere la candidatura del candidato Franco Ianeselli, dapprima criticato ogni giorno e poi diventato il loro “numero uno”. In diversi incontri avvenuti a novembre e dicembre 2019 le forze politiche più moderate (PATT e UPT appunto) erano ad un passo dal costruire un qualcosa di nuovo, diverso rispetto allo scenario politico presente sul territorio.

Contrarissime al sostenere l’ex Segretario Provinciale della CGIL, ed ora in prima fila durante la campagna elettorale. Ma per cambiare una certa situazione non bisogna avere paura, bensì coraggio. Il risultato lo abbiamo visto: la paura ha vinto. La PAURA è stata anche la caratteristica di alcune forze politiche di centrodestra che, succubi della forza della Lega, hanno sempre avuto paura di esprimere un proprio parere se in contrasto con quello leghista.

Il CORAGGIO è stata la caratteristica di alcune forze politiche di centro che hanno deciso di svincolarsi da una coalizione, il centrodestra, totalmente allo sbando. Dapprima l’UDC ha deciso di non sedersi più al tavolo delle trattative in quanto già notava “tanto fumo e poco arrosto”. Poi l’assessore Gottardi, assieme alla Lega, hanno stupito tutti “pescando” dal cilindro il candidato sindaco Alessandro Baracetti, avvocato di Trento. Nome non conosciuto dall’ambiente politico (per alcuni non conosciuto….e basta) che poteva mettere tutti d’accordo. E invece…. PROGETTO TRENTINO ha detto “no grazie”, staccandosi dal tavolo della coalizione di centrodestra dichiarando subito che l’accordo politico in consiglio provinciale resta e non si tocca. Ora è la volta di AGIRE PER IL TRENTINO che, stufa del “nulla” prodotto in due mesi dalla coalizione ha messo in discussione tutto, subendo gli attacchi (insensati e senza alcun fondamento) da parte del candidato sindaco Baracetti.

Oggi sul “piatto dei candidati” vi sono diversi nomi e, forse, ne verranno altri. Nessun candidato è ufficiale (per ufficiale intendo che ha compilato e depositato la documentazione presso gli uffici elettorali), in quanto l’emergenza epidemiologica COVID-19 ha slittato ogni appuntamento elettorale. Presentati alla stampa, oggi, ci sono i candidati Franco Ianeselli, Alessandro Baracetti, Filippo Degasperi, Martini, Pantano e Silvia Zanetti.

Quest’ultima candidata di SI PUO’ FARE, espressione di un mondo civico (Civica Trentina), Popolare (Progetto Trentino) e Autonomista (una “fetta” di Autonomisti Popolari), e presentata “al fotofinish” a febbraio, quando era già “troppo tardi” per dar vita ad una nuova coalizione. Poi c’è stato il lockdown imposto dall’emergenza epidemiologica COVID-19 e tutto si è fermato. Le questioni politiche cittadine sono andate “in letargo” e nessuno ha più pensato alle elezioni amministrative TRENTO 2020 (sia cittadini che candidati). Siamo passati dal “non c’è più tempo” per creare un qualcosa di nuovo e alternativo al “c’è tempo (quasi troppo)” per provare a costruire qualcosa di nuovo e alternativo.

In 3 mesi (da febbraio 2020 ad oggi) lo scenario è cambiato radicalmente, i problemi sono “esplosi”: occorre costruire una squadra forte, competente e pronta ad affrontare (e, ovviamente, risolvere) i problemi di una delle città più belle d’Italia. Occorre conoscere il funzionamento della “macchina pubblica” ed occorre ascoltare, capire e risolvere i problemi presentati da migliaia di cittadini, dai bambini agli anziani, dai privati agli imprenditori, dagli studenti ai pensionati. Tutti hanno bisogno, oggi più che mai, di una squadra e di un progetto vincente.

Questo progetto può di certo essere il progetto di un gruppo DIVERSO dagli schieramenti attuali di centrosinistra-autonomista e di destra (non lo chiamo volutamente centrodestra); ma per essere vincente il gruppo deve essere coeso e deve costruire al suo interno una squadra competente (in ogni ambito) capitanata dalla persona (Candidato Sindaco) capace di fare giusta sintesi delle forze politiche appartenenti al gruppo e che sia in grado di portare avanti, con fermezza, decisione e autorevolezza, le sensibilità di tutti! Per un progetto di questo tipo vale la pena di spendere energie e spenderci la faccia.

Se, invece, venisse lasciato spazio all’individualismo, si rischierebbe di lasciare la vittoria a coloro che, per PAURA di cambiare, hanno deciso di non spostarsi di un centimetro. E se chi governa è il gruppo che ha, fin da subito, avuto paura di cambiare, prepariamoci a cinque anni di immobilismo.

 

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Lorenzo Rizzoli

Dottore Commercialista e revisore legale dei conti