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LETTERE AL DIRETTORE

DOTT. CARLO STEFENELLI * SANITÀ: « IL GRANDE PASTICCIO DEL NOT (NUOVO OSPEDALE TRENTINO), EVITARE SCELTE IRREVERSIBILI »

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14.42 - domenica 13 marzo 2022

Di Nuovo Ospedale del Trentino si iniziò a parlare all’inizio di questo secolo nel 2001. Si voleva con questo termine sottolineare l’esigenza, condivisa sia negli ambienti politici che in quelli tecnici, di dar vita ad un unico grande polo ospedaliero provinciale che potesse soddisfare la necessità di concentrare le alte specialità mediche e chirurgiche all’interno di un’unica struttura che doveva servire un ambito territoriale di circa 500.000 abitanti.

Un unico ospedale ad elevata concentrazione di tecnologia e di risorse umane di alto livello doveva inoltre, nelle intenzioni,sostituire i due vecchi ospedali pubblici di Trento e Rovereto, già allora decadenti sotto il profilo strutturale ed impiantistico,fungendo nel contempo da unico punto di riferimento per le esigenze di alta specializzazione in regime di degenza per l’intero territorio provinciale, lasciando ai restanti nosocomi di valle la funzione di ospedali territoriali di primo livello ospitanti la medicina e la chirurgia di base e l’attività di pronto soccorso.

L’assessore alla salute di allora Paola Conci ed il primario chirurgo Claudio Eccher sottolinearono la necessità di una localizzazione baricentrica fra Trento e Rovereto in modo da poter meglio rispondere alle esigenze dei cittadini e degli operatori sanitari delle due principali città della provincia di Trento.

Iniziò allora una storia infinita di incredibili errori, in primo luogonella costituzione della commissione tecnica incaricata di giudicare i progetti presentati con conseguenti ricorsi legali amministrativi sulla stessa regolarità della composizione della commissione e, successivamente, pare, sul rispetto da parte delle ditte partecipanti delle indicazioni e delle prescrizioni del bando di gara.

Anche la localizzazione urbanistica scelta per il nuovo ospedale, che lo collocava di fatto all’interno della città di Trento, in un’area piccola e priva di possibilità di espansione, sembrava tendere più alla costruzione di un nuovo ospedale cittadino in sostituzione di quello vecchio decadente che a realizzare l’obiettivo originario della creazione di un unico polo ospedaliero provinciale che servisse anche le città di Trento e Rovereto.

L’aspetto più inquietante emerso negli ultimi mesi, parallelamente all’ avvicendarsi dei ricorsi e controricorsi delle ditte partecipanti, è tuttavia rappresentato dalla sensazione, emersa in più ambienti politici e tecnici, secondo la quale il progetto che risulta attualmente vincitore, in attesa dei ricorsi ancora pendenti, non avrebbe rispettato le indicazioni e le prescrizioni del bando di gara, tant’e’ che sembra ci siano state proposte importanti di modifica successiva. Se così fosse tale progetto avrebbe dovuto essere escluso dalla competizione e sarebbe in seria discussione la gestione della gara e del procedimento.

A complicare le cose è intervenuta ultimamente anche la decisione, concordata fra le autorità accademiche ed il governo provinciale, di istituire a Trento una nuova Facoltà di Medicina che andrebbe ovviamente collocata, soprattutto per l’ultimo quadriennio e per le scuole di specialità, nel contesto del nuovo polo ospedaliero, con necessità di spazi adeguati per le attività didattiche comprendenti aule, laboratori e quant’altro, con ampliamento anche degli spazi di parcheggio da riservare a docenti, studenti e personale aggiuntivo rispetto a quello sanitario.

Alla luce di questa considerazione appare del tutto evidente che gli spazi attualmente previsti in via al Desert risultano del tutto insufficienti.

Corriamo il rischio di dar vita ad un’opera di grandissimo impatto economico ed urbanistico, che sicuramente condizionerà la sanità trentina per molti anni, destinata a rivelarsi sin dall’inizio della sua vita largamente insufficiente rispetto alle esigenze sanitarie ed accademiche.

L’area sulla quale si stanno svolgendo costosissimi lavori di sistemazione, a carico delle finanze pubbliche, per un evento di un sol giorno, il concerto di Vasco Rossi, potrebbe per dimensioni e localizzazione prestarsi perfettamente al raggiungimento dello scopo originario e cioè quello della realizzazione di un unico polo ospedaliero delle alte specialità, in sostituzione dei 2 vecchi ospedali di Trento e Rovereto, in grado di ospitare anche in maniera adeguata la nuova Facoltà di Medicina, che potrebbe così disporre di una sede prestigiosa con la possibilità di sviluppi futuri data la vastità dell’area e la sua collocazione.

Credo che l’argomento dovrebbe interessare, oltre agli amministratori di Provincia ed Azienda Provinciale dei Servizi Sanitari, anche il Comune di Trento per i rilevanti aspetti urbanistici che l’intera questione comporta.

Rimane evidentemente il rischio di pesanti aspetti risarcitori nei confronti delle imprese partecipanti al bando di gara: credo però che funzione della politica sia quella di mediare e di sedersi ad un tavolo per cercare soluzioni condivise nel pieno rispetto della legalità ma anche degli interessi comuni dei cittadini.

 

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Dottor ​​​​​​​Carlo Stefenelli

 

 

 

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