I RUOLI DELLA "PROCURA“ E "SEZIONE CONTROLLO"

 

Intervista a Marcovalerio Pozzato - Procuratore Corte dei Conti Trento

Stiamo vivendo il tempo di una breve, ma altrettanto intensa campagna elettorale. Due sono gli appuntamenti più importanti nell’election day del 20-21 settembre, le elezioni comunali in molti Comuni del Trentino e il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari.

In circa un terzo dei Comuni trentini si voterà il Sindaco senza avere un vero e proprio confronto elettorale per carenza di competitor. Davvero un brutto segnale per la democrazia partecipativa.
Ormai dobbiamo prendere atto che è sempre più difficile trovare donne e uomini disposti a candidarsi in politica. Prima di parlare di qualità e competenza della politica forse è meglio che ci preoccupiamo di capire i motivi per cui sta venendo a mancare persino la materia prima. Lo vediamo con assoluta chiarezza nelle dodici Circoscrizioni cittadine dove per presentare le liste si è persino costretti alle pluricandidature soprattutto di genere femminile e ad inserire persone che nulla hanno a che fare con quello specifico territorio.

Un problema di rappresentanza politica che dovrebbe portare a pensare dei rimedi concreti per ricollegare la politica alle persone, al bene comune, per cercare di recuperare almeno in parte quella cospicua parte di elettori che si astengono volutamente dal voto e che ormai non credono più nella politica.

Nel frattempo però fervono le polemiche sulle candidature di consiglieri provinciali e di parlamentari per le elezioni comunali nel capoluogo e per il bonus partita iva e Covid provinciale.

Qualcuno ha bollato la prima come una truffa elettorale con accuse reciproche da destra a sinistra perché anche candidare un Sindaco in Provincia nel pieno del suo mandato o un assessore comunale alle elezioni politiche può essere interpretato come un tradimento della volontà elettorale. Per i consiglieri provinciali candidati siamo certi che scatterà l’incompatibilità tra la carica in Provincia e quella in Comune e che dovranno scegliere post elezioni se optare per una o l’altra carica.

Diverso il discorso per i parlamentari che invece possono anche cumulare le due cariche politiche non essendoci nessuna incompatibilità e anche qui di esempi bipartisan ne potremo citare diversi. Se un politico riesce a dedicarsi con abnegazione ad ambedue i mandati non vedo il problema anche se personalmente vedrei certamente più opportuno lasciare spazio ad altri candidati e favorendo così la partecipazione.

Come per il bonus P.iva o Covid anche per le candidature dei big di preferenze siamo sul piano dell’opportunità e della coscienza politica. Non ci vengano però a dire che i bonus ricevuti li daranno in beneficienza perché questo non era certo la volontà originaria, ma è un modo per metterci una pezza solamente quando tutto è diventato di pubblico dominio. Rimarrà impressa nella memoria storica la cupidigia sfrenata di quelli che facendo politica dovrebbero essere l’esempio del nostro Paese e che invece con questi comportamenti del tutto inopportuni e ingiustificabili rendono il solco tra politica ed elettori ancora più marcato.

Tocca però anche all’informazione e a noi elettori stare attenti ad esprimere le nostre preferenze presenti e future a chi se lo merita e a chi ci da più garanzie senza farci tediare dalla retorica politica.
Dobbiamo pertanto fare uno sforzo di autoresponsabilizzazione, informandoci correttamente sulle dinamiche della politica che come vediamo sono sempre più governate dall’individualismo. Ben venga allora la trasparenza dell’informazione politica per consapevolizzare ciascuno di noi e per richiamarci al nostro dovere civico.

Ricordiamoci che la politica non è nata per la rappresentazione di sé stessa, ma degli elettori che esercitano il loro diritto di voto. Il richiamo che mi sento di dover fare è questo, andiamo a votare e scegliamo sempre le persone che meritano la nostra fiducia, cerchiamo di premiare la competenza perché oggi il consenso deve ricollegarsi alle capacità perché le problematiche da affrontare sono sempre più complesse e non è certo il tempo dell’improvvisazione.

Infine vorrei esprimere il mio punto di vista sul prossimo referendum. Il problema non è il numero dei parlamentari, ma il bicameralismo perfetto. Per questo io voterò NO auspicando che il Parlamento si assuma però la responsabilità di presentare una riforma dei regolamenti parlamentari interni per rendere più efficiente ed efficace l’adozione dei provvedimenti legislativi e, come è emerso chiaramente dalla gestione dell’emergenza pandemica, per una revisione costituzionale che regolamenti le competenze e i rapporti Stato-Regioni in modo più chiaro rispetto a quanto espresso dall’attuale art. 117 della Costituzione.

 

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dott. Andrea Merler

Esperto in sicurezza sul lavoro