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DANIELA FRONZA E DANILO DEGASPERI * WELFARE: « PROGETTO DI RESIDENZA ” HAPPY SENIORS “, LA RESIDENZA INNOVATIVA AL SERVIZIO DELLA PERSONA ANZIANA »

Mission di “Happy Seniors” è creare una residenza innovativa al servizio della persona anziana che le permetta di sentirsi protetta mantenendo la propria libertà, coltivando interessi, relazionandosi in un ambiente confortevole e sereno, migliorando così il proprio futuro tenore di vita ed equilibrio psico-fisico.
Possono essere residenze “piccole” con 5/6 appartamenti in affitto stabile, (co-abitare seniors), oppure residenze in strutture più importanti da proporre come permanenza (no acquisto) (costruzione di villaggi seniors su modello europeo, o recupero strutture esistenti).

 

PERCHE’ UNA RESIDENZA INNOVATIVA PER ANZIANI?

Analisi psicologica per chi usufruisce del servizio.
Le persone anziane, decisamente più attive rispetto al passato, spesso dopo la cessazione dell’attività lavorativa, guardano con preoccupazione al futuro.
Pur godendo di autonomia economica e di buona salute, intuiscono che possono intervenire modifiche al loro attuale status, sia nell’eventualità del decesso del coniuge, che per la lontananza logistica di figli e nipoti o per un’improvvisa fragilità personale e non ultimo, in prospettiva, l’aumento della micro criminalità indirizzata spesso ai danni di chi è anziano e vive solo.
La consapevolezza di essere in balia degli eventi, di poter perdere i propri punti di riferimento, affettivi, sociali, culturali, a lungo andare crea una situazione di ansia-timore-angoscia che lentamente logora e crea precarietà.
Da qui allo sviluppo di patologie da stress il passo è breve, con grave disagio personale ed all’enturage famigliare di contorno… purtroppo, se tale situazione dovesse persistere al momento attuale le soluzioni si ridurrebbero a due sole alternative: badanti e, speriamo il più tardi possibile, RSA.
Analisi dei progetti motivazionali – edilizia seniors (VHP)
Le domande alle quali un innovativo progetto di edilizia senior abitativa seniors è chiamato a rispondere, emergono dall’analisi del contesto sociale che appare caratterizzato dai seguenti principali fattori:
Pressione demografica:
la popolazione anziana è in continuo aumento sia come valore assoluto che come valore relativo (n.°anziani in rapporto agli adulti ed ai giovani). Allo stesso tempo si è innalzata la vita media delle persone ultraottantenni e ultranovantenni, (grandi anziani GA).I cambiamenti della struttura demografica sono uno dei grandi risultati ed al contempo una sfida di grande attualità della nostra epoca; attuali ricerche evidenziano che il 50% della popolazione che vive nei grandi centri italiani sono sole. Da Milano a New York, le persone che vivono sole stanno ridisegnando le mappe urbane e dettano le nuove leggi dell’abitare: metrature piccole e spazi condivisi. Per la prima volta nella storia intere generazioni hanno fondati motivi di sperare ed attendersi di vivere una vecchiaia molto prolungata. Forti, ottimisti, ottimisti, con le idee chiare e una disponibilità economica spesso maggiore di quella dei giovani, investono pianificando il futuro e guardando con lucidità e realismo a quelle che sono (e saranno) le loro esigenze. Donne in primis: sono molte le over 65, rimaste vedove, a voler traslocare in spazi più comodi e adatti alla loro età.
Fragilità sociale:
Secondo le stime dei geriatri, emerse dal convegno ‘Dignità della persona anziana e qualità della cura (Cei), tenuto a Roma il 22 giugno 2016, un anziano su tre è vittima di abusi: 2,9 milioni sono gli anziani maltrattati psicologicamente, 600.000 quelli che subiscono truffe finanziarie, 400.000 le vittime di violenze fisiche, 100.000 gli ‘over 65’ oggetto di abusi sessuali. Più a rischio i soggetti fragili, come le donne pari al 65% del totale delle vittime, e chi è più povero, meno istruito o soffre di disabilità cognitive. Sempre più diffusa anche la contenzione fisica e farmacologica perché agli anziani fragili e in difficoltà si chiede anche di ‘non disturbare’ e di non essere un peso soprattutto in estate, quando prendersi cura di loro può diventare più gravoso.

Isolamento sociale:
Con il passare degli anni, i rapporti sociali delle persone anziane tendono a diminuire. È quindi importante garantire la possibilità alle persone di incontrarsi, grazie a strutture residenziali ove nei quali gli anziani vengono incoraggiati a interagire: l’isolamento è il maggiore fattore di rischio per l’abuso sugli anziani. La mancanza di partecipazione e di influenza nella società può portare all’isolamento, all’inattività e al senso di inutilità, che sono tutti fattori che possono provocare depressione e abuso. Lo sviluppo delle politiche di residenze per anziani, rappresentano un elemento fondamentale nella prevenzione dell’isolamento.

 

ANALISI DEI BISOGNI PSICOLOGICI
 NELL’ASSISTENZA ALL’ ANZIANO

Cosa vuol dire invecchiare bene ed in serenità ?

Invecchiare bene e serenamente vuol dire migliorare la qualità della vita, abitare in ambienti sicuri ed efficienti, mantenendo i propri punti affettivi di riferimento come la compagnia dei propri animali, circondandosi da persone con le quali relazionare, coltivando interessi e percependosi come persone attive mentalmente e fisicamente.
La nuova fase della vita così conquistata comporta numerose opportunità ma anche impegni completamente nuovi per l’individuo e la società.
Sono molti gli anziani con un reddito sufficiente e le capacità fisiche e cognitive per trascorrere in serenità ed autonomia gli anni risultanti dall’allungamento della vita; ciò crea nuove ed innovative opportunità di sviluppo economico e sociale.
Una persona anziana sta bene quando è circondata da un di riferimento forte e presente, abita in prossimità di servizi facilmente raggiungibili, è inserita in una rete di socialità attiva nella quale si sente parte attiva e propositiva: in questo modo anche i piccoli, temporanei acciacchi dovuti all’età vengono vissuti con serenità e fiducia. Spesso i canali affettivi di riferimento degli anziani sono sottovalutati nella loro importanza; ad esempio il rapporto forte e rassicurante con l’animale domestico, e motivo di stess e depressione nell’eventualità di abbandono in canili e gattili per traslochi in strutture che non ne prevedono l’ingresso.
Di qui la fondamentale importanza di garantire alla persona anziana di convivere con il proprio animale domestico (non dimentichiamo l’importanza di tale rapporto evidenziato in ricerche mondiali con i recenti studi sulla pet-terapy, che ne sottolineano la ricaduta sul benessere psico-fisico della persona)
Se per qualche motivo come accennato prima, lo status cambia e le modificazioni costringono ad un cambiamento di vita della persona anziana, spesso le alternative non risultano propriamente idonee alla finalità prefissa.
Generalmente si suddividono in tre percorsi, a breve, medio e lungo termine.
Breve termine – l’assistenza domiciliare

pro: servizio pubblico (a pagamento) che permette alla persona anziana la permanenza nel proprio contesto abitativo e lo standard di abitudini.

contro: tamponamento logistico e non strutturale che non garantisce eventuale tutela in caso di emergenza riguardo alle notti, ed alle festività in calendario, delegando alla gestione famigliare sia il carico assistenziale che la gestione pratica del bene materiale.

Medio termine – badante

pro: contando sulla grande fortuna di trovare una persona attenta, discreta, sensibile.. una rarità al giorno d’oggi, è un’alternativa costosa ma valida se…

contro: la presenza della badante spesso viene vista e vissuta come un’invasione dei propri spazi e della propria autonomia dall’anziano. Inoltre non sempre la padronanza della lingua e della nostra cultura, nonché le competenze tecniche della badante, favoriscono la giusta integrazione fra le parti; anzi sono spesso causa di frequenti sostituzioni, assenze o incomunicabilità culturale

Lungo termine- RSA:

pro: si evita l’abbandono totale.

contro: queste strutture, se un tempo erano “ancora” vivibili da persone autosufficienti ed autonome, sono ormai reparti di lungodegenza nei quali l’assistenza è prettamente sanitaria e spesso carente per organico di momenti personalizzati con l’ospite.

Un dato, anche se parziale, è riferibile ad una indagine IPASVI-Federazione Nazionale Collegi Infermieri (del 2010) che riporta un 68,7% dei residenti in RSA sottoposto a contenzione fisica. Dato emerso dal Convegno Dignità della persona anziana e qualità della cura. Una sfida ad abuso e contenzione (Roma 22/06/2010 vedi bibl.).
La costrizione a richiudersi in casa di riposo scatena un pesante trauma esistenziale in quanto sradicato dal proprio contesto di riferimento e dovendosi adattare volente o nolente alla rigidità sanitaria, fa cadere spesso l’ospite in depressione con conseguente peggioramento fisico e cognitivo progressivo con rifiuto dei propri famigliari e la disperazione spesso di pensare al proprio animale domestico abbandonato chissà dove.
Ultima considerazione, non meno importante, il costo altissimo delle rette RSA (rapporto qualità/servizi basso per costi medi di Euro 1600), destinato annualmente ad aumentare.

 

FUNZIONALITA’ STRUTTURA
E MODALITA’ DELLE RESIDENZE SENIORS

In Europa, ed Oltreoceano, si sono diffuse con estrema rapidità negli ultimi decenni, le comunità/residenze per seniores; strutture che in Italia si stanno affacciando timidamente ma che, non appena appaiono evidenti i benefici sia sulla persona anziana, che a livello di risparmio della spesa sanitaria futura, saranno, a detta degli esperti di settore, destinate ad aumentare in modo esponenziale nei prossimi anni.
Le strutture infatti, non hanno niente a che vedere con le RSA, ma sono di tipologie innovative di eco-edilizia, situate in località amene, fornite di ampi spazi di socialità e ricreativi , dove la persona usufruisce di uno spazio (ampia camera-bagno-poggiolo) prettamente personale, condividendo con gli altri ospiti sala da pranzo, soggiorni, sale di letture, servizi di lavanderia.
Una posizione di centralità permette di accedere liberamente a passeggiate e intrattenimenti urbani, ed l’utilizzo di navetta garantisce trasporti se situati in zona periferica.
Il servizio è garantito da una presenza costante di una referente in loco, da personale addetto alla preparazione pasti, servizio per le pulizie e assistenza infermieristica e sanitaria del territorio.
Gli ospiti possono usare parte dell’arredamento privato per i propri locali, oppure usufruire di quello nuovo della residenze, possono portare con sé i propri animali domestici. Questo consente una vita tranquilla, serena, attivamente autonoma e “protetta” in caso di qualsiasi emergenza.

Verso una domiciliarità globale

In molti paesi europei è in corso una sostanziale evoluzione delle logiche d’intervento.
I paesi che destinano investimenti più elevati verso i sistemi domiciliari, mantengono investimenti elevati anche sul versante residenziale.
Della nuova interpretazione dei servizi abitativi e residenziali le soluzioni abitative “leggere” giocano un ruolo importante nello spazio intermedio di protezione tra domicilio privato e residenze a carattere sanitario, destinate eminentemente ai percorsi di fine vita; i due modelli, residenziali e domiciliari, non rappresentano domini contrapposti, ma supporti sinergici per la realizzazione di un sistema integrato il più possibile adattabile alla complessità e variabilità della domanda.
Analizzando i sistemi europei, è possibile identificare una linea di separazione rispetto al numero di ultra sessantacinquenni che ricevono servizi.
Da un lato l’Europa settentrionale, in generale sopra il 10% ma con punte oltre il 20% in Danimarca, Olanda, Islanda; dall’altro l’area meridionale, che resta al di sotto della media europea del 7-8%.
L’Italia non supera, mediamente, il 3%.
Questa differenza corrisponde alla parallela demarcazione tra i paesi del nord Europa, che hanno adottato linee-guida progettuali strategiche per l’invecchiamento democratico, e le nazioni che mantengono legati alla risposta immediata all’emergenza.
Soprattutto nei paesi scandinavi, piuttosto che sviluppare servizi domiciliari in senso stretto – comunque diffusi e di alta qualità – si è preferito sviluppare il concetto di “domiciliarità globale”, che comprende sostanziose politiche di housing sociale e lo sviluppo di reti operative a forti integrazione di competenze.
In questo modo la Finlandia, mantenendo e potenziando i propri servizi di home-care, attestati intorno al 10,7% di una popolazione anziana sempre in crescita, ha ridotto l’istituzionalizzazione degli anziani dal 6,2% del 1995 al 2,5% del 2010; meglio ha fatto la Danimarca, che dal 1997 al 2006 ha ridotto i posti letto istituzionali da 50.000 a 26.000 unità e aumentato quelli di residenzialità sociale fino a 53.000 unità.
Questo mentre in Italia l’home-care (1999-2009) passava dal 3 al 3,2% e i ricoveri in istituto dal 2,7 al 3%.

Conclusioni
Per concludere, si tratta di modificare punti di vista tradizionali e logiche culturali ormai datate. La vecchiaia non è un costo, appartiene alla normalità dell’esistenza.
La logica catalogante produce specificità e separazioni non sempre necessarie, anche servizi faraonici e non adatti ad essere percepiti dalle persone come in continuità con la propria esistenza.
Abbandonarla, apre all’immaginazione: città e case a misure di bambini, giovani ed anziani, sono città e case dove è più facile vivere per tutti, soprattutto insieme.
La normalità dell’esistenza si propone, così, come una grande provocazione rispetto agli irrigidimenti delle crisi, che sollevano muri e scavano fossati; fra le persone, ma anche fra chi opera o riflette.
Come ricordato, è tempo di gettare ponti. Fra età della vita e generazioni, ma anche fra competenze, professioni e appartenenze. E’ una sfida interessante, per un nuovo welfare, sostenibile e desiderabile.
Il rispetto per la dignità, la qualità della vita e il benessere di ogni persona dovrebbe essere l’elemento fondamentale di tutte le decisioni che riguardano la progettazione dell’assistenza e tutti i caregiver dovrebbero essere a conoscenza del principio di dignità e rispetto dell’assistito.

Ideazione e responsabilità progetto: SHS Solution Happy Senior

 

 

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Daniela Fronza

Danilo Degasperi