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LETTERE AL DIRETTORE

COORDINAMENTO LAVORO PORFIDO * « ACCORDO CON USB PER DIFESA DIRITTI LAVORATORI / SERATA “MAFIA? NO GRAZIE”, A PREDAZZO AULA MAGNA MUNICIPIO (2/4 ORE 20.30) »

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09.10 - martedì 29 marzo 2022

Stabilito accordo di collaborazione C.L.P. e Unione Sindacale di Base (U.S.B.). Mercoledì 9 marzo una delegazione del Coordinamento Lavoro Porfido (C.L.P.) composta da Vigilio Valentini, Enzo Sevegnani e Walter Ferrari si è incontrata, nella sede dell’USB di Trento, con una rappresentanza dell’Unione Sindacale di Base composta da Daniel Agostini, Francesca De Maio e Sergio Mattiello.

Al centro della discussione la possibile azione comune in difesa dei diritti dei lavoratori del settore porfido, a partire dalla tutela occupazionale fino alla reale tutela contrattuale dei lavoratori anche quelli attualmente occupati nelle aziende artigiane presso le quali le ditte concessionarie esternalizzano buona parte delle lavorazioni.

La ripresa del confronto ha potuto aver luogo dopo che l’U.S.B. ha sospeso e successivamente si è dimesso Ezio Casagranda, il sindacalista ex Cgil che nel 2014 era entrato a far parte del CLP in rappresentanza appunto dell’Unione Sindacale di Base.

Nell’autunno 2014 il CLP aveva, chiesto a Ezio Casagranda di fare un passo indietro ed uscire dal CLP in quanto erano emersi comportamenti opachi da parte del sindacalista, in particolare in merito a suoi rapporti con il cognato Giuseppe Battaglia amministratore di fatto della ditta concessionaria Anesi srl.

Tale ditta era stata oggetto di segnalazioni ed accertamenti da parte del Comune che avevano fatto emergere inadempienze gravi in merito proprio al rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori (in prevalenza extracomunitari), sia di ordine retributivo che contributivo.

Inadempienze che hanno poi portato alla revoca della concessione da parte del Comune oltre ad un procedimento giudiziario che, in primo grado, ha visto la condanna dell’amministratore Mario Giuseppe Nania a 6 anni per estorsione e dello stesso Battaglia per frode nei confronti del Comune in merito alle autocertificazioni sulla resa del materiale estratto, sulle quali viene basato il calcolo del canone di concessione (così come riportato dalla stampa locale).

Dopo il suo allontanamento dal CLP Ezio Casagranda ha continuato comunque ad essere presente nel settore mediante l’adesione all’U.S.B. di alcuni operai e la stessa Unione Sindacale di Base era intervenuta con un volantino di critica a Cgil e Cisl, distribuito presso la mensa di Albiano dal suo rappresentante locale Manuel Ferrari (allora presidente dell’Asuc di Lases e successivamente eletto sindaco di Lona-Lases), nell’autunno 2016 durante la dura contrapposizione dei lavoratori ai sindacati confederali sul rinnovo contrattuale.

Si ricorda che Casagranda, in rappresentanza dell’USB, aveva promosso un incontro con l’assessore Olivi (28 settembre 2016) al quale aveva invitato una rappresentanza dei propri iscritti mediante Sms.
Sta di fatto che nelle successive assemblee il rappresentante locale dell’U.S.B. Manuel Ferrari è passato dalla posizione di contestatore dei sindacati confederali a membro del direttivo della Fillea-Cgil (cooptato per l’occasione dall’allora segretario Maurizio Zabbeni) e l’Unione Sindacale di Base, così come Ezio Casagranda, sono spariti dal settore.

Dopo tutto ciò, la presenza di Ezio Casagranda nell’U.S.B. precludeva di fatto ogni possibilità di collaborazione con il Coordinamento Lavoro Porfido.

Ora però, con il suo allontanamento dall’ U.S.B., si aprono spazi di possibile collaborazione e per questo negli ultimi mesi sono ripresi i contatti che hanno portato a questo importante incontro, con il quale è stata sancita la volontà di collaborare per una migliore tutela dei lavoratori del porfido.

In particolare abbiamo concordato la possibilità di assistenza anche sul piano legale per quei lavoratori che si trovassero nella condizione di far valere i propri diritti individuali, ma anche una comune iniziativa per giungere ad una modifica legislativa della legge cave (L.P. 7/2006) che porti ad una effettiva tutela dei lavoratori sia sul piano occupazionale che del rispetto dei diritti sanciti dalla contrattazione collettiva.

Fondamentale sarà essere presenti per assistere tutti i lavoratori, italiani ed extracomunitari, con la consapevolezza che è necessario ricostituire dal basso l’unità operaia quale condizione imprescindibile per una efficace difesa dei loro diritti.
Questo ovviamente nel rispetto della reciproca autonomia decisionale e delle specifiche competenze e ruoli che i due soggetti collettivi sono chiamati a svolgere sulla base dei rispettivi statuti.

Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il settore con l’avvio di un processo in Corte d’Assise a Trento nel quale gli imputati sono chiamati a rispondere dei reati di associazione mafiosa (art. 416 bis) e riduzione in schiavitù (art. 600), richiedono la massima vigilanza ed una presenza sindacale non supina alla volontà della lobby del porfido.

Non basta, come hanno fatto Fillea-Cgil e Filca-Cisl, costituirsi parte civile (senza portare in Tribunale nessun operaio riconosciuto parte offesa) dopo aver operato per anni al fine di non far emergere la grave situazione nella quale si trovano i lavoratori del settore.

Senza autocritica nei confronti di una pratica sindacale subalterna agli interessi della lobby del settore del porfido che porti ad un reale mutamento del proprio operato, non ci può essere alcuna credibilità nei confronti dei Sindacati confederali.

Un anno fa avevamo chiesto almeno un’assemblea informativa ma nemmeno si sono degnati di portare a conoscenza dei lavoratori i loro comunicati stampa!

Per questo riteniamo importante la presenza nel settore dell’U.S.B. che, in Trentino e nel resto d’Italia, ha dato prova di combattività nel difendere i lavoratori del comparto pubblico e privato.

Invitiamo pertanto i lavoratori del porfido a superare l’apatia e la sfiducia che li vuole passivi e docili strumenti nelle mani di un padronato vorace e spesso prepotente, che non ha esitato a stabilire cointeressenze con personaggi espressione della criminalità organizzata al fine di sottomettere e schiavizzare i lavoratori.

Operai del porfido non lasciatevi scippare diritti che sono costati dure lotte negli anni ‘70 e ‘80 del Novecento quando, con intelligenza, onestà e impegno, Guido Brugnara ha portato l’organizzazione sindacale nelle cave di porfido.

Impegnatevi oggi nella ricostruzione delle vostre difese e in primo luogo per la ricostruzione di un sindacalismo che sia strumento efficace per la difesa dei diritti reali dei lavoratori!.

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Coordinamento Lavoro Porfido

 

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