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LETTERE AL DIRETTORE

CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE ROVERÈ DELLA LUNA E MEZZOCORONA (TN) * PIATTAFORMA TREC+: «CHIEDIAMO LA REVISIONE DELLA NORMATIVA SULL’ACCESSO DEI GENITORI AI DATI SANITARI DEI FIGLI MINORENNI (14-18 ANNI)»

Scritto da
08.23 - giovedì 4 dicembre 2025

Buongiorno Direttore,

 

desidero approfondire il tema: Che cosa fa un Consiglio Pastorale Parrocchiale? Domanda ricorrente: di cosa si parla e cosa si decide nei Consigli Pastorali Parrocchiali.

Risposta sintetica: il CPP ascolta la comunità, individua problemi che toccano la vita delle persone, propone percorsi e chiede alle istituzioni di fare la propria parte, nel rispetto della dottrina e delle leggi civili. Non amministra denaro, aiuta a discernere e ad orientare scelte pastorali e sociali.

L’iniziativa

I CPP di Roverè della Luna e di Mezzocorona hanno inviato ai media un documento su un tema concreto: l’accesso dei genitori ai referti sanitari dei figli tra 14 e 18 anni sulla piattaforma TreC+.
Oggi i referti non sono visibili ai genitori senza il consenso del minore. I CPP riconoscono il valore della privacy, ma rilevano il rischio di indebolire la responsabilità educativa e la tutela dei ragazzi, specie in ambiti delicati come salute psicologica e alimentare. Chiedono quindi che, nell’autonomia provinciale, si trovi una soluzione tecnica e normativa che garantisca insieme riservatezza e responsabilità genitoriale.

Perché riguarda tutti

È un tema di coscienza, educazione e cura, non solo di norme.

Coinvolge famiglie, medici, scuola, parrocchia, istituzioni.

Chiede tecnologia più fine, che distingua tra referti sensibili e non, evitando automatismi che penalizzano la collaborazione educativa.

Cosa chiediamo alla comunità

Informarsi sul funzionamento di TreC+.

Condividere esperienze, criticità, proposte, così da portare ai tavoli istituzionali elementi concreti.

Sostenere un dialogo rispettoso tra famiglie e istituzioni perché la tutela dei minori cammini insieme alla loro libertà e alla responsabilità dei genitori.

Se desideri leggere il testo integrale dell’iniziativa o offrire un contributo, clicca qui:

 

Richiesta di revisione della normativa sull’accesso dei genitori ai dati sanitari dei figli minorenni (14-18 anni)

I Consigli Pastorali Parrocchiali di Roverè della Luna e Mezzocorona, a seguito di una riflessione comunitaria nata durante la lettura del Vangelo di Luca (11,47-54), desiderano sottoporre all’attenzione delle autorità competenti una questione di rilievo etico e sociale.

La normativa attualmente in vigore* prevede che, tra i 14 e i 18 anni, i genitori non possano accedere ai risultati degli esami medici dei propri figli sulla piattaforma TreC+ senza il loro consenso esplicito.

Pur riconoscendo l’intento di tutela e riservatezza che anima la legge, riteniamo che essa finisca per compromettere il principio di responsabilità genitoriale sancito dal Codice Civile, che impone ai genitori di provvedere ai bisogni essenziali e alla salute dei figli fino al raggiungimento della maggiore età.

La mancanza di accesso a informazioni sanitarie rilevanti può infatti

impedire ai genitori di esercitare pienamente la propria funzione educativa e di tutela, generando situazioni di rischio o incomprensione in ambiti delicati come la salute psicologica, alimentare o sessuale dei minori.

Per questo chiediamo che, nell’ambito dell’autonomia legislativa della Provincia di Trento, venga valutata una modifica della normativa che garantisca ai genitori un adeguato diritto di informazione, nel rispetto del dialogo familiare e della crescita responsabile dei figli. Crediamo che solo una collaborazione sincera tra famiglia, istituzioni e comunità possa generare fiducia reciproca e formare cittadini consapevoli del bene comune.

Con questo intervento, i Consigli Pastorali Parrocchiali intendono dare un piccolo segno di quella “Chiesa in uscita” tanto cara a Papa Francesco, una Chiesa che non resta spettatrice ma partecipe delle sfide del nostro tempo.

I componenti dei Consigli Pastorali Parrocchiali di Roverè della Luna e Mezzocorona

 

https://trec.trentinosalute.net/domande-frequenti?cat=2&dom=4

«I minori tra i 14 e i 18 anni vengono tutelati per quanto riguarda particolari scelte di salute previste dalla legge: è il caso, per esempio, dell’interruzione di gravidanza. I genitori possono accedere ai referti in TreC+ dei figli tra i 14 e i 18 anni solo se al momento della prestazione sanitaria il minore, da solo o assieme ai genitori, chiede di rendere visibile il referto in TreC+.

La legge prevede infatti che i genitori non possano accedere ai dati sanitari dei figli che riguardano le prestazioni “protette”, senza il consenso dei figli stessi. Ad oggi non è ancora stata trovata una soluzione tecnicamente sostenibile per poter distinguere i referti “critici” dagli altri: infatti, anche referti apparentemente “non critici” come quelli di laboratorio possono indirettamente rivelare che il minore ha usufruito di una prestazione sanitaria “protetta”. Per questo motivo, al momento tutti i referti dei minori in questa fascia d’età non sono visibili ai genitori senza il consenso rilasciato al momento della prestazione».

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