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LETTERE AL DIRETTORE

CIA (FDI – TRENTINO) * GLASGOW- CONFERENZA SUL CLIMA: « LA VERA TRANSIZIONE ECOLOGICA NON PASSA DA “COP26“, MA DAI NOSTRI COMPORTAMENTI QUOTIDIANI

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12.17 - giovedì 18 novembre 2021

Egregio Direttore,

la conferenza sul clima di Glasgow non ha centrato l’obiettivo. Il motivo è tanto semplice quanto banale: nell’ambito del diritto internazionale è risaputo il pressoché nullo potere coercitivo degli accordi fra Stati, ovvero fra pari, in assenza di un organo giudiziario superiore realmente vincolante. In tale contesto, molto spesso le relazioni internazionali si rivelano un semplice “gioco” di geopolitica che assomiglia più al “bellum omnium contra omnes” di Thomas Hobbes che alla società internazionale prospettata da Kant.

Non siamo ipocriti: è oggettivamente comprensibile che Cina ed India non abbiano intenzione di diminuire i propri consumi energetici/ritmi di crescita visto che questi hanno permesso di creare al loro interno un ceto medio capace di alimentare ulteriormente lo sviluppo economico nazionale, e ciò a maggior ragione alla luce del fatto che l’Occidente e gli Stati Uniti negli ultimi due secoli hanno basato la propria crescita su un sistema ad alte emissioni, che peraltro è tuttora presente visto che gli USA rimangono a tutti gli effetti il secondo inquinatore mondiale. Va detto inoltre che, a un occhio attento, le accuse di mancanza d’impegno rivolte alla Cina sul tema delle emissioni sembrano una battaglia per evitare che l’egemonia statunitense dopo oltre un secolo venga soppiantata da quella cinese (eventualità certamente non auspicabile), ammantando di un’ipocrisia “green” questioni che in realtà riguardano puri rapporti di forza. Spesso dunque le conferenze fra Stati fungono da specchietti per le allodole a cui alcune forze politiche, che amano ammantarsi di una presunta superiorità morale, tendono a conferire in maniera ingiustificata prerogative e capacità d’indirizzo praticamente assolute sulle sorti climatiche.

La verità è che la transizione ecologica non avverrà finché il modello basato sulle rinnovabili non diverrà attrattivo e trainante anche dal punto di vista economico. L’aumento dei prezzi dell’energia ha fatto capire a molti quanto ancora rimaniamo legati ai combustibili fossili anche per la produzione di elettricità, per il semplice fatto che le alternative ecologiche non sono economicamente efficienti su larga scala. Oggi l’Occidente non è ancora in grado di proporre un sistema alternativo a quello ad alte emissioni, ed è dunque giusto focalizzare l’attenzione su noi stessi, su ciò che possiamo fare nell’alveo delle nostre possibilità e competenze, piuttosto che elargire colpe verso Cina ed India. In particolare, è necessario orientare le nostre azioni in maniera differente. Ciò perché le reali modalità attraverso cui la transizione ecologica potrà avvenire o meno passano in gran parte dall’interiorizzazione di una concezione di ecologismo autentica, non di facciata, declinata tramite le nostre azioni quotidiane.

A chiunque sarà capitato di passeggiare per le strade delle nostre città o dei nostri paesi (specialmente in periodo turistico) e notare un cestino dei rifiuti circondato dalla spazzatura che ne è fuoriuscita, mentre magari a distanza di pochi metri ve n’è uno completamente vuoto. Ecco, il vero ecologismo passa anche da quello sforzo in più nella nostra quotidianità, dall’attenzione allo smaltimento differenziato dei rifiuti, dalla concezione che si può e si deve consumare meglio senza finire nella spirale dei prodotti a “obsolescenza programmata”, dall’idea che siamo noi stessi gli artefici del nostro futuro e con le nostre azioni possiamo indirizzare le tendenze economiche verso orizzonti sostenibili, e dalla comprensione del fatto che la risposta alla questione climatica non potrà venire calata dall’alto come per magia.

 

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Cons. Claudio Cia
Presidente del Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia

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