Gentile direttore Franceschi,
allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano “l’Adige, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.
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Claudio Cia
Consiglio provincia Pat – Gruppo Misto
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Ex Hotel Panorama: tra provocazione e realismo, il coraggio di una proposta concreta. Leggo con interesse le riflessioni emerse a seguito della mia recente interrogazione sulla vicenda dell’ex Hotel Panorama di Sardagna. Lo ribadisco: l’eventuale demolizione è certamente una extrema ratio, ma anche una proposta seria e finalmente onesta, a fronte di dieci anni di immobilismo e spreco di denaro pubblico.
Chi oggi propone soluzioni come l’ospitalità per anziani o usi sanitari si è preso la briga di entrare nella struttura? Sa che nulla è a norma e che ogni adeguamento comporterebbe costi esorbitanti, senza alcuna garanzia di risultato? Sono pronti ad assumersi la responsabilità – tecnica, economica e politica – di metterci degli anziani? Sono consapevoli delle esigenze logistiche, assistenziali e soprattutto relazionali che una casa di riposo deve garantire, anche nel rapporto con il mondo esterno?
Conosco bene questa realtà: l’ho seguita con costanza, fin dal 2015, con sopralluoghi, atti ispettivi e denunce pubbliche. Già allora era evidente l’assurdità di mantenere attivo un edificio vuoto, con utenze accese e nessuna prospettiva concreta.
La mia proposta non nasce per provocare, ma per rimettere al centro un tema che troppo a lungo è stato ignorato. Perché continuare a sostenere i costi di una struttura fatiscente e inutilizzata è un danno per l’intera collettività. Inoltre, è del tutto plausibile che quell’area, una volta liberata, possa valere di più rispetto a oggi: oggi è un involucro obsoleto, che scoraggia qualsiasi interesse proprio per via dei limiti tecnici, strutturali e normativi.
Se non ci sono progetti seri all’orizzonte, demolire per ripartire da zero non è un salto nel vuoto, ma un’opzione concreta e razionale. Solo così si può finalmente aprire a una progettualità nuova, sostenibile e coerente con le esigenze del territorio.
Chi si oppone rifletta su questo: dove saremmo oggi, se dieci anni fa qualcuno avesse avuto il coraggio di compiere questa scelta?
