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LETTERE AL DIRETTORE

CARLO GUARDINI * TRENTO – VASCO ROSSI « SAREBBE STATO MEGLIO SE I GOVERNANTI AVESSERO IMPEGNATO ENTUSIASMI E RISORSE PUBBLICHE IN ALTRE NECESSITÀ »

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15.55 - sabato 21 maggio 2022

Premetto e antepongo – ad ogni considerazione – un totale e sincero riconoscimento al pieno successo del concertone di Vasco Rossi. Che era certo e facilmente da mettere nel conto vista la caratura. Concerto del quale sono stato, fin dalla scorsa estate 2021, quando l’idea-progetto venne lanciata, un modesto (nelle mie potenzialità e prerogative) oppositore in forza di ragionamenti supportati da una serie di interrogativi; e contrario resto ancor oggi, pur preso atto del positivo risultato dell’iniziativa, degli applausi, degli entusiasmi popolari e riscontri mediatici.

Perché in tutti questi mesi, non mi pare ci sta stata risposta a dubbi e perplessità. Gli eventi passano ma i problemi restano. E sono quindi sul piatto le stesse domande/interrogativi, fin dall’inizio posti, riguardo all’opportunità generale della stessa iniziativa. Quindi, continuo a chiedermi:

1) può essere considerato un mandato/compito istituzionale della Provincia Autonoma di Trento promuovere, progettare, organizzare un concerto rock?

2) Con occhio allo “status” del nostro Trentino, in rapporto al quadro internazionale ma, soprattutto, alle molteplici criticità strutturali interne (sanità in primis, e non solo post-pandemia ..), il mega-concerto poteva essere accampato come una priorità?

3) Fin dall’avvio del progetto, s’è deliberato e messo in atto, da parte della Giunta, un ruolo e atteggiamento innegabilmente improntati/ispirati al decisionismo e ciò ha comportato un oggettivo “stress istituzionale” materializzato in un sofferto, a volte raffazzonato, rapporto ad esempio con il Comune di Trento. Per non parlare del traumatico contrasto con la struttura/organico interno della Provincia, emblematicamente palesato nello scontro con la Commissione rischi e lo scavalcamento d’autorità del Responsabile.

4) Guardando al versante spese-costi-ricavi, non posso esimermi dal considerare ogni prospettazione economica fin’ora presentata, come poco credibile e accettabile: perché ciascuna è prettamente autoreferenziale (antica consuetudine trentina quella di autocertificarsi). A partire dall’analisi di Confcommercio (con ogni rispetto per gli estensori, ma sarebbe come chiedere alla moglie dell’oste se il vino servito è buono..) che delineava una ricaduta di 6,1 mln di euro sul territorio.

Mentre oggi – sull’onda dell’innegabile successo – sull’Adige i manager che gravitano attorno alla neo-nata rutilante Trento Music Arena, giustamente gasati dal successo, già sono all’arrembaggio e “sparano” che il concerto di Vasco porta addirittura 25 mln di euro di indotto.

Ed ipotizzano l’idea di un cartellone fisso di eventi da loro gestito: che sarà loro per la parte degli utili, è facile intuire. Mentre mamma Provincia – altrettanto intuitivamente – stante il precedente con Vasco e seguendo la facile logica “visto che c’è occorre farlo funzionare..” dovrebbe continuare a spendere risorse pubbliche. Con l’immancabile, debole giustificazione delle altrettanto ricadute (tutte da verificare), accampate in realtà e semplicemente per dare un significato e vita ulteriore ad malaugurata, caparbia esperienza. Sul delicato versante spese-costi-ricavi, versante estremamente complesso e articolato, si spera che qualcuno – ad ogni livello istituzionale – voglia a bocce ferme, scemato il fragore degli applausi, fare chiarezza per sua responsabilità e competenza.

Per organizzare il mega-concerto, si è parlato di lievitanti mln di euro (2, poi 3 poi s’è perso il conto) spesi dalla Provincia semplicemente per movimentare/attrezzare l’area Music Arena; ma vogliamo considerare i costi – per l’erario – d’una intera struttura come la Protezione Civile da mesi “deviata” dai suoi compiti istituzionali e “invitata” a considerare il mega-concerto alla stregua d’una calamità naturale da fronteggiare? Chi paga gli straordinari/indennità di missione a centinaia di agenti mobilitati nelle ultime giornate anche da fuori provincia?

Poliziotti, finanzieri, agenti delle polizie municipali locali e di quella di Trento? Chi assorbe i costi di migliaia di automezzi movimentati, dalle jeep dei vigili del fuoco volontari agli elicotteri? Questi costi sono stati inseriti nelle “analisi costi e ricavi” redatte “in house”? Nutro forti dubbi.

Con tutta l’immensa ammirazione e simpatia per il grande Vasco, che ovviamente non ha alcuna colpa, io “dico no” come nella sua celebre canzone. E resto dell’idea che tutto questo si poteva evitare. Sarebbe stato meglio per tutti se i nostri governanti avessero impegnato entusiasmi e risorse pubbliche in altre, più pressanti, direzioni e necessità.

 

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Carlo Guardini

 

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Foto: Agenzia giornalistica Opinione (da Sardagna)

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