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LETTERE AL DIRETTORE

ANGELO BOTTURI * POLITICA ED ETICA: « LA GUERRA IN UCRAINA CI COSTRINGE A PENSARE CON CONCRETEZZA E SENZA FINZIONI, MA LA NOSTRA EMOTIVITÀ CI CONFONDE ED ANGOSCIA »

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18.51 - domenica 24 aprile 2022

Gentile giornalista, Le scrivo per cercare di trovare ragioni altre e possibili a quanto la tempesta mediatica ci suggerisce nel merito della guerra fratricida tra Russi ed Ucraini. Forse ci vorrebbero tanti Julian Assange a piede libero per conoscere le volontà che circolano sotto banco e sopra le nostre teste nel retroscena delle cancellerie dei potentati economico-finanziari, informatici e militari oggi così attivi e sapienti. La guerra in Ucraina ci costringe a pensare con concretezza e senza finzioni, ma la nostra emotività, coniugata all’intelligenza, ci confonde ed angoscia. Le nostre volontà di sicurezza e di pace si scontrano con le certezze dei detentori di mezzi, di soldi e soprattutto di armi.

La digitalizzazione o gestione informatica globale consente ai Potenti (Usa-Nato, Urss, Cina, India, Apple, Google, Microsoft, Hi-tech ecc), il perseguimento di obbiettivi ed interessi mediante l’occultamento o la sovra visibilità dei dati oggettivi. Gli operatori di questi disegni, alti ed altri, stanno in un altrove che pare ridurre a niente le volontà etiche dei singoli umani che vivono o sopravvivono giorno per giorno scontando incomprensibili decisioni di ‘lacrime e di sangue’. Nel quotidiano, noi europei agiamo, o pensiamo di agire, più ‘umanamente’ degli altri. Sarà vero? Con non poca presunzione siamo preoccupati per il nostro benessere presente e futuro ma anche per le ricadute che questi nostri desideri comportano sugli altri da noi, vicini e lontani.

Politica ed Etica, ci riguardano ma constatiamo oggi, direttamente coinvolti, come il nostro stare nell’Alleanza Atlantica ci costringa in una dimensione oltre-etica. In una logica di potere che per nulla condividiamo in termini di privilegio e tanto meno di risoluzione violenta di una conflittualità, progettata e voluta in altro ed alto loco da imprecisati interessi o strategie militari. A parole sapevamo delle devastazioni, degli eccidi verificatisi con i bombardamenti a tappeto nelle lontane terre di Cecenia, Siria, Afganistan, Nigeria, Etiopia, Libia ecc. Ma solo con la guerra di Crimea ed Ucraina noi europei ci siamo riposizionati nell’evidenza di una crudeltà insensata e scioccante.

E’ ancora l’uomo, la bestia più feroce e temibile! Il collasso ambientale, la progressiva penuria delle materie prime, del gas, dei minerali, dell’acqua come anche delle risorse alimentari sono o non sono le vere motivazioni della contesa Ucraina? Viene da pensare che anche la pace auspicata con la consegna massiccia di armi, con gli embarghi o con la chiusura forzata delle importazioni del gas-petrolio dalla Russia siano solo una forzature per occultare ben altre risoluzioni. Il soccorso alle vittime è urgente e doveroso ma ricordiamoci che chi possiede conti bancari milionari, chi dispone degli arsenali chimico-biologici e nucleari non vede ciò che vediamo noi comuni mortali e non può pensare in termini di eticità.

Il sospetto è d’obbligo. Pare a me, con crescente evidenza, che serpeggi in alto loco e da più fronti avversi, una volontà, banale e neanche del tutto velata, di testare armi chimico biologiche e nucleari strategiche; per vedere l’effetto che fa. Prove di pseudo-segrete indecenti manovre, di desolanti voglie di sterminio per ‘utilità’ o vile difesa strategica. Temo che l’inadeguatezza dell’homo sapiens si nasconda in questo dire e disdire nell’oltre-etica, nel prospettare soluzioni divinatorie-definitive che sappiamo invece essere solo azioni di forza, distruttive; cieche e vendicative.

Temo il peggio ma, se è vero che pretendiamo di allontanare da noi il ‘bestiale’ in favore di un’Eticità trasversale ‘umana’, abbiamo bisogno: non di ‘operazioni di pulizia’, non di guerre per procura ma di concretezza mediatica, di relazioni non sospette e di progetti da studiare e da realizzare insieme.

Dobbiamo attendere guerre infernali, alluvioni e desertificazioni, vedere il livello dei mari crescere di metri per capire che non possiamo più fidarci dei vari tiranni alla Putin, Kim, Xi Jinping o alla Tramp? Ben altri infatti, e più urgenti, sono i problemi da affrontare nell’immediato. Ce li siamo detti e ridetti da decenni in convegni e summit ma abbiamo pensato di aprire le nostre teste alla complessità, solo a tratti. Non possiamo preferire il calcolo, l’utilità: il nulla etico.

Gli affari, la cecità di fronte alla devastazione ambientale, la vendita delle armi, le guerre per procura, la moltiplicazione dei poveri, dei precari, dei migranti, degli sfollati e dei profughi costretti al nostro incondizionato servizio dicono la disumanità e la nostra scientifica stupidità. Fino a soli centomila anni fa eravamo prede e non predatori e forse per questo tentenniamo; vogliamo sapere e non sapere.

Pervasi da emozioni ed ataviche paure, cresciuti troppo in fretta e non evoluti adeguatamente, di fatto abbiamo già scelto i privilegi, i ‘condizionatori’ e la crescita illimitata del Nostro Pil. Tutto ci si palesa possibile quando torniamo a fare gli struzzi, ad invocare i Draghi superman, gli araldi o i santi del paradiso che di certo loro, e solo loro che tutto possono, devono trovare il modo per salvaguardarci da ogni male.

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Angelo Botturi

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