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LETTERE AL DIRETTORE

ANGELO BOTTURI * MARMOLADA: «CHE ALLA FINE DI GIUGNO I GRETI DEI FIUMI SIANO IN SECCA E LE RISORGIVE PROSSIME ALL’ESAURIMENTO NON DEVE STUPIRCI, ERAVAMO AVVISATI DAGLI SCIENZIATI »

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12.22 - lunedì 11 luglio 2022

Gentile direttore,

sul crollo del ghiacciaio della Marmolada possiamo appellarci e disquisire su infinite cause remote o prossime, lontane o vicine. Resta, nell’immediato, la condivisione di un dolore che ha colpito escursionisti desiderosi solo di esperienze positive e belle. Nel dopo evento, occorre riflettere sull’accaduto con concretezza, perché non si tratta solo di fatalità. Il turismo di montagna si è affermato da un solo secolo a questa parte. La rivoluzione tecnologica ha stravolto tutto un mondo che per sua natura è sempre stato meno articolato e perciò più gestibile, anche se il turismo ha allontanato povertà e miseria da tante piccole comunità montane che vivevano da generazioni con redditi insufficienti o di sola sussistenza.

Oggi, ben altri sono i problemi. Il benessere ha moltiplicato le pretese e lo sfruttamento ambientale da parte dei residenti e, soprattutto, dei non residenti. I migranti ‘inversi’ dalle città premono e, per mero interesse, non vogliono sentire ragioni. Eppure bisogna ritrovare la ‘giusta misura’ dello stare in armonia con la natura. Forse che la montagna non ha bisogno di ritrovare la sua radice turistica originaria con il contenimento della rapina del fondo valle, delle acque, della tranquillità e del paesaggio residuo? Il riscaldamento del pianeta è oramai fenomeno da contenere e prossimo a sfuggirci di mano. Se la valanga distruttiva non può essere fermata quando è in movimento, si dovrà per forza provvedere subito dopo, quando la ‘rovina’ appare in tutta la sua devastante realtà.

Non possiamo relegare nella sola eccezionalità eventi come le torride estati, la pandemia, la penuria di beni necessari, i conflitti ecc. Che alla fine di giugno i greti dei fiumi siano in secca e le risorgive prossime all’esaurimento, non deve stupirci perché eravamo ben avvisati dagli scienziati. Non possiamo fingere di non aver capito e falsare i linguaggi. Ecologia, limiti delle risorse energetiche, bio diversità, decrescita intelligente ecc. non sono ‘parole fossili’ delle scienze naturali. La nostra responsabilità dice che le campagne riarse non si rinfrescano con i ‘condizionatori’, né che il caldo estivo si può impacchettare per il freddo invernale.

Vogliamo capire queste ‘banalità’ o qualcuno deve per forza essere accompagnato, in questi giorni assolati, fuori all’aria aperta per qualche soffocante sudata formativa/educativa? Assetato d’acqua, di energia e verità, qualcuno oserà sostenere che la scienza è elitaria e racconta fandonie? Nessuna provocazione. Non è sensato pensare di poter procedere su questa strada senza uscita. Bisogna semplicemente tornare sul campo per scrutare il reale, stornando lo sguardo vuoto dai cellulari e dagli schermi ‘disinformativi’ del web.

 

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Angelo Botturi

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