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LETTERE AL DIRETTORE

ANDREA MERLER * AMMINISTRATIVE 2023: « COALIZIONE CENTROSINISTRA, L’INCERTEZZA PIÙ EVIDENTE È NELL’INDIVIDUAZIONE DEL LEADER (A PARTE IL DESTINO INDEFINITO DEL PATT) »

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16.40 - venerdì 01 luglio 2022

Lo stato di salute delle coalizioni per le provinciali 2023. In vista dell’appuntamento elettorale del 2023 lo stato di salute delle due coalizioni appare sostanzialmente piuttosto stabile. Il centrodestra continuerà a governare sicuramente la Provincia fino ad ottobre 2023 e si sta già preparando con la nuova lista civica guidata dall’assessore “tecnico” Achille Spinelli.

Questa nuova lista, di chiara ispirazione alla civica a sostegno diretto del Presidente veneto Zaia, proverà a compensare le perdite fisiologiche di consenso di cinque anni di governo. Piuttosto c’è invece da chiedersi se la novità sarà solo questa e con la riproposizione dello schema classico del centrodestra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, oppure se vi saranno degli stravolgimenti magari per imbarcare il PATT e isolare così Fratelli d’Italia. Quest’ultima ipotesi appare fantapolitica, ma per ora la certezza granitica resta il Fugatti bis, ma non si sa mai quello che potrà accadere per la composizione della coalizione di centrodestra da qui al 2023.

Il PATT non ha ancora scelto chiaramente con chi vorrà correre alle provinciali del 2023, ma il blockfrei sperimentato nel 2018, di sicuro non ci sarà. Per il momento sembra che il PATT voglia rafforzare il centro dello schieramento politico anche se lo spazio per un terzo polo non sembra essere così rilevante e credo che alla fine sarà costretto a convertirsi al classico schema bipolare. Una scelta che appare non così scontata vista la dialettica interna al partito, ma il PATT sa benissimo che le porte sono sempre aperte sia nel centrodestra e in quel campo largo che rimane ancora tutto da ri-costruire.

Il “campo largo” che senza il PATT sarebbe certamente un po’ meno ampio, può contare finora su Partito democratico, Italia Viva, Campobase-UPT, Verdi, Futura 2018, Azione -+Europa e Socialisti e proprio oggi si troverà per provare a gettare le basi della coalizione e delle strategie politiche per il prossimo futuro. Le ultime elezioni amministrative nazionali e in particolare la vittoria inaspettata di Verona, hanno ricreato entusiasmo e il tempo stringe perché nel 2023 si saranno due appuntamenti importanti come le politiche e le provinciali e non si può farsi trovare impreparati o indecisi fino all’ultimo.

Qui l’incertezza più evidente, a parte il destino ancora indefinito del PATT, appare l’individuazione del leader della coalizione. Come avviene di consueto alcuni nomi sono già circolati, ma probabilmente non sono quelli destinati realmente a guidare la nuova coalizione che cercherà in tutti i modi di prendersi la rivincita della sconfitta subita nell’ormai lontano 2018.

Sembrano passati molto più di quattro anni da allora e i problemi da affrontare sono sempre più complessi. La politica provinciale ha dovuto affrontare emergenze inimmaginabili prima come la tempesta Vaia, il Covid-19, le conseguenze economiche e sociali della guerra ucraina ancora in corso e per la quale probabilmente non abbiamo ancora visto esaurirsi tutti gli effetti avversi.

Problemi che ovviamente si aggiungono come un moltiplicatore esponenziale ad una crisi economica dalla quale non ci siamo mai veramente ripresi, ad un mercato del lavoro che risente delle distorsioni del reddito di cittadinanza, ma che pone al contempo nuove sfide sulle politiche attive e sulla questione emergente delle retribuzioni dei lavoratori, agli effetti ambientali catastrofici che impongono scelte ponderate sulla gestione idrica e non più solo a livello territoriale, sulla gestione dei rifiuti solidi urbani per l’esaurimento delle discariche ecc.

L’architettura degli schieramenti che si confronteranno alle elezioni provinciali sarà importante per vincere le elezioni, ma resto della ferma convinzione che permanga la necessità di avere importanti conoscenze e competenze anche in politica perché altrimenti si rischia di non avere i mezzi per affrontare le sfide strategiche per il futuro del Trentino e per provare a risolvere i problemi urgenti che stanno affliggendo tutto il nostro Paese e dai quali noi non siamo esclusi.
L’uso intelligente e innovativo della nostra autonomia speciale potrà ancora essere il nostro faro guida per farci pensare più positivo di altri e solo se avremo consapevolezza delle nostre opportunità uniche in un contesto di rivitalizzazione del centralismo a discapito del regionalismo tanto prezioso per lo sviluppo del nostro territorio.

 

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Andrea Merler

Trento

 

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