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AMICI DELLA TERRA ALTO GARDA E LEDRO * TURISMO: BARBAGLI, « COME DETURPARE UN PAESAGGIO, ALCUNI COMMERCIANTI DEL CENTRO PROPONGONO UN PONTE TIBETANO TRA COLODRI ED IL CASTELLO DI ARCO »

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08.41 - martedì 7 giugno 2022

Come deturpare un paesaggio. Il più grande pittore tedesco, e uno dei più grandi della storia dell’arte, Albrecht Dürer, durante il suo primo viaggio in Italia, nei primi mesi del 1495, di ritorno da Venezia verso la natia Norimberga si fermò ad Arco, e la immortalò in uno dei suoi più celebri acquerelli, la “Veduta di Arco”, oggi al Louvre di Parigi e ritratto tra l’altro anche in numerosi francobolli di tutto il mondo. 22 cm di pura poesia, ma anche di dettagliata bellezza, che consegnano il borgo di Arco alla storia dell’arte, ma che gli impongono anche di preservarne il più possibile il paesaggio. Tutti i “bei” paesaggi andrebbero tutelati tra i beni universali dell’Umanità, ma a maggior ragione quelli oggetto di una ristretta cerchia di capolavori, quali questo.

 

E vi sono anche, oltre a considerazioni come queste di tipo culturale, considerazioni strettamente economiche, specie se si vuole dare seguito concreto ad aspirazioni turistiche basate sulla qualità, e non sulla quantità. E un turismo basato su richiami culturali ed estetici, quali quello di ammirare “de visu” il paesaggio ritratto da Dürer, andrebbe proprio in questa direzione.

In tutt’altra direzione andrebbe invece quanto proposto in questi giorni dagli ineffabili commercianti del Centro di Arco, che propone un ponte tibetano tra Colodri e Castello di Arco, o l’altrettanto ineffabile De Laurentis, sponsor tra l’altro di un altro progetto impresentabile (il golf a Nago), che propone un ascensore al Castello, con annesso parcheggio scavato nella roccia, in nome di uno sviluppo aggressivo e devastante: un vero manuale sul come deturpare un paesaggio.

 

Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro
Il Presidente
Paolo Barbagli

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