PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO

"Il Trentino news" (puntata n° 9)

Lo stato Italiano fu proclamato il 17 marzo del 1861 ma è con l’annessione dello stato Pontificio e la conseguente presa di Roma il 20 settembre del 1870 che di fatto nasce l’attuale stato Italiano.

Quindi il XX settembre ricorre l’anniversario dell’unità d’Italia che è stata festa nazionale fino al 1929 quando fu abolita in seguito agli accordi intercorsi tra il Vaticano e il regime fascista.

Teoricamente dovrebbe essere la festività per eccellenza, vuoi perché fu proprio abolita dal peggior regime della storia Italiana, vuoi perché obliterare intenzionalmente tale data è aprire una breccia al fondamentalismo.

Il contesto geopolitico i flussi migratori, l’estremizzazione della politica hanno generato personaggi politici che solo fino a qualche decennio fa erano impensabili.

Purtroppo però, nemmeno la stampa cosi pure dalla televisione si evince riscontro di tale data, ad esempio alla rai è stata segnalata per ricordare la nascita di Sofia Loren.

Per ovvi motivi è una ricorrenza fastidiosa alle gerarchie clericali della chiesa cattolica, pertanto l’opportunismo e la genuflessione dei rappresentanti politici Italiani, (compresi quelli Trentini, tra coloro che varcarono la porta c’erano pure sette Trentini, mai commemorati), fanno si che la festività e la “ sacrosanta “ ricorrenza non sopraggiunga.

Va sottolineato che non si tratta solo di legittima difesa della laicità, ma di una storica deriva culturale:

i bersaglieri al comando del generale Cadorna sconfissero gli zuavi pontifici e gli usurpatori furono scomunicati da Pio IX, autore delle ultime condanne di patrioti alla ghigliottina, per aver innalzato il tricolore sulla città eterna, che per ironia della sorte si ispira a quella francese introdotta dalla stessa rivoluzione , ben nota per la separazione assoluta dello stato dalla religione.

Le prime sporadiche dimostrazioni favorevoli agli ideali della rivoluzione francese, da parte della popolazione italiana, avvennero proprio nel 1789 con la comparsa, soprattutto nello Stato Pontificio, di coccarde di fortuna costituite da semplici foglie verdi di alberi, che vennero appuntate sui vestiti dei manifestanti richiamando le analoghe proteste avvenute in Francia agli albori della rivoluzione poco tempo prima dell’adozione della coccarda francese tricolore.

Per cui festeggiare la breccia di Porta Pia, oltre a celebrare l’unità d’Italia, è anche onorare la nostra cara bandiera tricolore.

Ovviamente il tutto non andrà certo affidato ad un moschetto in mano, ma a un più consono calice di  care bollicine laiche “.

 

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Alessandro Giacomini “ Libero Pensatore “