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ZENI (PD) * TRENTINO DIGITALE: « INVECE DI FARE COMUNICATI NEBULOSI SI RISPONDA ALLE INTERROGAZIONI INEVASE IN MANIERA PRECISA »

Trentino digitale: invece di fare comunicati nebulosi si risponda alle interrogazioni inevase in maniera precisa.

L’assessore Spinelli, da mesi istituzionalmente sfuggente, non avendo risposto alle numerose interrogazioni riguardanti Trentino Digitale, con un comunicato parziale prova a difendere lo sforamento della legge Madia del compenso del presidente della società.

L’argomentazione dell’assessore è, in sostanza, che l’attuale Presidente guadagna meno del precedente, e quindi ci sono meno costi, e che si può capire se un dirigente sfora il tetto di 240.000 euro previsto dalla Madia alla fine dell’anno e non prima.

Vale la pena ricordare all’assessore Spinelli, che la matematica non è un opinione, e che avrebbe dovuto specificare nel comunicato che il precedente presidente di Trentino Digitale svolgeva anche le funzioni di Direttore Generale per precisa indicazione di giunta ed assemblea, ed aveva funzioni operative che l’attuale presidente non ha. Al contrario in questo momento è in corso una selezione per Dirigente generale, ed è facile comprendere che il costo complessivo rispetto alla precedente gestione raddoppierà.

Andrebbe anche ricordato che 10.000 euro sono stati assegnati al presidente Soj per redigere un piano industriale entro il 31.12.2019. Cosa non avvenuta. In compenso il cda ha assegnato una consulenza ad una società privata con il compito di predisporre proprio tale piano industriale.

Speriamo invece che fosse una battuta di spirito quella con cui si prova a giustificare lo sforamento del tetto di 240.000 euro della legge Madia dicendo che non si può sapere prima quanto guadagna un dirigente pubblico. Sforamento peraltro confermato nel comunicato, e quindi non si capisce proprio dove starebbero le affermazioni non veritieri contestate.

L’assessore Spinelli conclude sostenendo che aver pagato il presidente Soj oltre il tetto della legge Madia non sarebbe un regalo di soldi pubblici trentini ad altri perché queste risorse vanno in un Fondo nazionale per il risanamento del debito pubblico. Informiamo l’assessore che tale fondo non è ricompreso nel bilancio della Provincia Autonoma di Trento, e pertanto versarci dei soldi per negligenza consiste in un regalo non dovuto.

 

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cons. Luca Zeni