Sanità trentina, lo sguardo corto della Lega. Bocciate le proposte su facoltà di medicina, programmazione e volontariato sanitario. Nella relazione al bilancio del Presidente Fugatti di sanità si parla solo con riferimento al punto nascita di Cavalese e alle guardie mediche, rivendicando riaperture peraltro in maniera del tutto imprecisa:

– le guardie mediche di Tesino e Ledro sono chiuse dal lunedì al venerdì;

– il rapporto medici/abitanti non è vero che è stato modificato perché manca il necessario accordo sindacale;

– gli ambiti della medicina generale sono stati definiti nel 2017 e non dalla Lega..

Il consigliere del Pd Luca Zeni ha di conseguenza presentato due ordini del giorno, per allargare lo sguardo e parlare davvero di sanità.
Nel primo odg si parlava della facoltà di medicina a Trento: si analizzava il tema della carenza dei medici e dell’imbuto formativo al momento della specializzazione: è chiaro che aprire in Trentino una succursale dell’Università di Padova, che parte dal quinto anno, è una sciocchezza, un potenziale danno per il Trentino, che diventerebbe ancora di più una colonia veneta.

La proposta era di lavorare invece insieme all’università di Trento nel progetto di lavoro con facoltà come Innsbruck e Verona, insieme ai nostri enti di ricerca (pensiamo solo al Cibio), per offrire opportunità formative specialistiche, clinicizzando i reparti degli ospedali trentini.

Ma questa proposta è stata bocciata, non interessa il dialogo sul territorio, si vuole solo andare avanti vassalli di Padova. In allegato il testo bocciato.
Il secondo ordine del giorno forniva uno sguardo complessivo sulla sanità trentina, sulla rete ospedaliera e sulla medicina di territorio, riprendendo un’impostazione di sistema. L’impostazione generale ha trovato la condivisione dell’aula, e rassicura rispetto ad alcune scelte puntuali effettuate, ma la giunta salviniana ha deciso di bocciare alcuni punti e di dire NO:

NO ad una programmazione che si basi sulle indicazioni di medici e operatori, di chi la sanità la conosce a la vive, invece di inseguire le singole istanze politiche;

– NO “a fornire una visione ed una programmazione sanitaria chiara, che consenta di superare l’attuale percezione di incertezza istituzionale, e permetta di ridare credibilità al sistema, rendendolo nuovamente attrattivo per i professionisti. Tale programmazione deve in particolare rafforzare il concetto di rete ospedaliera, nel riconoscimento degli indicatori del piano nazionale esiti e degli strumenti di comparazione consolidati, e di rafforzamento della medicina e dell’assistenza di territorio, in particolare attraverso le aggregazioni di medici di medicina generale, la diffusione delle cure intermedie, l’adozione di sistemi innovativi di assistenza forniti dalle innovazioni tecnologiche”;

– NO a “riconoscere il ruolo delle associazioni di volontariato in ambito sanitario come centrale nella rete dell’emergenza urgenza, e tutelarne la funzione escludendo categoricamente ipotesi di gare che demolirebbero un sistema consolidato, che si fonda sulla partecipazione e la preparazione di persone che

rappresentano le nostre comunità”;
– NO a garantire l’alta specializzazione della riabilitazione all’ospedale pubblico Villa Rosa. Anche perché è già stata fatta una forzatura enorme nel regalare dei posti letto di alta specializzazione ad una casa di cura privata, venendo meno alle univoche e costanti indicazioni tecniche, così mettendo in difficoltà l’ospedale pubblico Villa Rosa.

In allegato il testo dell’ordine del giorno approvato solo parzialmente. In rosso le parti bocciate dalla maggioranza leghista.
Una sanità senza programmazione e che insegue singole richieste in maniera disarticolata rischia di perdere velocemente coerenza ed attrattività.

 

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Luca Zeni – consigliere provinciale Partito Democratico

 

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