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ZENI (PD) * REPORT CREA SANITÀ: « TRENTINO PRIMO IN ITALIA, MA OCCORRE COMPIERE SCELTE CORAGGIOSE CHE PUNTINO SULL’INNOVAZIONE »

Report Crea Sanità – Trentino primo in Italia- Il consigliere provinciale Luca Zeni ha partecipato oggi alla presentazione in forma telematica dei risultati della VIII edizione della misura di Performance dei Sistemi sanitari regionali curato da CREA Sanità.

Il consigliere Zeni ha fatto parte per il secondo anno del Comitato Scientifico del Progetto, insieme a Renza Barbon Galuppi (Presidente di UNIAMO) e Carla Dotti (responsabile sanitario Fondazione Istituto Sacra Famiglia).

La peculiarità del progetto è il coinvolgimento dei tanti attori che compongono a vario titolo la sanità, con una dimensione multidisciplinare. Sono stati coinvolti rappresentanti della categoria degli utenti, delle istituzioni, delle professioni sanitarie, del management aziendale e dell’industria medicale. Grazie alle loro valutazioni sono stati “selezionati e pesati” i tanti indicatori presenti in sanità, nelle diverse dimensioni: esiti, sociale, appropriatezza, innovazione e economico-finanziaria.

L’esito del complesso e approfondito lavoro ha confermato la solidità del sistema sanitario trentino, che conferma il primo posto degli scorsi anni tra le regioni italiane, con i dati utilizzati riferiti prevalentemente all’anno 2018. Un risultato positivo, con un totale del 71% della Performance “ideale”.

Sono emersi inoltre spunti e indicazioni interessanti per la gestione dell’emergenza Covid, in particolare sulla flessibilità del sistema sanitario e l’assistenza territoriale, con suggerimenti che potrebbero almeno in parte costituire un riferimento di lavoro importante anche per la nostra provincia (pagine 26 e seguenti del report).

La valutazione che ne deriva conferma quanto emerso già lo scorso anno: viene confermata la correttezza della strada avviata negli ultimi decenni dalla sanità trentina, ed al contempo emerge che non si può rimanere fermi, essendoci ulteriori margini di miglioramento, in particolare dal punto di vista dell’appropriatezza, della rete ospedaliera, delle cronicità, anche alla luce dei cambiamenti introdotti dal Covid.

In un settore caratterizzato da cambiamenti costanti, complessità e necessità di essere attrattivi per i professionisti (e negli ultimi mesi sono emersi segnali non positivi sotto questo profilo), incidenza degli andamenti demografici, non è più sufficiente limitarsi a portare avanti inerzialmente l’ordinario, altrimenti nei prossimi anni questi risultati potrebbero riscontrare un peggioramento.

Le basi per poter lavorare bene in Trentino ci sono, ma occorre una costante propensione a pensare nuovi modelli e a compiere scelte anche coraggiose e non legate soltanto al consenso di breve periodo, in particolare puntando sull’innovazione, dalla ricerca all’organizzazione, dalla tecnologia alla telemedicina.

* In allegato report e infografiche

 

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