Per molti anni, il “Campo C.O.N.I.” di Trento ha rappresentato il punto centrale nella formazione atletica di moltissimi dei nostri giovani, soprattutto per le specialità dell’atletica leggera.

Nello scorrere del tempo quel comparto sportivo ha evidenziato la necessità di interventi come, ad esempio, una nuova struttura indoor ed un miglior utilizzo della pista esterna, ma tutto sembra essersi arenato, vuoi perché la struttura indoor non pare aver superato la prova di collaudo, vuoi perché alcuni lavori sulla pista esterna ne pregiudicano l’uso per un tempo ancora indeterminato.

Su tali questioni, il Consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha depositato, in queste ore, un’interrogazione per conoscere la posizione della Giunta provinciale rispetto al mancato collaudo dello spazio indoor e le tempistiche per la definizione dell’opera e della pista esterna, nonché, da parte della Provincia, l’eventuale previsione di rimborso per atleti e società, in considerazione dell’impossibilità tecnica di utilizzo del “Campo C.O.N.I.” praticamente per l’intero anno 2020.

 

 

*

Campo Coni: quale lo stato della situazione per la nuova struttura?

Nel 2016 la Provincia deliberava il finanziamento di una nuova struttura presso il Campo Coni di via Maccani a Trento, con un importo di 2.200.000 euro, al fine di consentire allenamenti indoor per corsa, salti, lanci. La durata dei lavori prevista era di 480 giorni, oltre a 120 per collaudi ed arredi.
Una struttura di questo tipo non è presente in alcuna parte del territorio trentino.

I lavori sono terminati nei tempi previsti, ma la struttura non ha superato il collaudo nel luglio 2019, poiché nella parte centrale il solaio sottoposto alle prove di carico non ha passato il collaudo dei tecnici. Risulta che successivamente siano emerse ulteriori criticità, che hanno determinato uno stato deformativo della struttura, e che richiedono importanti interventi di rinforzo.

Da informazioni di stampa si apprende che il comune di Trento ha deliberato – senza la partecipazione al voto da parte dell’assessore allo sport, incompatibile perché una delle parti in causa sarebbe assicurata con la società di broker del figlio – di ricorrere per un accertamento tecnico preventivo per verificare lo stato della struttura e accertare “le ragioni dell’esito negativo della prova di collaudo e della mancata, inesatta, esecuzione dell’opera”.

Tale situazione aumenta il disagio che associazioni ed atleti hanno dovuto subire durante la fase dei lavori, anche per l’indisponibilità della sesta corsia della pista esterna.
Disagi peraltro aumentati nella fase dell’emergenza Covid prima per la chiusura del campo, poi per misure che ne hanno limitato l’accessibilità. Inoltre dal mese di giugno l’accesso alla pista è stato precluso per la previsione di lavori di rifacimento della pista stessa. A luglio avanzato tuttavia i lavori non risultavano ancora iniziati, con grossi disagi per i tanti atleti che dovrebbero utilizzarla.

 

*

Tutto ciò premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1) quale sia la situazione dal punto di vista giuridico e quale sia la posizione della Provincia;
2) cosa sia previsto, nelle more della definizione del contenzioso, al fine di consentire ad associazioni ed atleti di poter usufruire in maniera completa del campo Coni;
3) quali tempi sono previsti per i lavori di sistemazione della pista esterna e quando si preveda che il campo possa essere pienamente funzionale per gli atleti;
3) se sia previsto un rimborso parziale per gli atleti e le associazioni che – abbonati annualmente per l’accesso al campo – non hanno potuto usufruire del campo Coni nel periodo di chiusura a causa dell’emergenza Covid e dei lavori di sistemazione della pista; in caso di risposta negativa, se la Provincia, vista la rilevanza provinciale del campo, intenda promuovere presso l’ente gestore ed il comune di Trento tale rimborso.

A norma di Regolamento, chiedo risposta scritta.

 

*

i