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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * SANITÀ: « A PERGINE VALSUGANA ED A ROVERETO LE AUTO SANITARIE SONO INUTILIZZATE E FERME? »

AUTO SANITARIE INUTILIZZATE E FERME?
Nel sistema sanitario provinciale un ruolo assolutamente centrale è rivestito dai servizi di emergenza e di urgenza. Grazie anche all’elisoccorso, il Trentino può vantare dati di tutto rispetto in questo settore, dati che l’A.P.S.S. ha voluto implementare negli ultimi anni, dotando il territorio di alcune “auto sanitarie”, in modo tale da aumentare ancor più la qualità del servizio erogato.

Risulta però che durante l’emergenza Covid-19 tali “auto sanitarie” – o almeno quelle delle zone di Pergine Valsugana e Rovereto siano state fermate, probabilmente perché si voleva evitare l’esposizione del personale a possibili contagi. Terminato il “lockdown” però sembra che le “auto sanitarie”, sopratutto in quelle particolari geografie, siano rimaste ancora ferme e parcheggiate in magazzino ed a tale proposito, il Consigliere provinciale del Partito Denmocratico del Trentino Luca Zeni ha depositato oggi una specifica interrogazione per sapere i motivi di tale inutilizzo.

 

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Ill.mo Signor
Walter Kaswalder
Presidente del Consiglio provinciale
SEDE

Trento, 21 luglio 2020

Interrogazione n.
Autosanitarie lasciate inutilizzate a Pergine e Rovereto.

L’organizzazione del sistema dell’urgenza emergenza è tanto complessa quanto importante.
Nel tempo il Trentino è riuscito a migliorare tutti i suoi dati di esito in particolare grazie all’introduzione dell’elisoccorso, che ha consentito di accentrare sulle strutture hub, in particolare su Trento, tutti i casi più gravi, come infarti, ictus e politraumi, riducendo in maniera sostanziale i tempi di intervento. Fondamentale poi l’apporto sul territorio dei mezzi di soccorso, sia del 118 che delle associazioni convenzionate, che consentono di avere una copertura capillare in tutta la Provincia. In base ad una valutazione sui dati di copertura dei mezzi di soccorso nei diversi territori, negli ultimi anni l’Azienda sanitaria si è dotata di alcune autosanitarie, in modo da aumentare la qualità del servizio.
In particolare sulle zone dell’Alta Valsugana, della Vallagarina, delle valli di Fiemme e Fassa e della Val di Sole. In tal modo le ambulanze con i due operatori possono svolgere il loro lavoro, intervenendo su chiamate che possono avere gradi molto diversi di pericolosità per la salute dei pazienti chiamanti; nei casi più gravi può intervenire l’autosanitaria con medico e infermiere a bordo, libera di muoversi su tutto il territorio di riferimento a seconda della necessità.
Risulta che nella fase dell’emergenza per il covid-19 le auto sanitarie – perlomeno quelle di Pergine e Rovereto – siano state fermate, probabilmente perché, in un periodo di chiamate molto inferiori alla media ordinaria, a causa del lockdown, si voleva evitare di esporre 4 persone al possibile contagio, sottoponendole ad una procedura di sanificazione articolata.
Terminato il lockdown tuttavia si è tornati ad un volume di attività maggiore, ma pare che le auto sanitarie (mezzi attrezzati nuovi e costosi) siano rimaste inutilizzate parcheggiate in magazzino, e si sia ristabilita un’organizzazione che consente di far risparmiare probabilmente qualche infermiere. Tutto ciò premesso, interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:
1) se corrisponda al vero che le auto sanitarie a disposizione del 118 per Pergine e Rovereto – ed eventualmente altre – siano inutilizzate e da quanto tempo;
2) quali siano le ragioni di tale scelta organizzativa e se sarà protratta nel tempo;
3) se si intenda rivedere l’organizzazione del sistema dell’urgenza emergenza togliendo il supporto nelle valli del Trentino dell’auto sanitaria o se si intenda confermare questo servizio.

A norma di Regolamento, si richiede risposta scritta.
Distinti saluti.

avv. Luca Zeni

 

 

 

 

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Foto: di archivio