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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * RIMBORSI PROLUNGAMENTO ORARIO SCUOLA INFANZIA: « ANNUNCIATI E MAI PAGATI, QUANDO UNA DECISIONE? »

Lo scorso 21 aprile, la Giunta provinciale annunciava, con la solita enfasi, la sospensione dei termini per il pagamento dei servizi non usufruiti relativi al prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia. Al di là dei soliti toni paternalistici da un lato e trionfalistici dall’altro, la Giunta provinciale non faceva altro che formalizzare un’ovvietà, ovvero il non dovuto pagamento per un servizio non erogato. In quella circostanza poi il governo provinciale annunciava anche la prossima definizione delle procedure per il rimborso delle somme già versate per i suddetti servizi di prolungamento d’orario, relativamente all’anno scolastico 2019/2020.
A tutt’oggi di quei rimborsi non si sa assolutamente nulla.

Il Consigliere provinciale del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, ha quindi depositato oggi in Consiglio provinciale un’interrogazione specifica, per sapere se le modalità per i rimborsi sono state definite; come eventualmente verranno avvertite le famiglie interessate, oppure se non si fosse fatto ancora qualcosa entro quali tempi e con quali modalità la Giunta intende provvedere al rimborso, in un momento in cui le famiglie hanno necessità di liquidità.

Si allega il testo dell’interrogazione

 

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Interrogazione n. 
Rimborso per il prolungamento d’orario nella scuola annunciato in aprile: quando una decisione?

Il 21 aprile 2020 l’ufficio stampa della Provincia pubblicava un comunicato che annunciava la sospensione dei termini per il pagamento del servizio sul prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia:

“La chiusura delle strutture scolastiche imposta dalla pandemia che sta affliggendo il nostro paese ha costretto tutti a grandi sacrifici. In qualità di assessore all’istruzione – ha sottolineato l’assessore Bisesti – penso in particolare alle famiglie che oltre al problema sanitario devono far fronte alla quotidianità senza poter contare sui servizi educativi per i propri figli. La Provincia sta mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per attenuare queste difficoltà, sia dal punto di vista pratico che economico. A tale proposito ho proposto alla Giunta un provvedimento che sospenda i pagamenti per i servizi non usufruiti relativi al prolungamento d’orario per le scuole dell’infanzia” – ha concluso Bisesti.
In attesa del recepimento, da parte della Giunta provinciale, di una delibera dell’assessore all’istruzione Mirko Bisesti, che sospende fino al prossimo autunno i termini di pagamento degli importi dovuti dalle famiglie per l’iscrizione al servizio di prolungamento d’orario dei bimbi delle scuole dell’infanzia, il Servizio competente ha prorogato al 23 maggio i termini di versamento degli importi dovuti”.

Quindi, al di là dei toni enfatici, la giunta annunciava un provvedimento dovuto, ovvero la formalizzazione che le famiglie non avrebbero dovuto pagare per un servizio che non sarebbe stato effettuato. Il comunicato proseguiva poi con un’altra previsione:

“Nelle prossime settimane la Giunta definirà inoltre le procedure per la richiesta di rimborso parziale delle somme versate per i servizi di prolungamento d’orario relativamente all’anno scolastico 2019/2020 per i periodi di chiusura del servizio.

Ulteriori informazioni saranno pubblicate sul sito della scuola trentina all’indirizzo: www.vivoscuola.it .”
Quindi si annunciava un altro atto dovuto: se una famiglia aveva già effettuato il pagamento per il servizio di prolungamento di orario, ma ne ha potuto usufruire soltanto in parte perché poi è stato sospeso il servizio stesso, la Provincia avrebbe dovuto stabilire il rimborso di quanto pagato per un servizio non effettuato. Le modalità, si diceva in data 21 aprile, sarebbero state definite nell’arco di alcune settimane.

Tuttavia, scorrendo il sito www.vivoscuola.it , si può trovare conferma della sospensione dei pagamenti, ma non si trovano riferimenti alle procedure di rimborso per chi avesse già pagato.

 

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Tutto ciò premesso,  interrogo il presidente della Provincia e l’assessore competente per sapere:

1) Se la giunta abbia definito le modalità per i rimborsi per le famiglie che avessero pagato il servizio di prolungamento di orario per le scuole dell’infanzia ma non hanno potuto, almeno parzialmente, usufruire del servizio;

2) in caso di risposta affermativa al punto 1), con quali modalità si intende informare le famiglie interessate;

3) in caso di risposta negativa al punto 2), se non si ritenga che oltre tre mesi siano un tempo molto lungo per definire le modalità di rimborso, soprattutto in una fase economica delicata per imprese e famiglie, che necessiterebbero di un’amministrazione tempestiva rispetto ai pagamenti, e con quale tempistica si intenda deliberare.

A norma di Regolamento, richiedo risposta scritta.

Distinti saluti

avv. Luca Zeni