Fanno rabbrividire le affermazioni di un esponente leghista regionale, già candidato al Parlamento europeo nel 2019, il quale sulla propria pagina facebook afferma testualmente: “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista.”

Si tratta di una frase che non lascia adito ad interpretazioni di sorta, anche se il suo autore si è affrettato a dare la colpa agli avversari per le “malevole” interpretazioni delle sue parole. Non c’è nessun bisogno di interpretare alcunché e quella frase è uno dei tanti indicatori del fondale “culturale” sul quale si costruisce la proposta sovranista e nazionalista di un “salvinismo” che è sempre più estremismo razzista e suprematista.

La nostra terra è storicamente luogo di incontro e di dialogo e le Istituzioni dell’autonomia speciale debbono quindi prendere una posizione netta, dicendo chiaramente se condividono o meno simili espressioni d’odio. In questa direzione va anche l’interrogazione depositata oggi dal Consigliere del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, che interroga la Giunta provinciale ed il Presidente del Consiglio provinciale per conoscere la loro posizione istituzionale rispetto alle affermazioni citate.

 

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E’ notizia di queste ore la pubblicazione sulla propria pagina Facebook di un esponente leghista regionale, già candidato al Parlamento europeo per la lista “Lega Salvini” nell’anno 2019, il quale afferma testualmente: “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile.”
Francamente si tratta di opinioni che si commentano da sole, se fossero espressione individuale di qualcuno nostalgico di passati regimi dichiaratamente fondati sul razzismo, ma sono invece parte non irrilevante di un pensare che sembra fare proselitismo facile e demagogico proprio puntando sull’intolleranza e l’odio razziale ed è questo che risulta “inaccettabile in una società civile.”

Da troppo tempo assistiamo in questo Paese – ed anche purtroppo nei nostri territori – ad una costante crescita di fenomeni legati alla discriminazione ed alla contrapposizione razziale, al punto che il Partito Democratico del Trentino ha avvertito il dovere, negli scorsi mesi, di presentare un disegno di legge provinciale istitutivo di un “Osservatorio sulle discriminazioni, l’intolleranza e l’odio”, con lo scopo di monitorare e combattere ogni spinta contraria ai principi dell’umanità e dell’uguaglianza, spinta che oggi pare albergare sempre più dentro alcune correnti politiche che si rifanno al sovranismo ed al nazionalismo più spinti e beceri. Quel disegno di legge, assegnato alla V.a Commissione legislativa del Consiglio provinciale ancora nel gennaio scorso, attende ora il suo naturale iter, nella convinzione dell’utilità di un simile strumento di monitoraggio e controllo delle sempre possibili derive pericolose che si celano dietro tali delicate tematiche.

Di fronte però all’ennesima affermazione di una cultura suprematista ed evidentemente razzista è necessario capire dove e come si schierano anche le Istituzioni dell’autonomia provinciale guidate, in questa fase, dallo stessa forza politica alla quale si rifà l’autore di simili affermazioni.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale ed il Presidente del Consiglio provinciale per sapere:

– se tali Istituzioni sono a conoscenza della notizia riportata in premessa, notizia che riguarda anche il nostro territorio, posto che il suo autore si è candidato a rappresentarlo in sede europea;

– se condividono i contenuti della stessa o se ritengono doveroso prenderne le distanze;

– se intendono promuovere qualche iniziativa immediata volta al contrasto delle culture dell’odio razziale.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

 

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avv. Luca Zeni