INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL DEL TRENTINO, WALTER ALOTTI

Focus su: Bilancio Pat - Partecipate Pat - Concertazione Sindacati

Con una recente delibera, la n. 1647 del 23 ottobre 2020, la Giunta provinciale ha disposto il riconoscimento del rimborso delle spese di viaggio, pasti e pernottamento anche ai collaboratori dei presidenti dei musei provinciali, quand’essi accompagnano appunto i presidenti in missioni istituzionali.

Trattandosi di una decisione assai curiosa e che pare motivata dalla richiesta dei presidenti dei musei provinciali che hanno rinunciato ai loro compensi, il Consigliere provinciale del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, ha presentato una interrogazione per sapere quali presidenti hanno formulato tale richiesta; come mai la stessa è stata redatta, posto che i collaboratori assunti sono parificati ai dipendenti pubblici e quindi possono usufruire dell’indennità di missione operando fuori sede; quanti collaboratori ci sono per ogni presidente di museo provinciale ed, infine, quali voci di rimborso non sarebbero ricomprese per i presidenti dei musei, tanto da comportare la delibera approvata dalla Giunta provinciale.

 

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Interrogazione n.
RIMBORSI SPESE E MUSEI PROVINCIALI

Nella seduta dello scorso 23 ottobre, la Giunta provinciale ha approvato, fra le altre, anche la deliberazione n. 1647, avente per oggetto: “Modifica della deliberazione n. 384 del 2 marzo 2012 avente ad oggetto: determinazione dei compensi spettanti ai componenti del consiglio d’amministrazione, del collegio dei revisori dei conti e del comitato scientifico dei musei provinciali”.

Apparentemente si tratta di un normale atto amministrativo, ma ad una lettura del documento alcune curiosità vengono in superficie subito. La deliberazione n.1647 infatti va a modificare la precedente delibera della Giunta provinciale dell’anno 2012 con la quale appunto si stabiliscono i compensi per i vertici dei musei provinciali e tale scelta viene adottata, nelle premesse dell’atto, sulla base di una “richiesta espressa di alcuni Presidenti degli enti museali” che non percepiscono – per loro libera scelta – alcun compenso e che chiedono invece il rimborso delle spese sostenute per pasti, pernottamenti e spese di viaggio.

Fin qui nulla di anormale ed anzi l’istanza può essere condivisa, proprio perché a monte poggia sulla rinuncia al compenso spettante, ma ciò che incuriosisce è invece la richiesta contestuale di adottare tale possibilità di rimborso spese “anche per i propri collaboratori, ove direttamente coinvolti dal Presidente stesso nelle attività istituzionali dell’ente” e fino ad una misura massima annua pari ad euro 8.000,00.=.

Francamente si tratta di una questione piuttosto originale. Infatti non si comprende perché i collaboratori dei presidenti dei musei debbano ottenere un trattamento diverso da quello di tutti gli altri lavoratori, posto che muovendosi “in missione”, cioè fuori dall’ambito normale di lavoro, possono ottenere, come tutti i lavoratori, i benefici rientranti nella normale indennità di missione e quindi non dovrebbero necessitare di ulteriori riconoscimenti economici, oppure i musei provinciali sono pianeti estranei alla galassia della contrattazione collettiva di lavoro del settore ed allora tutto assume caratteri diversi.

 

Alla luce di queste considerazioni e nella convinzione che i Presidenti dei musei provinciali non siano sempre in movimento, si chiede alla Giunta provinciale di sapere:

– quali siano i Presidenti degli enti museali provinciali, che sono solo quattro ovvero: “Castello del Buonconsiglio, Monumenti e Collezioni provinciali” – “Museo delle Scienze” – Museo degli Usi e Costumi della gente trentina” e “Museo d’Arte Moderna e Contemporanea”, che hanno richiesto alla Provincia quanto riassunto in premessa;

– sulla base di quali motivazioni tecniche è stata avanzata l’istanza di cui al punto precedente, con particolare riguardo ai collaboratori dei singoli Presidenti;

– quanti e quali sono i collaboratori per ogni singolo Presidente degli enti museali prima richiamati e quali funzioni ricoprono gli stessi;

– posto che non risultano escluse attuali forme di rimborso delle spese vive per i Presidenti degli enti museali provinciali, così come novellato dalla deliberazione n. 384 d.d. 02.03.2012, quali voci non sarebbero ammesse a tale rimborso necessitando quindi di un intervento deliberativo della Giunta provinciale in proposito, come quello previsto dalla deliberazione n. 1647.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.
Distinti saluti.

avv. Luca Zeni