Al fine di trovare una spiegazione logica alla scandalosa decisione della Giunta provinciale di rinuncia dell’imponente somma di un milione di euro per progetti di integrazione per stranieri residenti sul territorio nazionale, il Consigliere provinciale del Partito Democratico Luca Zeni ha provato ad approfondire i vari passaggi tecnico-amministrativi legati a tale progetto finanziato dall’Unione Europea.

Ha così scoperto che la Giunta provinciale sembra aver mentito sia in relazione alle ragioni che l’hanno spinta ad una simile scellerata scelta, sia per quanto attiene le prospettive del progetto stesso, dichiarando la necessità di “capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati”, quando in realtà la rinuncia è stata voluta dalla Giunta provinciale per “ridimensionare le attività di integrazione”, come risulta dagli atti ufficiali, al fine di vantarsene poi davanti al popolo di Pontida.

Mentre la Giunta provinciale dichiarava di voler approfondire i progetti in questione, in realtà non ha avviato mai alcun approfondimento nei ben dieci mesi del suo governo e non pare più possibile tornare indietro, come aveva ipotizzato il Presidente Fugatti, forse accortosi di aver esagerato nella lotta leghista allo straniero.

 

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Interrogazione a risposta scritta n.

Rinuncia da parte della giunta provinciale di 1 milione di euro finanziati dal Ministero dell’Interno per progetti di integrazione per stranieri residenti: perché il Presidente Fugatti ha mentito rispetto alle ragioni e alle prospettive?

Premesso che

  1.  l’art. 17 della legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2 che al comma 1 stabilisce: “La Provincia partecipa alle iniziative finanziate dall’Unione europea, e in particolare accede ai fondi strutturali costituiti dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e dal Fondo sociale europeo (FSE) nell’ambito della politica di coesione per gli anni 2014-2020, e partecipa a programmi e progetti promossi dall’Unione europea, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni europee e statali in materia nonché da quest’articolo”;
  2.  l’Avviso pubblico multi-azione n. 1/2018 disciplinava la presentazione di progetti da finanziare a valere sul Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020 – OS2 Integrazione/Migrazione legale – ON2 Integrazione – per il consolidamento dei Piani d’intervento regionali per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi;
  3. la Provincia autonoma di Trento ha presentato, in qualità di capofila, due progetti, finanziati con contributo dell’Unione europea a carico del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 nella misura massima del 50% delle spese ammissibili e per la quota residua del 50% a carico dello Stato italiano: il progetto “Impact” ed il progetto “A++ Italiano di base”;
  4. il progetto “IMPACT” ha l’obiettivo di contribuire alla crescita della coesione sociale della comunità attraverso azioni che equiparino, in termini di efficacia della formazione, di accesso alle opportunità e di maturazione del senso di responsabilità sociale, i cittadini di origine immigrata agli autoctoni, mentre il progetto “A++ Italiano di base” si concentra sulle competenze linguistiche;
  5. con nota del 10 luglio 2018 dell’Autorità responsabile del FAMI 2014-2020 approvava il progetto presentato dalla Provincia autonoma di Trento “IMPACT” PROG-2355 per un importo massimo ammissibile pari a euro 538.000,00, ed il progetto “A++ ITALIANO DI BASE” PROG-2579 per un importo pari a euro 491.130,76;
  1. la Provincia Autonomia di Trento con delibera 1608 del 7 settembre 2018 ha approvato il progetto “Impact”, mentre non è stata adottata la delibera di approvazione per il progetto “A++ Italiano di base”;
  2. ad inizio settembre 2019 si diffondeva la notizia che la giunta provinciale avrebbe rinunciato alle risorse ottenute per finanziare i due progetti;
  3. nel corso della seduta del Consiglio provinciale del 10 settembre 2019, in risposta ad una question time del capogruppo del Partito Democratico Giorgio Tonini, il Presidente Fugatti rispondeva che “il dipartimento ha avviato la rinuncia del progetto finanziato per metà dall’UE e per metà dallo Stato, perché si tratta di capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati. Sono comunque risorse dei cittadini e vanno valutate fino in fondo, ma alla fine non è detto che non possano essere ripristinati i progetti. Ma la direzione della della Giunta è quella di valutare l’efficacia e l’efficienza dei progetti”;
  4. con nota del 5 settembre 2019 (prot. Pat 550561), lo scrivente consigliere presentava richiesta di accesso agli atti per ottenere copia delle lettere con le quali la Provincia rinunciava ai due progetti;
  5. le due lettere, a firma del dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali, sono indirizzate al Ministero dell’Interno (per il Prog-2579 A++ Italiano di base”) e al Dirigente del Servizio Europa (per il Prog-2355 Impact).

In entrambe le lettere la motivazione alla rinuncia è la medesima: “Su indicazione del Presidente della Provincia autonoma, competente in materia di immigrazione, e in coerenza con le scelte dell’attuale Giunta provinciale di ridimensionamento delle attività di integrazione, questo Dipartimento deve rinunciare a realizzare il progetto di cui all’oggetto”.

Le lettere poi divergono, a causa del diverso stato di avanzamento dell’iter previsto per la realizzazione dei progetti:

– A++ Italiano di base: non essendo ancora stato deliberato dalla giunta il progetto, il quale è stato finanziato ma le risorse ancora non incassate dalla Provincia, ci si rivolge al Ministero dell’Interno con una domanda: “Si rimane in attesa di conoscere se sia sufficiente la presente comunicazione per la rinuncia o se la medesima debba essere formalizzata con eventuali ed ulteriori adempimenti amministrativi”;

– Impact: si da mandato al dirigente del Servizio Europa di procedere con la rinuncia, ricordandogli che si è già incassato il 60% dei 538.000 euro del progetto, e che devono essere restituiti. “Si chiede gentilmente di predisporre i necessari provvedimenti di rinuncia, che prevede anche la restituzione dell’avvenuto anticipo del 60% e di comunicare la decisione al Ministero dell’Interno”;

  1. le due lettere sono quindi cristalline nella loro formulazione: il dipartimento deve rinunciare per una esplicita e precisa scelta politica della giunta leghista, che ha deciso di “ridimensionare le attività di integrazione”. Altrettanto chiara è la comunicazione che arriva al Ministero dell’Interno: la Provincia di Trento rinuncia al finanziamento. In alcuna delle due lettere si trova traccia di una qualche volontà di prendere tempo, di voler approfondire i progetti e le loro ricadute. In alcun modo traspare anche solo lontanamente una qualche volontà di utilizzo successivo dei fondi;
  2. non si è a conoscenza di procedure per poter riottenere risorse di questo tipo dopo avervi rinunciato;

 

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per conoscere:

1.    Se la volontà della giunta leghista era di approfondire i progetti in questione, come dichiarato nell’aula del Consiglio provinciale, perché non è stato svolto tale approfondimento nel corso dei 10 mesi (300 giorni, quasi un anno), successivi alle elezioni provinciali?

2.    Se era a conoscenza che i progetti erano ancora da definire nel dettaglio, e che quindi in sede di attuazione la giunta avrebbe potuto intervenire per adattarli, per renderli più efficaci, ad esempio con qualche rudimento di lingua dialettale trentina, utile per le migliaia di badanti che accudiscono gli anziani trentini o per le migliaia di lavoratori che costruiscono le case per i trentini nell’edilizia, o che raccolgono la frutta trentina nelle campagne trentine;

3.    Se sia possibile, ed in virtù di quale disposizione statale, per la Provincia, qualora la giunta lo richiedesse, riottenere le risorse alle quali ha rinunciato?

4.    In caso di risposta negativa al punto 3, per quale motivo ha mentito in sede istituzionale nel corso di un question time, affermando che la rinuncia è stata fatta per “capire se queste risorse sono davvero utili per la comunità e per i soggetti interessati”, motivazione della quale non c’è traccia nelle lettere di rinuncia, e affermando che alla fine della valutazione “non è detto che non possano essere ripristinati i progetti”.

5.    Se, anche in virtù dell’art. 17 della legge provinciale 16 febbraio 2015, n. 2 comma 1, non si ravvisi una responsabilità erariale in capo alla giunta provinciale, sanzionabile dalla Corte dei Conti.

A norma di Regolamento, si chiede risposta scritta.

Distinti saluti

                                                                                                       – avv. Luca Zeni –

 

 

Zeni

 

20190916 rinuncia 1 milione F