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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * MEDIOCREDITO: « QUALE MOTIVAZIONE HA SPINTO LA GIUNTA PROVINCIALE AD AFFIDARE LA PRESIDENZA AD UNA PERSONALITÀ ESTRANEA AL TERRITORIO? »

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota inviata all’Agenzia Opinione) – Dopo mesi trascorsi all’insegna della grande enfasi sul nuovo ruolo territoriale, disegnato dal Presidente della Giunta provinciale per il “Mediocredito Investitionsbank Trentino Alto-Adige/Südtirol”, tutto sembra essersi risolto, per il Trentino, nell’ennesima “vittoria di Pirro”.

A lungo la Giunta provinciale ha tuonato contro il credito cooperativo trentino; a lungo ha assicurato che la nostra provincia avrebbe mantenuto le principali posizioni di vertice nell’istituto di via Paradisi; a lungo è stata data per scontata la vendita delle quote della Provincia autonoma di Bolzano a quella di Trento, poi i fatti hanno dimostrato tutta l’inconsistenza di tali dichiarazioni. Infatti, il credito cooperativo trentino è stato marginalizzato per far posto a quello sudtirolese; al vertice dell’istituto è arrivato un nome assolutamente indiscutibile ma che ben poco ha a che fare con il nostro territorio ed infine Bolzano, non solo si è tenuta le sue quote societarie, ma possiede adesso la maggioranza del pacchetto azionario.
Un risultato eccellente insomma, soprattutto per…..Bolzano.

A fronte di questa situazione, il Consigliere del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, ha depositato oggi un’interrogazione per sapere i motivi dell’improvvisa decisione di affidare la presidenza ad una personalità estranea alla nostra realtà; cosa intende fare la Provincia, stante la situazione effettiva di “minoranza” nella quale si trova, per orientare la “governance” della banca in favore dell’economia locale ed, infine, come potrà la Giunta provinciale “tenere legato Mediocredito al sistema cooperativo trentino”, dopo aver fatto di tutto per marginalizzarlo.

 

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Interrogazione n.

TERRITORIO, COOPERAZIONE E NUOVO MEDIOCREDITO

Dopo un lungo e complesso percorso politico, non esente anche da qualche conflittualità in ambito trentino, finalmente la Giunta provinciale ha scelto le personalità di sua competenza per la composizione della “governance” del “Mediocredito Investiotionsbank Trentino Alto-Adige/Südtirol” e fra essi anche la figura del nuovo presidente dell’istituto, individuandolo nella prestigiosa ed autorevole figura del prof. Rainer Masera.

Sotto la sfavillante patina delle dichiarazioni ufficiali, pare che questo risultato sia il frutto di un articolato processo di mediazioni, entro il quale la politica ha giocato un ruolo primario, come peraltro le spetta, sia sul piano locale come su quello nazionale. Infatti, è una scelta prettamente politica quella di dar corso ad un processo di rimodulazione del ruolo della storica banca di investimenti regionale, avviando la trasformazione della stessa in una sorta di polo territoriale del credito e attribuendo al medesimo profili che già furono in passato, ad esempio, della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto prima e del sistema creditizio cooperativo poi.

Ovviamente questo progetto comportava, a detta della Giunta provinciale e fra molte altre implicanze, il mantenimento della posizione di vertice in capo al Trentino, proprio per dare un significato ulteriore all’idea di “banca territoriale”, pur slegando tale nomina dal mondo cooperativo che, per molti anni, aveva espresso questa figura.

Al di là dell’incomprensibile disegno di indebolimento del settore cooperativo che pare essere perseguito da questa Giunta provinciale, in perfetta antitesi con quanto accade a nord di Salorno dove invece il credito cooperativo ricopre un ruolo centrale, la volontà della Giunta, più volte palesata anche pubblicamente dal Presidente e da alcuni Assessori della stessa, sembrava quindi essere quella di affidare la presidenza della banca ad “una figura del territorio trentino”, non secondariamente con lo scopo di valorizzare e sviluppare i rapporti con l’area veneta. E così, con puntuale coerenza, il Presidente Fugatti ha improvvisamente nominato il prof. Masera, che ha un profilo professionale, accademico e culturale unanimente riconosciuto ed è figura al di sopra di ogni polemica politica, ma che non sembra possedere quei requisiti di territorialità che, fino a pochi giorni fa, sembravano indispensabili.

Da quest’ennesima prova di scarsa attenzione nel perseguire strategie politiche di media e lunga deriva, ne esce un po’ ammaccata, ancora una volta, la nostra autonomia speciale sottomessa a logiche nazionali – posto che la nomina del prof. Masera non sarà probabilmente scaturita in una delle “caneve” di Avio, tanto care al Presidente Fugatti – ma anche costretta a subire l’apertura di possibili nuovi canali di penetrazione in Trentino dell’aggressiva imprenditorialità veneta e friulana, attraverso quel disegno di ampia “collaborazione a nord-est”, più volte vagheggiato dalla Giunta provinciale. Ma non basta.

Il nuovo presidente di Mediocredito probabilmente non potrà, per ovvie ragioni, vivere quotidianamente la banca ed il territorio provinciale e regionale, non foss’ altro per la mole dei suoi impegni professionali ed accademici che lo obbligano altrove e quindi il presidio locale verrà vigilato e controllato, prevedibilmente, dal suo vice, espressione diretta della maggioranza azionaria della banca che è in mano al credito cooperativo sudtirolese ed ai suoi interessi. Va infatti rammentato come nei patti parasociali sottoscritti recentemente si prevede la presidenza del comitato esecutivo in capo al “sistema Raffeisen”, quale riprova quindi del ruolo residuale rivestito dal Trentino nell’interno dei meccanismi di “governance” della banca. Non c’è che dire: un risultato perfetto!
Se infatti l’obiettivo politico era quello di dar vita ad una banca d’investimenti per il territorio trentino e le sue imprese sembra che l’obiettivo non sia stato centrato affatto, al di là delle altisonanti dichiarazioni, peraltro solitarie, del Presidente Fugatti.

Ne è consapevole anche lo stesso Presidente, il quale, cogliendo seppur in ritardo ed ormai inutilmente le dimensioni dell’angolo nel quale l’imperizia ha collocato il Trentino, sprona a non aver “paura di guardare oltre il confine”, senza peraltro precisare cosa significhi un tale invito. Forse che qui non c’erano figura professionali all’altezza? Forse che il destino della banca è quello di entrare in più vasto meccanismo legato al cosidetto “Triveneto”? Forse che tutto questo pasticcio preluda ad una “svendita” di Mediocredito al miglior offerente?

Inoltre, se la Giunta provinciale ha deciso di puntare la sua rappresentanza sulle categorie economiche, rinunciando per insondabili ragioni a più vasti coinvolgimenti del credito cooperativo, gli amici di Bolzano hanno invece deciso, all’opposto, di affidarsi massicciamente al “sistema Raiffeisen” e quindi al proprio territorio. Si tratta di una evidente discrasia che mina ulteriormente i già fragili rapporti sul versante regionale e rischia di indebolire, ancor più, la posizione del Trentino e della sua autonomia, marginalizzata in forza dei numeri e della coesione delle rappresentanze e degli obiettivi politici istituzionali.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

– quale motivazione ha spinto improvvisamente la Giunta provinciale ad optare per l’indicazione di una presidenza slegata dal territorio e con quali modalità è maturata la nomina del prof. Masera;

– stante la situazione di netto sbilanciamento del pacchetto azionario dell’istituto bancario in favore della componente sudtirolese, cosa intende fare la Giunta stessa, attraverso la nuova “governance”, per orientare concretamente la promozione ed il sostegno dell’economia trentina;

– se, come sostiene pubblicamente il Presidente Fugatti (vedi “L’Adige” pag. 8 d.d. 23.04.2021) c’è un dialogo aperto con la Cooperazione ed esiste la volontà di “tenere legato Mediocredito al sistema cooperativo”, come potrà realizzarsi questa volontà posto che si è perseguita fin qui una progressiva marginalizzazione del credito cooperativo in Mediocredito.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

 

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avv. Luca Zeni