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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * INAUGURAZIONE RESTAURO PALAZZO SERACINI: « LE SPESE PER LA CERIMONIA SONO STATE POSTE IN CARICO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE? »

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10.12 - giovedì 28 novembre 2019

Nei giorni scorsi, con una fastosa cerimonia, è stata inaugurato il restauro di palazzo Seracini – Cresseri in via Manci a Trento, sede della S.A.T., con un evento denominato “Un vicolo, due palazzi” che aveva l’intento di far conoscere al grande pubblico il suddetto palazzo, con l’occasione, anche l’adiacente vicolo ed il palazzo Trentini, sede del Consiglio provinciale, che sta sull’altro lato del vicolo della S.A.T.

Fin qui nulla da eccepire, se non che la cerimonia, con annesso ricco invito cartonato, prezioso buffet e brindisi vari, risulterebbe tutta a carico della Presidenza del Consiglio provinciale. Il Consigliere del Partito Democratico Luca Zeni ha quindi presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio provinciale per sapere quali ragioni giustificano una simile spesa, mentre la Giunta provinciale richiama alla riduzione delle spese di rappresentanza, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di strutture, sia il palazzo come il vicolo, di proprietà privata e che nulla hanno a che vedere con le pubbliche istituzioni.

 

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In allegato l’interrogazione depositata.

 

Interrogazione n.
MA QUANTO MI COSTI?

Negli scorsi giorni – e con un certo clamore mediatico – il centro storico di Trento ha ospitato un evento culturale di pregio, sotto l’originale titolo di “Un vicolo, due palazzi” ed attraverso il quale si è inaugurato ufficialmente l’avvenuto restauro conservativo di palazzo Seracini – Cresseri, sede di proprietà della Società Alpinisti Tridentini.

Si è indubbiamente trattato di una proficua occasione per aprire le porte di una proprietà privata alla fruibilità pubblica, per quanto momentanea, coinvolgendo in quest’ambito anche l’adiacente “vicolo della S.A.T.”, anch’esso peraltro di proprietà privata e che in passato probabilmente ospitava una delle tante rogge confluenti nel fiume Adige che scorreva nell’attuale via Torre Verde, mentre oggi costituisce di fatto una sorta di “interruzione architettonica” fra il suddetto palazzo Seracini – Cresseri e palazzo Trentini, attuale sede di proprietà pubblica del Consiglio della Provincia autonoma di Trento.

Per l’occasione quindi anche palazzo Trentini è rimasto aperto al pubblico, in contemporanea con palazzo Seracini – Cresseri, ospitando fra l’altro anche l’immancabile brindisi inaugurale accompagnato, a quanto risulta, da un ricco buffet.
Fin qui la cronaca degli accadimenti succedutisi lo scorso 22 novembre in via G. Manci a Trento, addirittura chiusa per l’occasione alla circolazione, con un variegato contorno di discorsi ed interventi di autorità pubbliche e di privati, sotto l’occhio attento e vigile di telecamere e cronisti ai quali, stando allo cronache, nulla sembra sfuggito.

Eppure qualcosa, nella pur lodevole iniziativa, pare stonare. Non si comprende infatti come mai, per quanto rilevante, un evento privato promosso da un ente privato dentro immobili e spazi privati debba essere finanziato dall’ente pubblico, se è vero, come risulta all’interrogante, che le spese per la cerimonia e per il conseguente buffet sono state tutte poste a carico della Presidenza del Consiglio provinciale. Certo che il legame giustificatorio, per quanto debole, può essere rappresentato dall’apertura al pubblico anche di palazzo Trentini, ma va rammentato come lo stesso palazzo, nell’arco dell’anno, risulta essere più e più volte aperto alla pubblica fruizione in via straordinaria, come ad esempio nel caso della “Giornata dell’autonomia” ed in via ordinaria ogni sabato mattina, come recita la targa posta all’ingresso dell’immobile stesso, senza per questo che ciò debba comportare spese di rappresentanza in capo all’istituzione consiliare. Pare inoltre poco credibile che la S.A.T., con i suoi oltre ventiseimila soci che ogni anno versano circa cinquanta euro a testa, si sia prestata ad un discutibile accordo di visibilità politica in cambio di un buffet ed un brindisi, perché, se così fosse, qualche dubbio sulla solidità finanziaria dell’ente potrebbe pur farsi strada.

Quindi, in buona sostanza, il Consiglio provinciale ha pagato spese che, a parere dell’interrogante, appaiono del tutto improprie ed ingiustificate e sulla cui e finalità natura sarebbe interessante conoscere l’opinione degli Organi di controllo amministrativo e contabile, anche in considerazione, come prima ricordato, che lo stesso vicolo posto fra i due immobili di pregio ed anch’esso oggetto della cerimonia inaugurale come si evince dal fastoso cartoncino di invito all’inaugurazione, è di proprietà privata come testimoniato dalle porzioni della particella edificiale n. 837/8, che corrisponde appunto al”vicolo della S.A.T.” e risulta essere di proprietà rispettivamente di: porzione 1 S.A.T.; porzione 2 Magazzini Europa Nicolodi; porzione 3 Nicolodi Lorenzo; porzione 4 Cristina e Lorenzo Nicolodi; porzione 5 Magazzini Europa Nicolodi; porzione 6 Magazzini Europa Nicolodi; porzione 7 Nicolodi Lorenzo e porzione 8 Magazzini Europa Nicolodi. Solo il tratto finale e conclusivo del vicolo, rispondente alla particella edificiale n. 841/3, è in parte pubblico perché la porzione 1 risulta essere intestata a Magazzini Europa Nicolodi, mentre solo le porzioni 2 e 3 sono intestate alla Provincia autonoma di Trento.

 

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Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere:

– se corrisponde al vero la notizia secondo la quale le spese per la cerimonia di inaugurazione dell’evento denominato “Un vicolo, due palazzi” sono state poste in carico alla Presidenza del Consiglio provinciale ed eventualmente con quali motivazioni posto che l’evento stesso risulta prevalentemente promozionale di proprietà private;

– nel dettaglio quali sono tali spese ed a quanto ammontano per ogni voce singola, nonché se fra le stesse risulta anche la stampa dell’invito all’inaugurazione;

– quali altre spese sono state sostenute eventualmente dal Consiglio provinciale per l’evento richiamato in premessa e rubricabili come spese ordinarie (es. costi di copertura video a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio provinciale; ore di lavoro straordinario del personale dipendente dal Consiglio provinciale ecc.);
– se, in futuro, il Consiglio provinciale intende finanziare altri eventi privati consimili e quali criteri si utilizzeranno se dovessero pervenire richieste in tal senso.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

– avv. Luca Zeni –

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