CONSIGLIO PROVINCIA AUTONOMA TRENTO - CORECOM

Intervento del Presidente Marco Sembenotti

(Comitato per le Comunicazioni del Trentino)

L’originale decisione del Presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder di interdire l’ingresso dei giornalisti e degli operatori della comunicazione nelle aree adiacenti all’aula del Consiglio provinciale e segnatamente nella buvètte della stessa trova un suo fondamento probabile nell’emergenza antipandemica, quasi che i giornalisti accreditati presso il Consiglio provinciale fossero degli “untori” manzoniani, dei “monatti” ormai immuni ma pronti a diffondere il contagio con la loro presenza in un luogo così delicato per le magnifiche sorti di questa terra. E così viene loro vietato avvicinarsi ai Consiglieri, contattarli, scambiare opinioni, in nome di una sicurezza che appare invece come attacco alla libertà da parte di un presidente ormai delegittimato dal suo stesso agire.

Per capire i motivi delle decisioni presidenziali, il Consigliere del Partito Democratico del Trentino, Luca Zeni, ha depositato oggi un’interrogazione in Consiglio provinciale chiedendo di sapere su quali basi scientifiche appoggia la decisione di interdizione nei confronti dei giornalisti; su quale fondamento giuridico si applica questa sorta di censura e su quali punizioni potrebbero essere comminate a chi contravviene a tali disposizioni, alla faccia delle democrazia e della libertà di informazione.

 

 

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Trento 5 agosto 2020

Egr. Sig.
WALTER KASWALDER
Presidente Consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione n.
DAGLI ALL’UNTORE

Con una decisione assolutamente originale, il Presidente del Consiglio provinciale sembra aver disposto l’impossibilità di accesso all’area della cosiddetta “buvètte”, prospicente all’Aula dove si tengono le sedute dell’Assemblea legislativa, per i giornalisti e gli operatori della comunicazione, in nome di una non ben chiarita “sicurezza sanitaria”, lasciando peraltro invariata la possibilità di accesso alla suddetta “buvètte” per i collaboratori dei singoli Consiglieri, per i funzionari e gli addetti ai servizi d’aula e per i giornalisti dell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale.

E’ evidente che il Presidente Kaswalder possiede doti medico-sanitarie eccezionali, se non addirittura capacità divinatorie, in base alle quali stabilire chi è a rischio e chi non lo è, anche dentro singole categorie di lavoratori. In altre parole, si impedisce ai giornalisti l’accesso ai Consiglieri anche nelle adiacenze dell’emiciclo sapendo evidentemente che questo particolare gruppo sociale è, di per sé, portatore di infezione tranne per coloro che, pur appartenendo alla categoria, non lavorano nei giornali o negli altri mezzi di comunicazione, ma solo nell’Ufficio stampa del Consiglio provinciale.
Divieto quindi di avvicinamento. E se per caso l’incontro fortuito fra un Consigliere ed un giornalista “untore” avviene sulle scale o nell’atrio posto a piano terra del palazzo regionale? Si tratta di adiacenze e quindi scattano i meccanismi della censura sanitaria presidenziale, oppure no? E se, sempre per caso, uno o più Consiglieri incontrano gli stessi giornalisti non ammessi alla “buvètte” in piazza, in strada o in altro luogo più o meno chiuso, com’è da considerarsi tale incontro, probabilmente clandestino?

Ma non è tutto qui. Cosa avverrebbe infatti se un giornalista “untore”, pur senza indossare i prescritti abiti del “monatto” manzoniano, si avventurasse nella mitica “buvètte”, magari travestito da “ficus beniaminus”, per carpire scambi segreti di informazioni riservatissime fra i Consiglieri o per registrare le sempre autorevoli opinioni del Presidente del Consiglio sul ruolo di opposizioni e maggioranze? Quale punizione lo attenderebbe? L’esclusione dal contatto con la politica per un periodo di tempo limitato oppure l’espulsione da ogni sito istituzionale o magari la fustigazione sulla pubblica piazza effettuata con l’uso degli emendamenti ostruttivi?

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente del Consiglio provinciale per sapere:
– sulla scorta di quali informazioni medico-sanitarie, probabilmente ignote a tutti gli altri Consiglieri, ha adottato la scelta di interdire gli spazi adiacenti all’emiciclo o se vi sono altre motivazioni alla base di una tale incredibile scelta;
– sulla base di quale fondamento giuridico si viene ad applicare questa nuova forma di censura della stampa;
– quali forme di reazione punitiva sono previste nel caso di non rispetto delle improbabili disposizioni sopra cennate;
– se ritenga compatibile con un esercizio serio della democrazia la somma degli atteggiamenti persecutori nei riguardi dell’informazione messi in atto da lui stesso durante questa Legislatura.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

Luca Zeni