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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * DIPENDENTI PAT: « QUALI PROIEZIONI DI COSTO SONO STATE FATTE PER COPRIRE LE NECESSITÀ DI PERSONALE PER IL FABBISOGNO IMMEDIATO E TRIENNALE DELLA PROVINCIA? »

Il nodo della carenza del Personale della Provincia e degli enti locali del territorio è al centro di una articolata interrogazione presentata oggi dal Cons. Luca Zeni del Partito Democratico del Trentino. Prendendo spunto dal recente dibattito pubblico sulla questione dell’evidente sottodimensionamento delle Strutture provinciali, il Cons. Zeni chiede alla Giunta provinciale di identificare le emergenze più macroscopiche sia per quanto riguarda la Provincia come gli altri enti locali; di ripensare al meccanismo di assunzione diretta e senza concorso alcuno del 20% dei dirigenti provinciali; di dotarsi di strumenti programmatori adeguati ed, infine, di indicare dove la Giunta stessa reperirà i fondi necessari per un serio piano di assunzioni, capace di affrontare la mole dei pensionamenti e di non imporre chiusure o forti limitazioni agli Uffici periferici.

 

 

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Trento, 6 agosto 2019

Egr. Sig.
rag. WALTER KASWALDER
Presidente Consiglio provinciale
SEDE

Interrogazione n.
QUALI POLITICHE DEL PERSONALE IN PROVINCIA?

Finalmente e dopo un lungo, quanto preoccupante, silenzio, la Giunta provinciale ha deciso di affrontare il rilevante tema della carenza crescente di Personale fra le file della pubblica Amministrazione sia provinciale, sia nel delicato settore degli enti locali come i Comuni, le Comunità di Valle, gli enti assistenziali e via dicendo.
“Quota 100”; pensionamenti ordinari per conclusione del percorso lavorativo e licenziamento di dipendenti che scelgono altre strade, hanno generato una situazione ormai insostenibile e resa più acuta ancora dai divieti nazionali del passato di assumere personale almeno in misura pari alle quote in uscita, mentre il lavoro degli uffici pubblici continua ad aumentare, vuoi per le nuove competenze assegnate alle autonomie, vuoi per le procedure tecnologiche e di rispetto di determinate norme (privacy, trasparenza ecc.).
Ovviamente l’attuale governo provinciale – il quale per il solo fatto di essere stato eletto ritiene di avere sempre e comunque ragione, imputando ogni responsabilità dei problemi in essere a coloro che lo hanno preceduto – sembra aver già risolto tutto, trovando fondi tali da coprire il fabbisogno della Provincia almeno per il prossimo triennio e programmando prossimi incontri con i responsabili amministrativi del persona e dell’Organizzazione della Provincia stessa per “garantire determinati presidi”, dichiarando infine alla stampa locale che il “confronto con il Dirigente del Servizio per il personale prosegue da mesi”.
E di cosa si è parlato in tutto questo tempo se, al di là delle altisonanti rivendicazioni retoriche sentite anche in sede di assestamento di bilancio, proprio nella manovra finanziaria del luglio scorso si è previsto soprattutto il raddoppio secco del limite delle assunzioni discrezionali di dirigenti su base fiduciaria, mentre le reali disponibilità economiche consentono, tutt’al più, l’assunzione forse di circa un centinaio di persone si di un totale di quasi seicento dipendenti in uscita nell’arco dei prossimi tre anni?
Posto che la Giunta provinciale e la sua fedele corte di corifei ripetono perentoriamente, in ogni occasione utile e con granitica fiducia nel futuro, la loro matematica certezza di poter assicurare la piena funzionalità dei servizi sul territorio: dal Personale alla Sanità; dall’Occupazione alla Cultura ed allo Sviluppo, gli stessi “annunciatori seriali” dimenticano però di dire dove e come reperiranno i fondi per dar corso a tutte le mirabolanti promesse che ogni giorno la loro propaganda ci elargisce a piene mani. Allo stato dei fatti, ad esempio, come farà fronte alle richieste di Personale degli enti locali territoriali; richieste urgenti al pari di quelle della Provincia? E come sosterrà i crescenti costi, che rischiano di finire fuori controllo, della periferizzazione del sistema sanitario, a fronte di bilanci provinciali futuri che appaiono sempre più contratti?
Ancora una volta si tratta di domande che non potranno avere una seria risposta, perché ciò che, salvinianamente, conta non è tanto un serio e responsabile processo programmatorio della spesa pubblica, quanto piuttosto l’adesione spesso estemporanea ad ogni istanza che l’elettorato – e, si badi bene, questo e non la comunità – pone al governo e allora un marciapiede qui, una rotatoria lì, un’assunzione qua ed un piacerino là e tutto scorre a meraviglia. Piccoli interventi insomma, privi di un quadro generale di riferimento e di un chiaro progetto politico a monte, tanto che il Presidente della Provincia più che rivendicare i magri risultati ottenuti con il recente assestamento di bilancio, coglie la coesione della sua maggioranza e la spaccia come un importante risultato politico. La parole d’ordine è quindi. “Promettere e prometteremo!”
Purtroppo però la realtà è ben diversa e mai come oggi la Provincia avrebbe bisogno di riscoprire il senso e lo spirito di norme fondanti come la Legge n. 12/1983 che, molto coraggiosamente, separava l’amministrazione dalla politica, evitando di cadere in tutti quei meccanismi di infeudazione progressiva che hanno, di fatto, minato le basi di indipendenza e competenza sulle quali si reggeva l’intera macchina burocratica e che costituivano un positivo contrappeso alla politica stessa, compensandone le debolezze ed arginandone le possibili derive. Se quindi di errori del passato si vuol proprio parlare, questo è stato sicuramente uno di quelli che ha prodotto parte delle sostanziali debolezze del sistema nelle quali anche oggi si sta dibattendo la Struttura provinciale, forse troppo vincolata a certi meccanismi di diretta dipendenza dai mutevoli orientamenti della politica.
Tutto ciò premesso, si chiede cortesemente di poter interrogare la Giunta provinciale per sapere:
1) se la stessa intende procedere per “tamponamenti” successivi ai problemi strutturali dettati dalle diffuse carenze di Personale, oppure se ritiene utile dotarsi di qualche serio strumento programmatorio per far fronte ad una questione di assoluta rilevanza funzionale;
2) quanti e quali concorsi pubblici la Giunta provinciale intende bandire nel corrente anno e per la copertura di quali esigenze operative;
3) se la Giunta provinciale ha già individuato i Servizi ai quali assegnare i dirigenti assunti dalla medesima in maniera discrezionale e con contratto di natura strettamente fiduciaria nella misura massima del 20% dell’organico e sulla base del disposto della legge finanziaria di assestamento del bilancio provinciale;
4) se la Giunta provinciale non ritiene di dover ripensare a tale meccanismo di assunzione, posto che lo stesso genera più problemi che risposte, dato che questa quota di dirigenti viene assunta per un periodo massimo pari alla durata della Legislatura e poi la professionalità di costoro, le esperienze dagli stessi accumulate e i progetti avviati e delineati rischiano di venire a perdersi, dovendo ricominciare ogni volta dal principio e creando in ciò anche grande nocumento alla Struttura priva così di progettazioni di lungo respiro e obbligata a doversi adattare alla sempre nuova dirigenza che la guida;
5) quali programmi, se esistono, sono stati elaborati per fra fronte alle prossime tornate di pensionamenti fra il Personale provinciale e quali sono le linee politiche della Giunta provinciale in materia di Personale;
6) quali proiezioni di costo sono state fatte per coprire, laddove possibile, le necessità di Personale per il fabbisogno immediato e triennale della Provincia;
7) cosa intende inoltre fare la Giunta provinciale per rispondere alle medesime urgenze di assunzioni di Personale per gli enti locali del territorio, gli enti funzionali della Provincia stessa, le Agenzie provinciali, gli enti assistenziali pubblici e tutte le altre realtà che dipendono, in qualunque modo, dalla finanza provinciale;
8) se la Giunta provinciale ritiene di poter attingere anche dal Personale della regione autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol, posto che ormai le competenze della stessa sono talmente ridotte che forse non servono le attuali centinaia di dipendenti in attività.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

– avv. Luca Zeni –