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ZANELLA (FUTURA) – INTERROGAZIONE * TERAPIA INTENSIVA APSS: « QUANTI SONO AD OGGI I POSTI LETTO DISPONIBILI, E QUALI LE PERCENTUALI DI OCCUPAZIONE DA PARTE DI PAZIENTI CON COVID-19? »

Il Trentino risulta ormai da tempo il peggiore d’Italia per quanto riguarda il tasso di occupazione di posti letto in terapia intensiva, con un valore che l’ISS riporta sempre intorno al 50%. I posti letto occupati da pazienti CoViD-19 che corrispondono a questo 50% sono ad oggi 46, il che significa che il numero totale di posti letto di rianimazione disponibili comunicati al Ministero è di 90.

Questo numero si è raggiunto nella prima ondata grazie alla chiusura di molti reparti, sale operatorie e servizi (cosa che ha determinato sicuramente conseguenze sulla popolazione con altre patologie) dai quali si è potuto recuperare il personale da dedicare alle terapie intensive.

Attualmente la maggior parte dei reparti e servizi funzionano – anche se a regime ridotto, visto l’alto tasso di ricoveri per CoViD-19 – e quindi è impensabile arrivare a riaprire quei posti letto, perchè non ci sarebbe il personale.

Allora perché il tasso di occupazione a Roma viene calcolato su un numero di posti letto di 90 che non è realistico aprire, alle condizioni date? Se fosse calcolata sui posti letto attualmente disponibili, l’occupazione sarebbe di gran lunga peggiore di quella attuale, già drammatica. Anche su questo i numeri non tornano.

 

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PAOLO ZANELLA
Gruppo consiliare FUTURA

 

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Si allega il testo dell’interrogazione

 

Interrogazione a risposta scritta n. /XVI

QUAL È LA CAPACITÀ REALE DELLE TERAPIE INTENSIVE DELL’APSS?

Premesso che:

prima dell’inizio della pandemia di CoViD-19, i posti letto di terapia intensiva dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari superavano di poco la trentina di unità;

durante la prima ondata pandemica si è riusciti ad estendere tale capacità ad oltre ottanta posti letto, recuperando il personale sanitario dalle sale operatorie, dai reparti e dai servizi chiusi o con attività fortemente sottodimensionata;

ciò si è reso possibile grazie al lockdown che ha visto il pressoché azzeramento degli eventi traumatici, ma anche grazie alla riduzione delle attività non urgenti e dell’afflusso di persone in ospedale anche quando sarebbe stato necessario, probabilmente per un timore del contagio che ha prevalso sul reale bisogno sanitario (valuteremo a fine pandemia quanto la stessa avrà inciso sulla mortalità non CoViD-19 correlata).

Considerato che:

in questa seconda ondata la riduzione dell’attività ambulatoriale e programmata è stata meno significativa (seppur si segnalino molti rallentamenti nella presa in carico dell’utenza), molte sale operatorie e molti reparti sono rimasti aperti, il territorio è stato impegnato nell’attività di tracciamento e presa in carico della popolazione domiciliare e tutto questo, se da un lato ha permesso di curare anche pazienti con altre patologie, dall’altro non ha consentito di recuperare tutto il personale per le terapie intensive ingaggiato nella prima ondata il fatto che i reparti e servizi che continuino la loro attività, unito ad un maggior tasso di contagi tra gli operatori sanitari rispetto alla prima ondata, non permette (e difficilmente permetterà, se non sacrificando la presa in carico di altri pazienti) di aprire un numero di posti letto di terapia intensiva pari a quello della prima ondata;

in data 09 gennaio 2021 i ricoverati in terapia intensiva erano 48, rappresentanti il 53% dei posti letto disponibili. Questi dati esplicitano che all’ISS è stata comunicata una capacità di posti letto in rianimazione pari a 90 unità, cosa che attualmente non corrisponde ai posti disponibili;

se la percentuale dei posti letto occupati da pazienti con CoViD-19 fosse calcolata su quelli attualmente realmente disponibili, probabilmente supererebbe ampiamente l’80%, peggiorando ulteriormente il primato che il Trenino ha in questo indicatore d’impatto.

Tutto ciò premesso:

CHIEDO AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA E ALL’ASSESSORA ALLA SALUTE

quanti sono ad oggi i posti letto disponibili effettivamente in terapia intensiva e quali le percentuali di occupazione da parte di pazienti con CoVID-19;

qual è la reale capacità massima di presa in carico di pazienti in terapia intensiva, stante il personale attualmente disponibile.

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PAOLO ZANELLA

Gruppo consiliare FUTURA