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WWF ITALIA * JJ4: « SODDISFAZIONE PER LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO, ORA IN TRENTINO SI INIZI UN NUOVO PERCORSO CONDIVISO PER COSTRUIRE UNA REALE COESISTENZA FRA UOMO E ORSO »

Il WWF Italia apprende con enorme soddisfazione della decisione del Consiglio di Stato di annullare l’ordinanza di cattura per l’orsa JJ4, emanata dalla Provincia di Trento nel Giugno scorso, dopo l’incontro ravvicinato del plantigrado con due persone sul Monte Peller. L’orsa JJ4, madre di tre cuccioli, resterà dunque in libertà. Ricordiamo che l’orsa è ancora viva solamente perché il giudice amministrativo aveva annullato, su ricorso del WWF ed altre associazioni, l’ordinanza del presidente della provincia di Trento Fugatti che a luglio ne aveva disposto l’uccisione.

“Vengono finalmente ristabilite e applicate le normative e, soprattutto, prevalgono le ragioni della scienza e del buon senso”, dichiara Patrizia Fantilli, direttore ufficio legale del WWF Italia.

Nell’ordinanza della terza sezione del Consiglio di Stato pubblicata oggi, si sottolinea infatti “l’insufficiente istruttoria che ha portato il Presidente della Provincia di Trento al giudizio di pericolosità dell’orsa e che ha determinato, per motivi di sicurezza pubblica, l’ordine di catturare l’orsa e di custodirla in modo definitivo nel recinto di Casteller”. L’ordinanza aggiunge che il plantigrado si appresta ad entrare nel periodo di ibernazione, e quindi non costituisce un pericolo.

Questa nuova importante vittoria giudiziaria dimostra come la coesistenza fra uomini e animali selvatici possa costruirsi solo in maniera intelligente e mirata, con azioni quotidiane. Infatti solo attraverso la diffusione capillare di metodi di prevenzione dei danni, non semplici ma efficaci se correttamente impiegati, insieme a campagne di informazione e sensibilizzazione al rispetto di semplici ma importanti regole di comportamento che prevengano situazioni di rischio per entrambe le specie potremo raggiungere una sana e pacifica convivenza tra uomo e orso in Trentino e, in futuro, sull’intero territorio alpino.

 

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Foto: aechivio Pat