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VIDEOINTERVISTA (SKYPE) A PROCURATORE CORTE DEI CONTI TRENTO – MARCOVALERIO POZZATO * CENTRALI IDROELETTRICHE: « IL FOCUS SI FERMA A PEJO E VALLARSA O PROSEGUE IN ALTRI COMUNI?” »

Videointervista Skype al Procuratore Generale della Corte dei Conti di Trento Marcovalerio Pozzato sulle centrali idroelettriche in Trentino.

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“Procuratore Pozzato, il focus di approfondimento si ferma a Pejo e Vallarsa o prosegue in altri Comuni?”

La tematica delle rendite riguarda tutte le centrali idroelettriche (una ventina circa, fra grandi e medie, più una cinquantina di piccole dimensioni) del Trentino.

La questione è assai risalente negli anni; va ricondotta alla tenacia del prof. Gios, nella sua qualità di Amministratore in Vallarsa, l’emersione di fatti che hanno condotto a imputazione per responsabilità erariale di due funzionari/dirigenti provinciali del Servizio Catasto.

Intendo dire subito che non tutti i Comuni hanno avuto, mano a mano che si presentava in tutta la sua chiarezza la sottostima delle rendite catastali delle centrali (che comportava minori entrate ai fini ICI, poi IMIS, per milioni e milioni di euro per le centrali più grandi, come quella di Pejo) il medesimo approccio.

Alcuni Comuni hanno letteralmente messo da parte la questione, nel timore di attirare un’attenzione negativa da parte degli allora Amministratori provinciali (si ricorda che la Provincia è l’azionista di maggioranza della Società concessionaria, accompagnata dai Comuni di Trento e Rovereto; la partecipazione privata alla Società è rappresentata da un Fondo australiano,

la cui scelta come partner -i criteri e le modalità di scelta sono stati in assenza di formale comparazione con altri soggetti economici- è avvolta tuttora nel più profondo mistero).

Altri Comuni (in particolare, quelli di Vallarsa e Pejo), alla stregua di novelli Davide di fronte a Golia (Hydro Dolomiti, ma anche la Provincia Autonoma), hanno coraggiosamente posto le proprie doglianze (si ricorda che le sottostime catastali hanno determinato minore entrate per i Comuni di decine di migliaia, se non di milioni di euro, a seconda delle centrali) in sede giudiziaria.

Il conflitto di interesse della Provincia è sempre stato evidente (essendo essa stessa azionista di maggioranza di Hydro Dolomiti e quindi interessata a massimizzare i dividendi nel minimizzare le spese), nel momento in cui ad essa erano demandati (cioè al Servizio Catasto) importanti adempimenti.

Tutte le grandi e medie centrali idroelettriche del Trentino sono interessate dalle indagini della Procura di Trento della Corte dei conti, da me diretta.

Le attività investigative sono state delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, al quale va il mio costante riconoscimento per la proficuità dell’attività prestata.

Alcune indagini sono state portate a compimento (con rinvio a giudizio contabile di due funzionari del Servizio Catasto provinciale): mi riferisco alle centrali di San Colombano, Pejo e Santa Massenza.

Su tutte le altre centrali idroelettriche grandi e medie le indagini sono in corso.

Per Pejo il danno erariale contestato (minori introiti in favore del Comune) è di circa due milioni e ottocentomila euro (con rinvio a giudizio), per San Colombano di trecentonovantunomila euro.

Per Santa Massenza è stato formalmente contestato (con invito a dedurre) un danno di più di due milioni e mezzo di euro, ma non è stata depositata la citazione a giudizio.

 

“Dottor Pozzato, ha intenzione di rendere le stime per tutte le centrali, dato il sequestro dei documenti?”

Ho disposto il sequestro dei documenti (riguardanti solo alcune delle centrali) nell’estate del 2019; con la formalizzazione della citazione a giudizio dei funzionari provinciali per la centrale di Pejo, ho provveduto a restituire alla Provincia gli atti sequestrati (dicembre 2019).

Desidero puntualizzare che sono esistenti, al momento, più stime catastali per gli impianti e i manufatti in questione.

Nel 2006 la Provincia commissionò a una società di consulenza la stima delle centrali (parrebbe a un costo di circa un milione di euro, ovviamente a carico finale dei contribuenti trentini), che recava i risultati economici (in favore dei Comuni) grandemente superiori a quelli evidenziati dalle stime del Servizio Catasto provinciale (basate sulla autocertificazione della Società concessionaria, ovviamente interessata a pagare il meno possibile); esistono poi le stime del prof. Gios, nonché del consulente d’ufficio della Commissione tributaria (sulla cui base sono state riviste in sede contenziosa le rendite di alcune centrali), nonché quelle del consulente del Concessionario e del Servizio Catasto della Provincia (coincidenti e grandemente inferiori a tutte le altre riferite stime).

Va puntualizzato che il Concessionario si dimenticò, nel caso della centrale di Pejo, con tranquilla compiacenza dei funzionari da me evocati in giudizio, di includere la valutazione di un intero corpo di diga, nonché di significative opere quali le gallerie, le opere di presa, etc. etc., sottostimando in maniera rilevante i cosiddetti “imbullonati”.

Pur potendo rendere noti i termini delle citazioni a giudizio, non posso tuttavia rendere noti al pubblico, in maniera specifica, i dati contenuti nei documenti da me a suo tempo sequestrati presso la Provincia; voglio però sottolineare che l’allora Presidente della Giunta Provinciale dispose nel dicembre 2010 (a mio avviso del tutto illegittimamente) la secretazione della consulenza del 2006, pagata a ben caro prezzo.

A tutt’oggi sembrerebbe che Trentino Riscossioni, sebbene ben al corrente del pregiudizio economico dei Comuni, voglia mantenere un illegittimo riserbo con riferimento a richieste di accesso nei confronti di soggetti pienamente titolari di un interesse tutelato dalla Legge.