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VIABILITÀ: FASANELLI, TRENTO SI METTA IN CODA E LA PROVINCIA FINISCA DI TERGIVERSARE

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20.31 - venerdì 22 settembre 2017

(Fonte: Massimo Fasanelli) – Senza voler entrare in contrasto con i cittadini e gli operatori del capoluogo, mi preme fare qualche opportuna riflessione sugli articoli di giornale dei giorni scorsi relativi alla tangenziale di Trento ed ai suoi “quarant’anni mal portati”.

Va senza dubbio riconosciuto che i tempi sono cambiati e la viabilità progettata e costruita quattro decenni or sono si presenta oggi con tutte le sue criticità che è giusto portare alla luce, pensiamo semplicemente alle dimensioni dei veicoli che sono mediamente aumentate del 20%.

Ma è altrettanto inconfutabile che, in altre zone del Trentino, va anche peggio, poiché le auspicate soluzioni alla viabilità non hanno “quarant’anni mal portati” ma sono invece “attese da quarant’anni”.

È il caso della Vallagarina, con la città della Quercia, seconda della Provincia, che si vede attraversare da nord a sud, da est ad ovest, da traffico di passaggio che oramai in maniera ordinaria congestiona l’intera città con ripercussioni anche sui Comuni limitrofi.

Recentemente la Provincia di Trento ha individuato le risorse per il finanziamento della Loppio-Busa, altro tratto viario che soffre da anni gravi carenze infrastrutturali.

Ma l’accesso all’Alto Garda avviene pur sempre dalla Vallagarina e, senza una appropriata armonizzazione viaria, i problemi non fanno che essere spostati di pochi chilometri ed in questo caso saranno ulteriormente accentuati per la città di Rovereto.

Anche i Comuni dell’Alta Vallagarina risentono dell’assenza di una adeguata viabilità. Basti pensare che anche un banale (e non tanto raro) incidente, blocca in pochi minuti il traffico fino a Volano o addirittura a Calliano, comuni questi che, al pari di Rovereto, sono tra i pochi ancora caratterizzati da un abitato spaccato in due dalla Strada Statale.

 

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Dobbiamo invece capire ed evidenziare le ripercussioni positive che potremo avere: una viabilità più snella semplificherà la vita di famiglie e pendolari, di operatori dei trasporti, di persone che dagli altri Comuni convergono su Rovereto e viceversa;

una viabilità più agile abbasserà sensibilmente gli inquinamenti atmosferici ed acustici e restituirà vivibilità a chi, suo malgrado, vive nelle zone attigue agli assi viari;

una viabilità più semplice renderà appetibile la città e la valle al turista, allo studente, all’operatore, con le conseguenti e positive ripercussioni sull’indotto che ne consegue, in termini economici, di visibilità, di credibilità.

Non entro nel merito delle cause, delle presunte colpe, delle varie scelte operate in passato, ciò sarebbe solo il modo per non affrontare il problema e dilazionare ulteriormente la realizzazione di questa importante e improcrastinabile opera!

Certo trovare tutti d’accordo penso sia impossibile, come su qualsiasi opera pubblica, ma mai come questa volta si è raggiunta una pressoché totale consapevolezza e convinzione, sia nelle istituzioni che nell’opinione pubblica, che l’attraversamento della città di Rovereto e una migliore viabilità anche in alcuni paesi che stanno sull’asse della SS12, devono essere realizzati.

Finalmente si è capito che la sfida richiede uno sforzo di coesione, che superi le ideologie politiche e i confini territoriali. Da questo punto di vista, l’Amministrazione Comunale di Rovereto si sta facendo carico di ricercare delle proposte progettuali da condividere con gli altri Comuni ed, insieme, portare a Trento.

Sarà difficile individuare un tracciato ottimale, che possa andare bene a tutti, ma se attendiamo di avere “una rosa senza spine”, non faremo altro che rinviare continuamente nel tempo le nostre istanze e le conseguenti risposte.

 

La Provincia da parte sua deve però fare sintesi e, con determinazione in forza del suo ruolo, definire tempi e modalità per la realizzazione dell’opera.

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