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URZÌ (FDI) * PRESIDENZA CONSIGLIO REGIONALE: « DA PARTE DI ACHAMMER INTIMIDAZIONE NEI CONFRONTI DEL MIO RUOLO DI RAPPRESENTANTE DELLE OPPOSIZIONI, INGIUSTIFICATE PRESSIONI ANCHE SU CIA »

Parlare ormai di esplicita volontà di epurazione non è azzardato. E la lista di chi sarebbe da epurare viene fatta a chiare lettere, senza imbarazzi, sul quotidiano Dolomiten, dall’Obmann della Svp Achammer: Alessandro Urzì, altoatesino, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e pare di intendere a chiare lettere anche Claudio Cia, assessore regionale agli Enti locali, trentino, confluito nei giorni scorsi in Fratelli d’Italia.

Ho già presentato una interrogazione al Presidente del Consiglio regionale per sapere come si intenda ribadire l’indipendenza dell’Ufficio di Presidenza da tentativi impacciati di condizionamento da parte del consigliere regionale Achammer nella sua funzione di Presidente del proprio partito.

Un attacco così frontale ad un organo della Regione liberamente costituito attraverso un voto del Consiglio regionale esprime una scarsa cultura democratica e una mancanza di rispetto istituzionale.

O a cos’altro si sarebbe riferito il consigliere regionale Achammer nel sostenere che debba essere “chiarito il ruolo di Urzì”? Quale intimidazione si nasconde dietro a questa affermazione? Che senso avrebbe avuto affermare di volere chiedere de facto la testa di Urzì chiedendolo peraltro all’esecutivo e non al legislativo?
Ricordo che in Ufficio di Presidenza assolvo ad un compito fondamentale, che è quello di rappresentare l’opposizione, e mai si era avuto notizia prima, nella storia parlamentare della nostra regione, che un partito di maggioranza intimidisse un consigliere di opposizione con parole che ricordano piuttosto approcci ed atteggiamenti tristemente noti in alcune regioni del sud d’Italia o della Bielorussia.

Né può essere nessuno, se non Urzì, a decidere se rinunciare al ruolo consegnatogli dall’intero Consiglio regionale, non certo la Svp.

L’Obmann Achammer coglie come pretesto per stilare la sua lista di proscrizione l’adesione nei giorni scorsi a Fratelli d’Italia dell’assessore regionale Claudio Cia, che ha fatto confluire il suo movimento Agire nel partito. La Svp, pure presente in giunta regionale, non avrebbe affatto gradito. Ma farebbe finta di ignorare che è stato lo stesso Cia, come ricordato più volte anche dal Commissario trentino di FdI Sen. Urso, e da lui stesso, a dichiarare la piena disponibilità a rimettere l’incarico perché le scelte si fanno per passione e convinzione e non per le poltrone. Un atteggiamento nobile e di alto profilo, quello di Cia. Quindi speculazione pura.

“Non faremo come se non fosse successo niente”, annuncia invece minaccioso Achammer rivolto al suo elettorato chiedendo la verifica di giunta perché “noi abbiamo sempre avuto una linea di totale distanza da Meloni ed il suo partito”. Un atteggiamento pregiudiziale grave che non può essere tollerato sul piano dell’etica politica.

 

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Alessandro Urzì
Portavoce regionale di Fratelli d’Italia
Consigliere regionale e membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale