Anche una norma per l’uso della lingua da parte dei medici (la norma che prevede in Alto Adige personale che non parli la lingua italiana); ma pure la norma che esclude l’Alto Adige dal sistema della liberalizzazione dei commercio nazionale per cui la Provincia potrebbe fare chiudere i negozi in determinate giornate ed orari mentre in tutta Italia vigerebbero altre regole; insomma non solo la gravissima norma che prevede che i giudici della Corte dei conti siano nominati dalla Provincia (ossia il controllato che sceglie i controllori); in Commissione dei Sei e dei Dodici approderanno temi che non sono norme letteralmente “di attuazione” dello Statuto ma che lo Statuto lo riscrivono escludendo Consiglio provinciale e Parlamento.

Ma sono anche norme che modificano la Costituzione togliendo competenze dello Stato in modo dei tutto arbitrario.

La richiesta della Provincia di scegliersi anche i giudici che devono giudicare il proprio operato mandando in tilt il sistema costituzionale della terzietà del potere politico rispetto a quello giudiziario è irricevibile.

I Cinque Stelle PD Italia Viva e Sinistra dovranno chiarire di non sentirsi ostaggio della Svp al Senato (dove i numeri il Governo non li ha quasi più) e a non accettare ciò che non è accettabile come merce di scambio politico.

I temi oggetto dei lavori delle Commissione paritetiche non siano trattati come moneta di scambio pressochè segreta ma siano oggetto di un dibattito politico, culturale e sociale. Non si può smontare con una normetta approvata dal Governo la Costituzione (ma anche lo Statuto) a danno dei cittadini dell’Alto Adige e solo per garantire la sopravvivenza politica del Governo ancora per qualche mese, grazie al voto di una Svp in parlamento sempre più opportunista.

La Lega, al Governo in Provincia, non accetti tutto questo.

 

*
Alessandro Urzì
Consigliere regionale e provinciale Fratelli d’Italia AANC