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URZÌ (FDI) * DATI ASTAT: « IL 17,6% DEGLI ALTOATESINI RISULTA A RISCHIO POVERTÀ, I VANTAGGI DELL’AUTONOMIA NON SONO EGUALI PER TUTTI »

Il dato shock diffuso dall’Astat gela il sangue nelle vene: il 17,6% degli altoatesini risulta a rischio povertà.

Un dato esistente anche nella fase pre Covid, ora solo aggravatosi (sia pur di poco dice l’Astat).

Ma proprio la costanza di questo dato dimostra che “i vantaggi dell’autonomia non sono eguali per tutti”, ed è una lezione gravissima di cui la politica provinciale dovrebbe prendere atto senza ipocrisie e ambiguità.

Come si giustifica, in un territorio vantato come Eldorado, che una percentuale così alta di cittadini viva al confine della povertà? Se non in autentica povertà, dato che l’Astat non ci consegna ma intuibile. Comunque famiglie, persone sempre al limite, per cui una bolletta di troppo o un dente da curare rischiano di indebitarsi perennemente.

Chiederò una indagine politica sulle ragioni di questa tragedia al Consiglio provinciale, ma anche sulle strategie per affrontare l’emergenza perché una società con quasi il 20 per cento di persone povere non si può dichiarare sana. E va anche rilevata in che modo si distribuisca la ricchezza in Alto Adige, perché la sensazione è che ci sia una forte sperequazione fra centro e periferia, fra categorie economiche.

A tutto questo la politica deve fornire risposte. Ignorare il dato dell’Astat sarebbe più scioccante del dato stesso.

 

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Mozione
Misure urgenti di contrato al rischio povertà

È altamente probabile che la pandemia da Covid-19 avrà un impatto anche sulla povertà in Alto Adige. Lo prevede l’Astat, l’Istituto provinciale di statistica che ha presentato dati preoccupanti sulla situazione in Alto Adige. Nel 1° semestre 2020 in provincia di Bolzano risultano esserci stati oltre cinquemila occupati in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una contrazione del 2%, percentuale che sale al 5,6% se si considera il comparto del lavoro autonomo. Sempre nel 1° semestre 2020, le persone in cerca di occupazione erano 9455 (+14% rispetto all’anno prima), i disoccupati totali in un anno sono aumentati del 40,9% mentre la forza lavoro potenziale è passata da 5564 a 10391 unità, segnando un incremento dell’86,7%. Dalle rilevazioni dell’Astat emerge che a causa della pandemia i redditi familiari hanno registrato una variazione reale del -2,3% (-925 euro in media a famiglia) rispetto al 2018, se si tiene conto delle misure di sostegno erogate dalla provincia e dallo Stato, mentre la perdita si attesta al 3,4% (-1.364 euro in media a famiglia) in assenza della mano pubblica.
Se nel 2018 il 17,5% delle persone in Alto Adige viveva in una famiglia il cui reddito era a rischio povertà, con la simulazione effettuata, l’Astat ha stimato che nel 2020 questa quota si potrebbe assestare intorno al 17,6% rimanendo abbastanza stabile, ma solo in virtù delle misure di sostegno al reddito statali e provinciali, senza le quali gli individui a rischio povertà arriverebbero almeno al 18,5% senza considerare che i mesi di novembre e dicembre, non considerati nella ricerca citata, hanno impattato in maniera ulteriormente negativa sulla situazione generale.

Dati che devono indurre una attenta riflessione. La situazione a livello economico e sociale indotta anche in Alto Adige dall’emergenza sanitaria richiede interventi urgenti e straordinari che possano contrastare in maniera efficace gli effetti del lock down, della perdita di posti di lavoro in particolare per quelle categorie professionali maggiormente esposte come i lavoratori autonomi, gli stagionali, gli occupati nel settore della ristorazione e tutti gli altri soggetti economici fortemente penalizzati dalla situazione contingente.

Tutto questo premesso e considerato,

IL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO
IMPEGNA
LA GIUNTA PROVINCIALE

a prevedere
– la costituzione di un tavolo di lavoro che partendo dalla determinazione delle cause della crisi possa giungere all’individuazione delle strategie più idonee ad affrontare l’emergenza in maniera adeguata definendo una regia di interventi economico-sociali per affrontare lo scenario attuale e quelli futuri;
– la pianificazione di un piano di interventi urgenti e straordinari (iniziative di carattere fiscale, sostegno dell’affitto, contributi economici) a sostegno dei soggetti economici, delle categorie professionali, dei lavoratori dipendenti, delle famiglie e dell’associazionismo colpiti dalla crisi economica connessa alla pandemia in corso.

 

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Alessandro Urzì
Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia